L’abbazia negligente

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UN RACCONTO FANTA-ARCHITETTONICO ET RELIGIUOSO

Cosa accadrebbe se si spargesse la voce che la grande abbazia millenaria dedicata a San Michele, che tanto ispirò Umberto Eco durante la stesura del romanzo Il nome della rosa, fosse in procinto di spiccare il volo e di scomparire, col favore del buio della notte? Una boutade? Un segno divino? Uno scherzo della natura? Scetticismo? Ilarità? O panico generale? A questo interrogativo surreale ha cercato di dare forma il racconto L’abbazia negligente, ovvero Di come la Sacra di San Michele divenne un dirigibile, opera unica di Frate Ginepro da Trana.

>>> L’ABBAZIA NEGLIGENTE
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[Ultimo aggiornamento: sabato 2 marzo 2019]

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AUCTOR
Frate Ginepro da Trana pascola gli usignoli e le gazze dei boschi che attraversa coi proverbi dialettali dei tempi andati. Conosce più di quindici dialetti e li pratica nelle forme più chiuse e remote. Di almeno tre codici, oramai, ne è rimasto unico testimone in carne ed ossa. Amante della poesia medioevale e della lirica dialettale piemontese, di tanto in tanto scrive versi che poi recita agli alberi, i suoi unici compagni e padroni. L’abbazia negligente è l’unico suo racconto battuto a macchina. Egli augura, ai lettori, un buon godimento.

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