Genesi

La natura si evolve estinguendosi

La natura si evolve estinguendosi. Il conservazionismo o ambientalismo che dir si preferisca è un’utopia. Come ogni utopia che si rispetti è costituita da una pars destruens, che consiste nell’elenco di tutto quel che va combattuto, rimosso, i comportamenti, le tradizioni, le abitudini, e da una pars costruens, ossia la proposta, l’innovazione, il cambiamento, l’istituzione di nuove realtà. Ad ogni pars costruens appartengono idee che sono in parte irrealizzabili, nondimeno risultano portanti affinché i praticanti, i fedeli, i seguaci, i realizzatori producano esisti concreti. Il filosofo Manlio Sgalambro sostiene che «chi vuole salvare la natura la perderà» (Nel pensare breve, Adelphi). E ovviamente non è l’unico. Fin dalla comparsa nel mondo la nostra specie ha estinto altre creature, a partire dal nostro “competitore“ bipede, l’uomo di Neanderthal, al primo animale che abbiamo spazzato via con la caccia, il mammut. Da quanto è stato stimato, la natura che si evolve su questo minuscolo pianeta che gira intorno al sole aveva visto l’estinzione del 99% delle specie mai esistite prima ancora che l’Homo sapiens iniziasse a migrare conquistando i continenti. Ragion per cui il conservazionismo moderno è una battaglia persa per antonomasia, e tutto quel che vogliamo conservare così com’è, integro, invariabile, nel tempo di poche generazioni muterà radicalmente. Questo non toglie che nel corso dell’ultimo secolo e mezzo molti uomini sono riusciti a mettere sotto tutela, a salvaguardare, molti territori, relitti, ambienti, che altrimenti la fame costante e crescente di risorse e materie prime avrebbe di sicuro travolto e compromesso. Si pensi a quel che resta delle foreste mature di sequoia in California ed Oregon, che oggi rappresentano circa il 10% di quel che esisteva prima della corsa all’oro, e al nostro stesso territorio italiano, che oggi vede circa un terzo dei comuni direttamente coinvolti in problemi connessi alla gestione di territori protetti. Il lupo alpino era stato estinto, ora è tornato. Possiamo ancora andare a visitare alberi plurisecolari e alcuni millenari in giro per il nostro paesaggio, nonostante la bulimia del cemento, come la chiamava Giorgio Bocca. Siano noi la grande minaccia, la nostra sete, la nostra visione antropocentrica. E poi esiste la natura stessa, che si evolve, progredisce, avanza, estinguendosi.

© Tiziano Fratus