Il sorbo di Gavin Maxwell

Il sorbo di Gavin Maxwell

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TRILOGIA DI CAMUSFEARNA, IPPOLITO PIZZETTI, SORBO DEGLI UCCELLATORI

Casa del leccio – Ciclicamente ritorno a scavare nella trilogia di Camusfeàrna del naturalista scozzese Gavin Maxwell. Con una certa fatica sono riuscito ad acquistare le prime edizioni uscite nel 1977 e nel 1979 nella deliziosa collana L’Ornitorinco (Rizzoli) diretta da quella meraviglia d’uomo che è stata Ippolito Pizzetti. Dei tre romanzi in Italia si sono fatti due libri, L’anello di acque lucenti e La baia degli ontani, quest’ultimo sintesi delle due ultime parti della trilogia. Maxwell, come scrisse Pizzetti, non è stato “esploratore, non viaggiatore, non giornalista, e neppure scrittore”. Ha svolto queste occupazioni a suo modo, viaggiando, ficcanasando, descrivendo ma senza mai farne una scelta definitiva. I suoi sono libri di lontre e natura, di paesaggi e di Scozia, ma al contempo è l’impronta esistenziale che affascina i milioni di lettori che in mezzo secolo si sono avvicinati alla sua scrittura. Stamattina mentre riaprivo a casaccio il secondo volume mi sono imbattuto in un’interessante descrizione del sorbo, albero sul quale riflettevo pochi giorni fa durante una visita alla Selva di Chambons. Nei nostri boschi il sorbo degli uccellatori resta invisibile per tutto l’anno, sovrastato in primavera dalle fioriture della robinia e del maggiociondolo, in estate dall’altezza delle conifere, mentre in quel tratto d’autunno che si smorza fra settembre e ottobre, diventa improvvisamente il protagonista dei boschi: le bacche a grappolo si pittano di rosso corallino e catturano lo sguardo degli umani che passeggiano, e ancor più degli uccelli che cercano cibo. A novembre torna protagonista il larice, nella sua fiammata gialla prima dell’espoliazione. E poi sarà la neve.

«Tra me e quell’otto abbandonato pieno d’acqua nel recinto di Teko stava l’albero del sorbo, l’albero magico che sorge accanto ad ogni vecchia casa delle Highlands, e che accende tante superstizioni e credenze gaeliche. Il sorbo è il nume tutelare, la forza protettiva, l’albero della vita, infinitamente maligno se offeso e oltraggiato; capace perfino di far proprie le buone, o le cattive, fantasie di chi ha con lui stretti legami spirituali. Ben pochi abitanti delle Highlands abbatterebbero un sorbo, anche durante moderne operazioni di rimboschimento; e certo nessuno osa portare in casa le sue bacche brillanti perché sono il sangue dell’albero, e il sorbo maledice chi versa il suo sangue».

La traduzione è di Andreola Vettore. Nel 2012 L’anello di acque lucenti è stato meritoriamente ripubblicato da Elliot Edizioni (Roma). Freschissimo è un saggio sulla collana diretta da Pizzetti: Gli ornitorinchi di Ippolito Pizzetti, autori vari, Edizioni Pendragon (Bologna).

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