Consegna alla Terra

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ORATORI INTIMI NELLE FORESTE ITALIANE

Il bosco è il luogo nel quale Tiziano Fratus consegna silenzi e parole, un oratorio privato di ricompensa e ritorno costante alla fonte della sua ispirazione – la natura, l’albero, le acque che ruscellano, il canto degli uccelli, il fruscio delle ali e delle code. In queste occasioni il pellegrinaggio solitario prevede momenti di “lettura agli elementi”, di “riconsegna alla Terra”, poesie e brani appena scritti o già editi che Fratus riconsegna nelle mani del mondo che lo ha nutrito e continua ad accoglierlo. Talora si tratta di opere proprie, talora invece dei poemi e delle riflessioni di altri autori, come è accaduto fra i castagneti di Marradi, quando Fratus ha restituito al paesaggio le poesie di Dino Campana, o fra le enormi sequoie della California che hanno alimentato il fuoco mistico di John Muir; i boschi francesi che hanno nutrito lo spirito di Jacques Brosse e Philippe Jaccottet.

Articoli

La Stampa
°Tra faggi e castagni monumentali risuona la poesia di Dino Campana°
di Tiziano Fratus

Il Manifesto
°Raccontare il verso di un incontro°
di Tiziano Fratus

Aboca Live Magazine
°Cercando il bosco che è in me°
di Tiziano Fratus

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ALCUNE DESTINAZIONI RICORRENTI

Lago di Trana o Lago piccolo di Avigliana (Torino)
Gran Bosco del Salbertrand (Sauze d’Oulx, Torino)
Riserva del Mont Avic (Champdepraz, Aosta)
Bosco monumentale dell’Alevè (Casteldelfino, Cuneo)
Castagno monumentale Tabudiera d’ Titta (Melle, Cuneo)
Faggeta del Palanfré, Alpi Marittime (Vernante, Cuneo)
Flotta di Bien, Gran Paradiso (Valsavarenche, Aosta)
Olivastri millanari (Luras, Sassari)
S’Ortu Mannu e La Reina (Villamassargia, Sud Sardegna)
Ginepro La casa del poeta (Arbus, Sud Sardegna)
Larice monumentale Lou merze gross (Pietraporzio, Cuneo)

Castagno monumentale Pianta Maria Bona (Crodo, Verbania)
Sequoie della Riserva Parco della Burcina (Pollone, Biella)
Bosco del Metaleto, Casentino (Camaldoli, Arezzo)
Larici della Selva di Chambons(Fenestrelle, Torino)
Faggete della Foresta Umbra
(Gargano, Foggia)
Uliveti monumentali
(Pettineo, Messina)
Carrubeti monumentali
(Rosolini, Siracusa)
Olivastri Millenari
(Luras, Sassari)

Castagneto monumentale di Pigara (Marradi, Firenze)
Sequoie di Frazione Leccio (Reggello, Firenze)
Pini della Foreste di Lerosa (Cortina d’Ampezzo, Belluno)
Faggete del Monte Falterona (Castagno d’Andrea, Arezzo)
Scalinata dei larici monumentali (Rabbi, Trento)
Faggi monumentali del Benevento (Mallare, Savona)
Ficus dei giardini di Sanremo (Sanremo, Imperia)
Giardini botanici Hanbury (Ventimiglia, Imperia)
Giardini e Parco della Reggia Reale (Monza, Monza e Brianza)
Ficus monumentali dell’Orto botanico (Palermo)
Bosco di Sant’Antonio, Majella (Pescocostanzo, L’Aquila)
Grove dei cirmoli giganti (Passo Manghen, Telve, Trento)
Giardino degli Dei e altri pini loricati (Parco Nazionale del Pollino)
Faggi magistrali del Monte Menna (Oltre il Colle, Bergamo)
Campo dei Miracoli, platani bicentenari (Campiglione Fenile, Torino)
Boschi della Valchiusella e lago di Meugliano (Meugliano e Issiglio, Torino)
Abetina monumentale e lago di Carezza (Nova Levante, Bolzano)

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Boschi e boschi e ancora boschi: le più vaste chiese del mondo.
Fra una consegna e l’altra, ogni tanto, fiorisce un “silvario”.
Nelle regali ombrosità della Foresta Umbra, Parco Nazionale del Gargano.
Omaggio al grande faggio: uno dei tanti esemplari che costellano l’Appennino.

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