Eremo delle rose e delle radici

PROGRAMMA RADIOFONICO

Presentazione

In un paese di poeti, santi ed esploratori sono stati gettati i semi di un’antica pratica spirituale e religiosa: il buddismo zen. Mezzo secolo orsono i primi incontri, i primi ritiri e le prime sale di meditazione. Oggi lo zen è diffuso capillarmente sul territorio italiano ma chi lo trasmette? Chi lo insegna? Chi lo vive quotidianamente? E come è rinato a contatto con la nostra cultura? Eremo delle rose e delle radici è un piccolo cammino radiofonico alla scoperta delle voci di alcuni maestri e praticanti, viene condotto dall’homo radix Tiziano Fratus, già autore sulle stesse frequenze di Radio Francigena di Nova Silva Philosophica.

Radio Francigena è una web-radio, la si può ascoltare in diretta o in podcast sul sito dell’emittente oppure sulla piattaforma Radio Garden. Buon ascolto!

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Galleria fotografica

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Materiali extra da leggere, da vedere o da ascoltare

>>> Ascolto | Estratto da Presenza consapevole di Massimo Dai Do Strumia (Libreria editrice Psiche, 1999) – Che cos’è lo zen

>>> Ascolto | Estratto da Lo Zen in Italia a cura di Massimo Carlo Tetsugen Serra e Jacopo Daie Milani (Xenia, 2018) – La filosofia di Piergiorgio Pasqualotto

>>> Video | Fausto Taiten Guareschi, pioniere del Sōtō Zen in Italia e fondatore del tempio Fuden-ji Interviste, sermoni e interventi

>>> Video | Luigi Mario Engaku Taino, uno dei pionieri dello zen in Italia e il tempio di Scaramuccia, sulle colline di Orvieto – Lo zen di Scaramuccia

>>> Video | Carlo Tetsugen Serra, fondatore del Sangha della Foresta di Bambù e dei monasteri Enso-ji e Sanbo-jiPagina Youtube

>>> Video | Guarda il documentario La via interiore. Meditazione a Rebibbia dedicato ai corsi di meditazione di Dario Doshin GirolamiIl doc

>>> Ascolto | Estratto da Mondo piccolo. Roba dell’altro mondo di Fausto Taiten Guareschi (Il Cerchio, 2005) – Quanto costa il canto degli uccelli?

>>> Lettura | Preziosa raccolta di testi e traduzioni a cura dei pionieri Mauricio Yushin Marassi e Giuseppe Jiso Forzani, La Stella del Mattino – I documenti

>>> Lettura | Sentiero Dogen: la vita, le parole e le poesie del maestro zen Eihei Dogen (1200-1253) – Sentiero Dogen

>>> Ascolto | Estratto da Se respiri, stai danzando di Annamaria Gyoetsu Epifania (Lindau, 2020) – Come i pesci

>>> Lettura | In memoria di Gianpietro Sono Fazion, Il Manifesto – Buddismo zen, tartarughe monache e alte montagne

>>> Lettura | Luigi Mario Engaku Taino, 50 anni fa il primo cammino di un gaijin bozo in Giappone, La Repubblica – Un bonzo italiano in cammino fra Kyoto e Tokyo | Nota bio-bibliografica dedicata e aggiornata / Bio-bibliographical note

>>> Bibliografia | Selezione di oltre trecento titoli di studi e materiali inerenti lo zenismo asiatico e occidentale nelle lingue inglese, italiana e francese – Lo scaffale buddista

>>> Ascolto | La meditazione non competitiva: in cammino fra Eihei Dogen e Kodo Sawaki, una riflessione aperta di Tiziano FratusPrimo seme

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Puntate

Prima puntata, martedì 19 gennaio, ore 21 – Quattro passi con Paolo Taigō Kōnin Spongia (Roma, 1962). Insegnante di Okinawa Goju-Ryu Karate-Dō, allievo e rappresentante in Italia di Morio Higaonna Sensei, fondatore del Tora Kan Dōjō di Roma; nel 2002 riceve l’ordinazione monastica zen Sōtō dal maestro Fausto Taiten Guareschi e nel 2020 riceve la trasmissione del Dharma dal maestro Federico Dainin Jōkō, abate della Comunità de La Montagne Sans Sommet. Intermezzi musicali: And I love her (The Beatles), eseguita da Pat Metheny (2011).

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Seconda puntata, martedì 26 gennaio, ore 21 – Quattro passi con Annamaria Gyoetsu Epifania (Bari, 1953), si diploma all’Accademia Nazionale di Danza e lavora con Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Nel 1985 inizia il suo viaggio nel buddismo zen con Thich Nhat Hanh, Corrado Pensa e Stephen Batchelor; nel 1999 diventa monaca di scuola Sōtō nel 1999 al tempio La Gendronniere in Francia e nel 2016 erede nel Dharma del maestro Shohaku Okumura. Assieme al marito, il reverendo Guglielmo Doryu Cappelli, fonda e gestisce a Roma il Centro Zen Anshin. È inoltre danzaterapeuta e insegnante di Tai Chi-Qi Gong, e autrice del saggio Se respiri, stai danzando. L’arte di arrendersi al movimento (Lindau, 2020). Intermezzi musicali: Franco Battiato, Aria di neve e Invito al viaggio da Fleurs (Mercury, 1999).

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Terza puntata, martedì 2 febbraio, ore 21 – Quattro passi con Mario Fatibene Nanmon (Orsara di Puglia, 1950). Nei primi anni Ottanta diventa allievo di Mario Engaku Taino, fondatore del primo centro zen di scuola Rinzai in Italia e va a vivere a Scaramuccia, in Umbria; dopo la sua formazione torna in Piemonte e fonda nel 1989 un primo centro di meditazione a Settimo Torino, undici anni dopo l’associazione migra nel capoluogo piemontese, dove matura il nome attuale, Hokuzenko (La luce dello Zen del nord), assegnato da Taino. Fatibene è monaco dal 2001 e dal 2006 dirige le attività del centro Athens Dojo Zen Rinzai in Grecia. È autore di due opere: Resuscitare i vivi. I koan nello zen (2017) e Lo zen in quella stanza (2000). Intermezzi musicali: Luigi Tenco, Mi sono innamorato perché e Tra tanta gente, dall’antologico Tenco (Ricordi, 2002).

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Quarta puntata, martedì 9 febbraio, ore 21 – Quattro passi con Lucio Yushin Morra (Cuneo, 1952). Al secolo Lucio Maria Morra, studia matematica pura all’università per diventare in seguito un libero artista visivo. Il suo interesse per il buddhismo si manifesta alla fine degli anni Settanta ma è nel decennio successivo che inizia a praticare seguendo maestri della scuola tibetana Gelugpa; nel 1990 approda allo zen. Nel 1998 viene ordinato monaco della scuola Sōtō dal maestro Roland Yuno Rech (1944), allievo di Taisen Deshimaru ed una delle più rilevanti figure dello zen in Europa. Lucio Yushin Morra è responsabile del Dojo Zen Sanrin (La foresta in montagna) di Fossano, fondato nel 1990 come gruppo di meditazione dal monaco Ezio Tenryu Zanin. Intermezzi musicali: Yann Tiersen, Pern e Porz Goret da Eusa (Mute Records, 2016).

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Quinta puntata, martedì 16 febbraio, ore 21 – Quattro passi con Anna Maria Iten Shinnyo Marradi (Firenze, 1953), monaca zen di scuola Sōtō. Inizia ad avvicinarsi al buddismo nei primi anni Settanta, segue ritiri di yoga in Toscana e in India. Nel 1995 incontra Carlo Tetsugen Serra e il suo centro zen a Milano e diventa responsabile del dojō che si inaugura a Firenze due anni più tardi. Nel 2001 inizia un nuovo percorso in Giappone, al tempio Daijō-ji di Kanazawa, sotto la guida del maestro Ryūshin Azuma (1935); nel 2004 ottiene i voti monastici e nel 2008 diventa erede nel Dharma. Nel capoluogo toscano è abate del Tempio Shinnyo-ji (Tempio della Verità così com’è), partecipa ad attività educative nelle scuole e nelle carceri minorili. Un suo saggio dedicato a Dōgen è pubblicato nel volume Lo Zen nella cultura giapponese (BioGuida Edizioni, Trieste, 2019). Intermezzi musicali: Joep Beving, Midwayer e Sleeping Lotus da Solipsism (Deutsche Grammophon, 2015).

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Sesta puntata, martedì 23 febbraio, ore 21 – Quattro passi con Massimo Shidō Squilloni (Firenze, 1955). E’ laureato in Storia della Chiesa e iscritto all’albo degli psicologi della Regione Toscana. Nel 1987 inizia il suo cammino zen nel solco della scuola Rinzai, col maestro Luigi Mario Engaku Taino al tempio Bukkosan Zenshinji di Scaramuccia e diventa maestro di Dharma nel 1996; è il direttore spirituale del centro zen di Pisa. Ha pubblicato interventi su riviste americane e italiane e curato i volumi Intorno allo zen (2015), Inghiottendo la coda del bue (2019), una versione moderna delle celebri 10 stazioni del Bue del maestro cinese del dodicesimo secolo Kakuan, mentre è in uscita per l’editore Mimesis il suo commento ai primi trentadue kōan dello Zenshin roku, o Raccolta del tempio del cuore zen, compilata dal maestro Taino. Intermezzi musicali: Frédéric Chopin, II e IV movimento della mazurka Opus 67, eseguite da Arturo Benedetti Michelangeli (Deutsche Grammophone, 1972).

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Settima puntata, martedì 2 marzo, ore 21 – Quattro passi con Erto Taigō Fumagalli (Lugano, 1949). Nel 1974 inizia a seguire corsi di yoga e a praticare il Buddha Dharma nella tradizione tibetana Gelugpa. Tuttavia, la sobrietà e l’estetica del buddhismo zen lo attrae, al punto che si mette alla ricerca di un maestro. Nel 1979, durante un pellegrinaggio a Bodh Gaya, viene a sapere che dal 1967 a Parigi insegna il maestro Taisen Deshimaru, di cui diventa allievo fino alla sua morte nel 1982 e dal quale riceve l’ordinazione laica. In seguito diventa allievo di Fausto Taiten Guareschi dal quale riceve l’ordinazione monastica e quindi nel 2004 la trasmissione del Dharma. Nel 2013 viene designato missionario della scuola Sōtō Zen in Europa. Dal 2016 vive nelle Marche dove ha fondato e dirige Ten Mon San Sei Hō Ji, Il Tempio del Sacro Monte. Pratica Sho Dō, la via della scrittura sino-giapponese e Shakyo, la pratica di copiare i sutra. Intermezzo musicale: A quiet life di Teho Teardo e Blixa Bargeld, dall’album Still Smiling (Specula Records, 2013).

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Ottava puntata, martedì 9 marzo, ore 21 – Quattro passi con Dario Doshin Girolami (Roma, 1967). Si laurea in Religioni e filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente con Corrado Pensa alla Sapienza di Roma e inizia a praticare lo zen nel 1986. La sua formazione ha luogo al San Francisco Zen Center, fondato nel 1962 dal Shunryu Suzuki ed uno dei principali centri di propagazione dello zen in nord America; viene ordinato monaco della scuola Sōtō da Blanche Hartmann e riceve la trasmissione del Dharma da Eijun Linda Cutts. Ha studiato anche con i maestri Reb Anderson, Taizan Maezumi, Thich Nhat Hanh e il Dalai Lama. Girolami tiene seminari alla facoltà di Psicologia della Sapienza e da molti anni è impegnato in corsi di meditazione presso le carceri di Rebibbia, esperienza dalla quale è stato tratto il documentario La via interiore. Collabora con le edizioni La Parola della libreria Appunti di viaggio, per le quali è autore di Lo Zen Sōtō e i kōan (2014) e curatore e traduttore dei libri di Reb Anderson: Meditazione Zen, la Via del Bodhisattva (2006) e Il sorriso della montagna (2008). Nella capitale è abate del Centro Zen L’Arco. Intermezzi musicali: Mysteries e Drake di Beth Gibbons e Rustin Man, da Out of Season (Go Beat, 2002).

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Nona puntata, martedì 16 marzo, ore 21 – Giro di boa. Tiziano Fratus stila un consuntivo delle prime otto appassionate conversazioni con uomini e donne che vivono quotidianamente la Via dei Patriarchi Zen: le radici, i maestri di riferimento, il nuovo zen europeo ed nordamericano, la crescente importanza del riconoscimento della madrepatria, semi e fronde. Lettura di testi: Che cos’è lo zen di Massimo Dai Do Strumia (dal volume Presenza consapevole, Libreria editrice Psiche, 1999) e La filosofia zen di Piergiorgio Pasqualotto (dal volume Lo Zen in Italia, Xenia, 2008). Saluti finali e ascolto de La parabola zen della montagna (da Shinrin nōto – Appunti dalla foresta, Edizioni dell’Eremo). Intermezzo musicale: Brother Wind March di Jan Garbarek, dall’album Twelve Moons (ECM, 1993).

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Decima puntata, martedì 23 marzo, ore 21 – Quattro passi con Giulio Taizen Alliaudi e Barbara Jikidō Migliavacca. Giulio Alliaudi si avvicina allo Zen nel 1999. Riceve l’ordinazione monastica nella scuola Sōtō da Fausto Taiten Guareschi Roshi, nel cui monastero Fudenji, a Salsomaggiore Terme, studia, risiede e lavora per diversi anni. Il 16 ottobre 2000 fonda a Novara lo Shōbōgendō Dōjō Zen Sōtō che, un anno più tardi, diventa libera associazione senza fini di lucro; ne è presidente onorario, responsabile della pratica e guida spirituale. Sposato, ha due figli ed è commissario del Corpo di Polizia Locale di Novara. Barbara Migliavacca si avvicina allo Zen nella primavera del 2014 incontrando Giulio Taizen Alliaudi. La sua formazione avviene a Novara e in Francia. Nel 2015, presso il Tempio La Gendronnière, fondato dal maestro Taisen Deshimaru, riceve l’ordinazione laica dal reverendo Taiun Jean-Pierre Faure, abate del Monastero di Kanshoji in Dordogna. Attualmente è vice-responsabile della pratica e presidente dell’associazione Shōbōgendō Dōjō Zen Sōtō. È autore ed editor, specializzata in testi per la Scuola Primaria, per i principali editori italiani. Intermezz musicali: Saint’s Name Spoken e Boy About 10 di Harold Budd, dall’album By the Dawn’s Early Light (Opal Records, 1991).

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Undicesima puntata, martedì 30 marzo, ore 21 – Quattro passi con Roberto Kengaku Pinciara. Nasce a Milano nel 1949. A diciotto anni si avvicina allo studio delle arti marziali, quali jujitsu, judo, karate e lotta cinese. Negli anni Settanta fonda la prima scuola di Jujitsu a Milano e riceve nel 1979 il premio Emilio Colombo per l’attività sportiva e formativa. Si avvicina al buddismo zen e diventa allievo dei maestri Taisen Deshimaru e Narita Shuyu Roshi. Nel 1986 getta il primo seme del centro di pratica zen Komyo-ji, a Fortunago (Pavia), mentre due anni più tardi fonda a Milano il Dōjō Ho Un Do. Nel 1995 ottiene un diploma in massofisioterapia. Dopo un infarto e due interventi chirurgici si ritira da diversi impegni, occupandosi prevalentemente del piccolo centro zen nell’Oltrepò, rinforzando una visione riservata della pratica, vista come aiuto alle altre persone piuttosto che come via di affermazione personale. È autore del romanzo Quando il cuore è leggero non vi è più paura e del saggio Un cammino verso la felicità. Intermezzi musicali: Where Are You e God Bless the Child di Sonny Rollins, dall’album The Bridge (BMG, 1962).

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Dodicesima puntata, martedì 6 aprile, ore 21 – Quattro passi con Guglielmo Doryu Cappelli. Nasce a Roma nel 1963. Nel 1988 si avvicina al buddhismo sperimentando le varie tradizioni buddhiste sotto la guida di insegnanti qualificati quali, Ghesce Yesce Tobden, Corrado Pensa, Stephen e Martine Batchelor, Thích Nhất Hạnh.  A partire dal 1997 si dedica completamente alla pratica dello Zen Sōtō.  Nel 1999 riceve l’ordinazione monastica presso il Tempio Zen de La Gendronniere, in Francia, dal Maestro Roland Yuno Rech, discepolo di Taisen Deshimaru Roshi. Dal 2001 al 2006 ha diretto a Roma, il Dojo Zen dell’Associazione Zen Internazionale mentre nel 2006 fonda, insieme ad Annamaria Gyoetsu Epifanìa, sua compagna di vita e di Via, il Centro Zen Anshin di cui è attualmente guida spirituale. All’inizio del 2010 diventa discepolo del Maestro Shohaku Okumura, abate del Tempio Sanshinji a Bloomington (Stati Uniti d’America), erede dell’abate di Antai-ji Kosho Uchiyama, ricevendo la trasmissione del Dharma nel 2015 e l’anno successivo ottenendo il riconoscimento di insegnante qualificato alla diffusione del buddismo zen fuori dal Giappone. Ha collaborato alla traduzione, insieme a Carlo Saviani, dei testi del suo maestro per i volumi Kodo il senza dimora ed Il Canto dello Zen, editi dalla Ubaldini. Intermezzo musicale: A Forest di The Cure, versione Live del 1992 (Youtube).

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Tredicesima puntata, martedì 13 aprile, ore 21 – Quattro passi con Emanuela Dōsan Losi. Emanuela Losi nasce nel 1952 a Moglia, nella Bassa mantovana. Vive e lavora come geologo libero professionista a Torino dove nel 1991 inizia a praticare lo Zen Sōtō, presso il dojo Mokusho. Diventa discepola del maestro Roland Yuno Rech nel 1992, da cui riceve la Trasmissione del Dharma nel 2012. Dal 2006 torna a vivere nel suo paese natio, laddove nel 2018 fonda e dirige il Tempio Shinji-ji. Intermezzi musicali: Funeral Canticle e Song of the Angel di John Tavener, eseguite da The Academy of Ancient Music Paul Goodwin, in John Tavener Eternity’s Sunrise (Harmonia mundi, 2013).

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Quattordicesima puntata, martedì 20 aprile, ore 21 – Quattro passi con Pino Doden Palumbo. Nasce a Roma nel 1953. Si laurea in ingegneria e insegna nelle scuole pubbliche della capitale, nel mentre, nel corso degli anni Novanta si avvicina al buddismo zen. Viene ordinato monaco nel 1999 dal Maestro Roland Yuno Rech, nell’ambito della tradizione Zen Sōtō, secondo il Lignaggio che, passando per i maestri Deshimaru, Keizan e Dōgen, lo unisce a Siddhartha Sakyamuni, ed è diventato successivamente discepolo della maestra Simone Jiko Wolf, allieva di Taisen Deshimaru e badessa del Tempio Kosetsu-ji in Svizzera. Ha fatto della semplicità la sua regola di vita: vive e pratica la Via del Buddha in un eremo a Montorio Romano, in Sabina, a ridosso del Parco dei Monti Lucretili e lungo il Cammino di Francesco, a 50 km da Roma, dedicandosi allo Zen, fonte del suo agire, al Chado (la Via del Tè) e allo Shodo (la Via del Pennello). Intermezzi musicali: Eight Winds e 21st March di Sokratis Sinopoulos Quartet, da Eight Winds (ECM, 2015).

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Quindicesima puntata, martedì 27 aprile, ore 21: quattro passi con Fausto Taiten Guareschi. Nasce a Fidenza nel 1949. Nel 1969, già campione juniores italiano di judo, nella palestra del suo maestro, Cesare Barioli, incontra Taisen Deshimaru che diventa la sua guida spirituale. Nel 1973 fonda a Fidenza una scuola di arti marziali, il Kyu Shin Do Dai, mentre nel 1975 viene ordinato monaco dell’Ordine Sōtō Zen. Alla morte del maestro Deshimaru, Guareschi vola in Giappone ed entra nel tempio Toden-ji sotto la guida di Shoyu Narita, erede di Kodo Sawaki, il maestro di Deshimaru, che lo riconosce come suo erede nel Dharma nel 1983. Rientrato in Italia, nel 1984, Guareschi fonda in una casa colonica sulle colline di Salsomaggiore Terme il monastero Fuden-ji, il Tempio dell’altrove nell’altrove del tempo, come ama definirlo lo stesso Guareschi. Successivamente diventa presidente dell’Unione Buddista Italiana. È autore di diversi libri: Il pensiero religioso di Taisen Deshimaru Roshi (1987), Mondo piccolo. Roba dell’altro mondo (2005), Fatti di terra (2012), Fatti di Nebbia (2013), Fatti di Fuoco (2015), Fatti d’acqua (2020). Intermezzo musicale: Suite per orchestra numero 3 in re maggiore (BWV 1068) di Johann Sebastian Bach, secondo movimento (Aria), eseguito dalla Berliner Philharmoniker, direzione Herbert von Karajan, da Classic Karajan – The Essential Collection (Deutsche Grammopho, 2014).

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Sedicesima puntata, martedì 4 maggio, ore 21: quattro passi con Cornelia Ganshu Duprè. Nasce a Roma nel 1965. Cresce in un ambiente connotato dall’appartenenza alla comunità valdese, a diciannove anni si trasferisce in Svizzera per studiare musica diplomandosi in canto e poi in opera; è qui che sente parlare per la prima volta dello Zen Sōtō, incontrando Simone Jiko Wolf, maestra zen discepola di Deshimaru e Okamoto, presso il centro zen di La Chaux-de-Fond nel cantone Neuchâtel. Nel 1995, in un momento di crisi e cambiamenti, partecipa ad un ritiro estivo alla Gendronnière, il Tempio in Francia, ma è solo a partire dal 2009 che la pratica di zazen diventa regolare, quando inizia a frequentare il Buppo Dojo di Roma, di cui è responsabile il monaco Sengyo Van Leuven. Riceve da lui l’ordinazione laica nel 2012 e quella monastica nel 2016. Da allora frequenta il Tempio Joho-ji di Roma (come ora si chiama il Buppo Dojo), contribuendo, con gli altri praticanti, alle attività del tempio, quali cerimonie, segreteria e il samu, ovvero il prendersi cura di tutto “ciò che va curato”. Intermezzi musicali: Self Portrait e A Tribute to N.J.P. dall’album 1996 e dall’ep 08/21/1996 di Ryuichi Sakamoto (BMG e Fior Life Records, 1996).

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Diciassettesima puntata, martedì 11 maggio, ore 21: quattro passi con Alfredo Daishin Malagodi. Nasce nel 1970 a Roma. La sua formazione inizia a metà degli anni Novanta e si sviluppa in una prospettiva inter-buddhista attraverso la frequentazione di diverse realtà, toccando il buddhismo Nichiren, il Theravada, lo Zen, il Vajrayana e in particolare il Sôn coreano; è un monaco zen indipendente pur essendo stato ordinato, dal maestro Luigi Mario Engaku Taino, fondatore della Scuola Rinzai del Bukkosan Zenshinji di Scaramuccia. È stato vicepresidente della Unione Buddista Italiana ed è membro dell’American Zen Teacher Association. Nel 2001 fonda a Roma il Sangha Hui Neng del quale coordina le attività. Si occupa tra l’altro di formare insegnanti laici (Koji Zen). Negli ultimi anni, critico rispetto alle dinamiche delle comunità e organizzazioni italiane, ha attraversato un periodo di profonda riflessione che lo ha condotto a costituire, assieme ad altri monaci zen e ad alcuni centri, una comunità in dialogo denominata Fraternità Zen (Zen Yuai). Intermezzi musicali: Drops e Blancasnow dall’album Easy Living di Enrico Rava (ECM, 2004).

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Diciottesima puntata, martedì 18 maggio, ore 21: quattro passi con Stelvio Enso Dominici. Nasce nel 1951 a Taggia (IM). Nel 1972 si iscrive ad un corso di karate, un anno dopo legge i primi libri sullo yoga. Alla fine degli anni Settanta a Sanremo, la città dove risiede, incontra un allievo del Centro Italiano Zen Sōtō; Dominici si reca a Milano e incontra il reverendo Ferdinando Nason Ryusui Zensen che diventa suo maestro. Nel 1982 riceve l’ordinazione da monaco col nome di Ensō (il cerchio) e si trasferisce in Lombardia. Attualmente vive in una casa nei boschi in provincia di Como. Ferdinando Nason nasce a Venezia nel 1943. Da ragazzo pratica l’aikido in una palestra di Murano dove incontra Taisen Deshimaru. Si forma in Francia seguendo insegnamenti e pratica che vengono impartiti a La Gendronniere, mentre continua a lavorava in fabbrica; in seguito diventa allievo di René Joly, alias Taigen Prajnananda. Nel 1965 Nason apre uno spazio dedicato alla meditazione e allo zen a Venezia, il primo in Italia, per poi spostarsi a Milano dove nel 1973 fonda il Centro Italiano Zen Sōtō che opera ininterrottamente fino ad oggi, alimentando una comunità di monaci e laici che non appartengono a nessuna scuola ufficiale. Intermezzi musicali: Travellers 4. Churchyard Entertainment e Cave Song di Meredith Monk and Vocal Ensemble, da Book of Days (ECM, 1990).

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Diciannovesima puntata, martedì 25 maggio, ore 21: quattro passi con Marosa Myoko Agnoli. Nasce nel 1953 a Fidenza. Si avvicina allo zen nel 1970. Vive a Fuden-ji dal 1985 dove diventa monaca ed insegnante della tradizione Zen Sōtō sotto la guida del maestro Fausto Taiten Guareschi. Dal 1985 al 2002 è stata Tenzo, responsabile della cucina, funzione che nei templi del ch’an cinese quanto in quelli dello zen giapponese ha da secoli una grande importanza, come ricorda il celebre scritto del maestro Eihei Dogen, Istruzioni a un cuoco zen (Tenzo Kyōkun, terminato nel 1237). Negli anni il Rev. Myoko assume diverse cariche fra le quali quella di Amministratore, Economo ed Educatore finché, nel 2019, viene eletta badessa.

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Ventesima puntata, martedì 1 giugno, ore 21: quattro passi con Donatella Yoten Celoni. Nasce a Terni nel 1960. Studia, si sposa, ha una figlia, divorzia. A 34 anni, in seguito ad un incidente che la costringe a rinunciare alle attività sportive che pratica fin da ragazzina, conosce la meditazione zen in un centro della sua città natale, nel 1997 incontra il maestro Luigi Mario Engaku Taino e ne diventa allieva, nel 1999 diventa monaca, mentre nel 2009 viene riconosciuta maestro di Dharma della scuola Rinzai di Scaramuccia. Pratica yoga, tai-chi e arrampicata e contribuisce alle attività dei centri zen di Orvieto e Terni. Lavora all’Ufficio Sport del Comune di Terni. Intermezzi musicali: Natural Blues e Porcelain di Moby, da Reprise (Deutsche Grammophon, 2021).

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Ventunesima puntata, martedì 8 giugno, ore 21: quattro passi con Carlo Tetsugen Serra. Nasce nel 1953. Si forma in Giappone presso il tempio Tosho di Tokyo dove risiede per cinque anni. È monaco di scuola sōtō e missionario zen in Europa. Nel 1988 fonda a Milano il tempio Il Cerchio (Enso-ji), nel 1996 l’eremo di montagna e monastero Tempio dei Tre Gioielli (Sanbo-ji) a Berceto, sulle colline parmensi, quindi il Shangha della Foresta di Bambù. Siede nel consiglio direttivo dell’Unione Buddista Italiana e ha pubblicato diversi libri fra i quali Armonia Zen. Respirare con il Cuore parlare con il corpo, (Xenia, 2015) e Zen. Filosofia e pratica per una vita felice (BUR, 2019); è coautore con Jacopo Daie Milani della prima indagine editoriale sulle comunità e i centri zen nostrani, Lo Zen in Italia (Xenia, 2019).

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Ventiduesima puntata, martedì 15 giugno, ore 21: quattro passi con Elena Seishin Viviani. Nasce a Brescia nel 1957. Si laurea in germanistica all’Università di Urbino e si avvicina allo zen nei primi anni Ottanta quando incontra e diventa discepola del maestro Fausto Taiten Guareschi da cui riceve l’ordinazione laica nel 1983 e una prima ordinazione monastica nel 1997; nel 2004 riceve una seconda ordinazione monastica dal maestro Massimo Daido Strumia, altro pioniere dello zen italiano con cui studia a Torino e di cui oggi è unica erede nel Dharma. Completa la formazione monastica prevista dall’Ordine dello Zen Soto in Francia, Giappone e Stati Uniti presso centri quali La Gendronnière, Antai-ji, Yoko-ji, Shogo-ji, Aichi ni-sodo e Zen Mountain Center di Los Angeles. Vive e insegna a Torino dove è guida del Tempio Enku-ji. É docente del Seminario Teologico Catechistico di Shobozan Fudenji. Attualmente ricopre l’incarico di vicepresidente dell’Unione Buddhista Italiana ed è membro del Comitato Interfedi della città di Torino, nonché del D.I.M. – Dialogo Interreligioso Monastico.

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