Arborgrammaticus ~ Esposizioni 2018-2019

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Tiziano Fratus, singolare figura di studioso consacrato alla pratica dell’alberografia e alla disciplina della dendrosofia» Valerio Magrelli – La Repubblica

«Ha creato qualcosa che non c’era prima di lui: il suo modo di raccontare gli alberi» Emanuela Rosa-Clot – Gardenia / Bookcity

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UN BOSCO IN BIANCO E NERO

Arborgrammaticus abbraccia due delle forme di espressione coltivate con passione e pazienza certosina da Tiziano Fratus: l’espressività fotografica in bianco e nero, manifesto di una personale lettura luterana dell’immagine – nitida, pulita, severa – ed il laborio sul verso e la parola che si è compiuto in poesie che si presentano come geometrie visive, o come dice lo stesso Fratus, secondo una “geometria foliare”. Poesie dunque da vedere e fotografie da leggere. Atto di comunione fra scrittura e natura, i due confini del continente che Fratus si è disciplinato a frequentare in questi ultimi decenni.

Arborgrammaticus è un neologismo, è parte di quel dizionario per uomini radice che Tiziano Fratus è andato imbastendo nel corso delle sue meditazioni e ricerche:

Arborgrammaticus – s. m. (pl. invariato, dal lat.). Arborgrammaticus è il grande albero che regola la vita e il tempo, è il re della foresta, è Dio per gli uomini, memoria e testimone ultimo della storia di quel pezzo di mondo. Ci sono cercatori di alberi e uomini radice che li studiano, li ammirano, tentano di catturarne il canto.

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LA MOSTRA

Dettagli di cortecce, citatrici imposte dal Dio dei fulmini, alberi precipitati, disfatti, erosi, boschi di conifera trionfali, solitari segni bianchi in un magmatico respiro notturno, malinconiche foglie rapite dalla dissipazione autunnale, l’esplorazione degli umani e la meraviglia: dal silenzio e dal canto emergono gli scatti di un unico vasto bosco grande come il mondo. Tiziano Fratus medita in questi luoghi, accanto ai signori del tempo, e ce li consegna col suo obiettivo, facendo propria, per quanto possibile, la lezione di umiltà della mistica Angela da Foligno che cercando di restituire con le “povere parole” quel che il Signore le aveva rivelato, si trovava ad ammettere che “il mio dire è un devastare” / “et meum dicere est devastare”.

Una prima selezione di scatti è stata inaugurata a Milano, presso lo Showroom dell’azienda manifatturiera Vitale Barberis Canonico, mercoledì 11 luglio 2018, col titolo di Roots, in abbinamento a poesie e stralci dalle opere di Tiziano Fratus tradotte in lingua inglese. Quindi la mostra è migrata presso la Libreria Cento Fiori di Finale Ligure (SV), restando aperta al pubblico da venerdì 17 agosto a domenica 16 settembre.

Nel mese di maggio del 2019 s’inaugurerà a Milano una mostra più ampia e ricca, sarà allestita presso la Galleria Salamon Fine Art, che in passato ha ospitato esposizioni di artisti quali Federica Galli, Marzio Tamer, Gianluca Corona, Giorgia Oldano, Karl Martens, Silvia De Bastiani, Nicola Magrin, Luciano Zanoni e molti altri. Arborgrammaticus parteciperà alla prossima edizione del Milano Photo Festival (17 aprile – 30 giugno).

Gli scatti sono stati realizzati in Italia, Francia, California e Giappone.

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MATERIALI

>>> Arborgrammaticus, il comunicato
>>> Video, presentazione alla Libreria Cento Fiori (14 min.)
>>> Arborgrammaticus, L’ultima foresta
>>> Arborgrammaticus, Accurare
>>> Arborgrammaticus, Avvertenza ai naturalisti
>>> Arborgrammaticus, Fertilità

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LA GALLERIA

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