LE MAGGIORI DEL MERIDIONE D’ITALIA
Ecco alcuni scatti dal reportage sui grandi alberi della Sila che ho realizzato la scorsa settimana. Uno dei luoghi che più mi ha affascinato, dato anche il clima e l’ambientazione, è la cima della Foresta di Lardone nel comune di Aprigliano, all’interno dei confini del Parco Nazionale della Sila. Qui ho potuto finalmente alberografare le due sequoie secolari di cui avevo letto e aggiornare le misurazioni che mi risultavano vecchie di diversi anni: altezza superiore ai 30 metri, folte chiome e abbondanti, tronchi possenti. La maggiore delle due misura 800 cm di circonferenza del tronco a petto d’uomo, la seconda “soltanto” 730 cm. Nebbia e neve mi circondavano. Un clima perfetto per questi alberi abituati agli inverni nevosi della Sierra Nevada e ai climi torridi dell’estate, ed infatti ai piedi della maggiore ho visti i più grandi coni mai prodotti da sequoie “italiane”, ben più grandi dei coni che producono le sequoie valdostane, piemontesi, trentine o emiliane. E diversi di questi coni che raccolgo a terra sono ancora verdi e sigillati. Emozione guardare in alto e vedere le geometrie raggianti delle ramificazioni superiori che partono dal tronco, e poi avvicinarmi e accarezzare la corteccia morbida che ricopre questi alberi monumentali. Accanto a loro uno splendido esemplare di abete del Caucaco o abete greco ancora più alto, intorno ai 35 metri, con un tronco che si apre in tre branche primarie che corrono e si duplicano nella chioma. La sua circonferenza del tronco è pari a 620 cm.
Le sequoie della Sila sono le maggiori delle regioni del Sud Italia. Non esiste una documentazione che definisca l’anno o il decennio esatto di messa a dimora ma si stima che siano state piantata fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del XX secolo. Altri esemplari di una certa dimensione si possono incontrare sul Monte Limbara che sovrasta la città di Tempio Pausania, in Sardegna, sull’altipiano di Vallicciola, e sono state messe a dimora nel 1934. Altre sequoie messe a dimora negli anni Ottanta dell’Ottocento dovrebbe essere presenti nel parco di Villa Piercy, a di Baddesàlighes, nel comune di Bolotana in provincia di Nuoro – ma mi mancano conferme al riguardo. Esemplari ben più giovani si trovano in Sicilia sulle Madonie. Il curatore del Museo di Storia Naturale del Vulture, Renato Spicciarelli, ha descritto le sequoie della Basilicata e segnala esemplari della specie “gigante” nel comune di Ripacandida, uno a Melfi, uno a Campomaggiore Vecchio, mentre una sempervirens si trova nel parco di Palazzo Corrado a Lagonegro.









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