Naturae della Riconciliazione

NATURAE DELLA RICONCILIAZIONE

Lo scorso 20 marzo è uscito il nuovo libro di Tiziano Fratus, il primo titolo dedicato espressamente al tema °Naturae della Riconciliazione°: Il bosco è un mondo. Alberi e boschi da salvaguardare in Italia (Einaudi). Ne saranno parte i successivi Giona delle sequoie, in lavorazione per Bompiani, le liriche Poesie creaturali.

>>> Lettere sulla Terra – Di altre voci delle Naturae della Riconciliazione: Adriana Zarri,, Eihei Dogen, Francesco Biamponti | Evento al PAdiglione d’Arte Vivente di Torino

L’uomo ha cambiato il pianeta. Ha ridefinito il paesaggio, ha scavato nelle sue profondità per cavarne tesori e ricchezze, ha depredato specie, abbattuto foreste primarie antiche di millenni, ha sterminato le specie che gli occorrevano per nutrirsi, per prosperare, per arricchirsi. Ha inquinato le falde acquifere, gli oceani, reso dei luna-park montagne e quei pochi ambienti naturali conservati. Prima l’ha fatto in nome di un Dio, poi ha iniziato a volersi sostituirsi, a quello stesso Dio. Le nuove cattedrali sono digitali, le nuove preghiere i bit di una futura intelligenza artificiale. La finanza predomina e influenza sempre di più economia reale e politica. Che fine ha fatto dunque l’individuo davanti alla mercializzazione dei gusti, dei desideri, delle aspirazioni, dei suoi doveri e dei suoi diritti, sempre più sottili e uniformati?

Alcuni uomini e alcune donne hanno cercato risposte dando le spalle alla società e alle sue nuove leggi, per tentare di riscoprire un afflato verso quel che è o può essere inteso “natura”. C’è chi si è rimesso in viaggio riscoprendo antiche strade cancellate e perdute. C’è chi ha riscoperto il potere della preghiera e quello della meditazione, magari ritornando alle sorgenti delle religioni monoteiste, oppure adottando pratiche di altri popoli, di altre lingue e tradizioni. C’è chi si è messo a scalare montagne, chi a documentare i grandi alberi, chi ha studiare il comportamento degli animali e degli uccelli. E chi ha riscoperto il valore delle campagne, delle periferie, dei paesi remoti o delle rovine. Il paesaggio interiore ha ricominciato ad assomigliare ai paesaggi fisici. In tanti modi distinti si è ricominciato a cercare un dialogo nuovo con la natura, magari quel nuovo che assomiglia moltissimo all’antico, o forse è proprio lo stesso, come testimoniavano i filosofi presocratici, i padri delle spiritualità asiatiche, gli sciamani delle tribù sopravvissute alla modernizzazione forzata e cannibale del pianeta.

Appendice contemporanea di questo nuovo afflato verso le “naturea” è l’editoria degli ultimi anni che ha assistito ad un fiorire intenso e plurivocale di esperienze, visioni, immagini, racconti, poesie, fotografie, neologismi. L’elenco degli autori, per fortuna, è vasto, inesausto, le case editrici che inizialmente erano scettiche hanno compreso che abbracciare le voci della natura non è nicchia, è al contrario ribadire la dimensione stessa dell’umano: l’uomo è stato partorito dalla natura, ne è parte, e continua ad esserne parte. Ne segue le stesse leggi.

© Tiziano Fratus