Botanica

Botanica, viaggiare, esplorare

«La conoscenza botanica non è una forma di sapere scientifico, nozionistico, è innanzitutto un sapere artistico: significa avvicinarsi al disegno di Dio o a quello dello spirito della Madre Terra, a seconda della fede che uno custodisce e coltiva; saper riconoscere una specie, attribuire un nome preciso, distinguere le forme e i colori delle foglie, le geometrie dei semi e dei fiori, le architetture dei tronchi e le manifestazioni grottesche dei grandi alberi antichi. Non è mera scienza: è arte, è poesia, è letteratura!» [Estratto da L’Italia è un bosco, Editori Laterza]

«Ci dicono che viviamo in un’epoca in cui è già stato scoperto tutto, o quasi. Non penso sia vero. Ogni umano ha la possibilità di scoprire, di abitare il tempo che gli è concesso come se fosse il primo scalatore ad aprire le vie alla cima del K2, il primo navigatore che approda nelle Indie Occidentali o il primo astronauta che mette piede sulla superficie lunare. Tutte le volte che un uomo o una donna incontrano un grande albero vetusto o attraversano una foresta scolpita è come se inventasse un continente che non c’era. E’ come se spalancasse la carta geografica e disegnasse i confini d’un Nuovo Mondo. Il suo Nuovo Mondo» [Estratto da Il libro delle foreste scolpite, Editori Laterza]

«Generazioni di esseri umani, di padri e di figli, di nipoti e di discendenti transitano sotto le loro chiome e si abbeverano nelle ombre, ristorano l’anima e azzerano il pensiero. Si siedono, toccano il legno, si lasciano invadere lo sguardo dai movimenti che il vento anima, accarezzano le foglie e i frutti, i semi e le ramificazioni. Un altro albero cresce dentro di loro e sono pronti ad ascoltarlo, ad ascoltarsi. Lì vibra il centro del mondo» [Estratto da Il sussurro degli alberi. Piccolo miracolario per uomini radice, Ediciclo]

© Tiziano Fratus