Appunti a margine dell’arte fotografica

LA BOTTEGA DELLO SGUARDO – UN PICCOLO FUOCO SEMPRE ACCESO

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FOTOGRAFARE LA NATURA
E TROVARE GLI UOMINI

In realtà, scattavamo quelle foto perché un giorno – forse un mese, un anno o molti anni più tardi – ci saremmo guardati indietro. In un certo senso, quando fissavamo l’obiettivo, eravamo «in posa» per il futuro.
Istanbul. I ricordi e la città, Orhan Pamuk

Fin dagli esordi della tecnica i fotografi hanno puntato gli obiettivi alla natura. Hanno sviscerato gli eserciti schierati di sentinelle, i boschi delle montagne che proteggono gli abitati dalle valanghe. Hanno immortalato, ad ogni cambio di luce o stagione, i viali delle città che allietano il cammino del passeggiatore, del voyeur, del flaneur solitario. Hanno diligentemente documentato i giardini con le grandi masse di colore e fogliame, le statue e le fontane. Alcuni fotografi hanno puntato al gigantismo, alla distanza, alla conquista timorosa della natura più selvaggia e ardita, come Carleton Watkins che raggiunse le montagne di Yosemite a dorso di mulo, nel 1861, come Ansel Adams che le vastità naturali del Nord-America le ha inseguite per tutta la vita e scolpite nel suo gioco di luci e ombre. Oppure, come il contemporaneo Michael Kenna, uno dei più noti e apprezzati fotografi di questi ultimi anni, ha rincorso le nevi, i laghi, gli alberi, li ha schedati in un sublime bianco e nero, in Cina, in Giappone, nel nostro selvatico e ammaliante Abruzzo. Molto clamore e interesse hanno generato le fotografie dell’americana Beth Moon, che ha catturato su stampe al platino grandi baobab dell’Africa, i tassi e le querce del Regno Unito, le sequoie della California e più recentemente gli ulivi del Salento.

Tiziano Fratus cammina fra gli alberi cercando di scolpire epifanie grazie al dono della luce e dell’inchiostro. Autore di molte esplorazioni letterarie e raccolte di poesie, fra le quali Manuale del perfetto cercatore d’alberi, L’Italia è un bosco, I giganti silenziosi, Ogni albero è un poeta, Il libro delle foreste scolpite, Il bosco è un mondo, Un quaderno di radici, pubblicati per alcuni dei nostri migliori editori, Fratus coltiva un profondo amore per i luoghi più remoti e segreti, ma anche per i giardini botanici che si celano nel cuore delle città piuttosto che i parchi delle ville private, ovvero tutti quei tratteggi di mondo naturale dove mediare fra poesia e documentazione. Nell’arco di un quindicennio di ricerca è andato costituendosi un dizionario di neologismi, coniando termini quali Homo Radix – colui o colei che attraversa il paesaggio in cerca di connessioni spirituali con gli elementi naturali – Dendrosofia, Alberografia, Castanodonte, Dendrophonia, Arborgrammaticus, e al contempo un vasto archivio, grazie al quale sono state illustrate diverse pubblicazioni per editori quali Einaudi, Bompiani, Feltrinelli, Laterza, Ediciclo, Fusta, Edizioni della Meridiana, quotidiani quali «La Stampa», «La Repubblica», «Il Manifesto», «Il Corriere della Sera», magazine e svariati siti internet.

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«Il fotografo che da anni documenta gli alberi plurisecolari» Antonio Cianciullo – La Repubblica

«In un mondo sull’orlo del precipizio di cambiamenti climatici forse irreparabili, i suoi alberi, i suoi saggi e le sue poesie sono una salvifica distrazione per la mente, un universo parallelo, da esplorare senza fretta» Giuseppe Mendicino – Doppiozero

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APPUNTI A MARGINE DELL’ARTE FOTOGRAFICA

«Durante le mie peregrinazioni amo documentare le cortecce e le radici esposte, le morfologie e le proiezioni. É un modo per ascoltare la lingua muta dei grandi alberi, quell’”argot più antico”, come lo descrisse Jacques Prévert. Tronchi, architetture, ramificazioni. Spazi e dettagli. Mentre mi porto appresso questo minuscolo e incandescente fuoco accesso che arde negli occhi, tento di catturare quel che i sensi abitano là fuori nei quattro angoli retti di un mondo della geometria e dell’anima. Arrivare ai piedi di una quercia di seicento anni, disperdersi nei campi di una Sicilia odorosa popolata di carrubi e ulivi scolpiti, accarezzare la corteccia fibrosa delle sequoie e dei ginepri millenari nei parchi della California, innescarsi come una miccia nella foresta sospesa delle crittomerie dell’isola di Yakushima in Giappone… emozioni vaste e mormoranti, tuffi in quell’Eden che per fortuna uomini del passato ci hanno donato con le loro scelte, le loro rinunce, la loro visione. C’è un filo che lega tutti questi soggetti maestosi: l’essere figli dell’attività epidermica dell’uomo, che oramai ha ridisegnato buona parte del mondo a noi conosciuto. Sono tutti alberi piantati in quell’epoca che i sociologi hanno ridefinito Antropocene, ma che sanno ricordarci, nella loro monumentale saggezza, che il pianeta non è qui per noi. Cosa meglio dunque di una fotografia in bianco e nero per ritrarre alcune delle sentinelle del tempo?»

«Mi considero un artigiano che cerca di adempiere alle norme imposte dal rigore della grammatica del bianco e nero. Ma perché fotografare la natura in queste tonalità? Anzitutto per una scelta poetica, stilistica. Ammiro la fotografia in bianco e nero: che si tratti di un paesaggio, di un animale, di un viso o di un gruppo di persone, di un’architettura o di una montagna. L’immagine in bianco e nero può esprimere al meglio la verità di un pezzo di mondo: un abbraccio fra padre e figlia, un gioco di bambini, un piccione su una panchina, e ancor più un pezzo di corteccia, un legno bucato a terra, le foglie accartocciate dal procedere dell’autunno. Taluni sguardi sono già memoria. Ed è proprio la memoria il fuoco del discorso: essa opera al meglio nella poeticità del bianco e nero, nelle infinite sfumature dei grigi che oscillano fra un bianco lancinante, abbagliante, ed un nero totale, una pozza di assenza. Certi paesaggi a colori sono straordinari, soprattutto se realizzati con una tecnica altamente espressiva, carica di effetto – nebbia liquide, tramonti o albe raggianti, basta sfogliare un numero del «National Geographic», probabilmente la fotografia spettacolare dei nostri tempi è a colori. Eppure continuo a ritornare al bianco e nero, la malinconia del dettaglio in scala di grigio ha qualcosa di magnetico. Vent’anni di esperienza, nel fotografare, hanno rafforzato l’idea che nell’imprigionare la luce in bianco e nero si cattura anche un elemento meta-fisico: lo stato d’animo che si prova quando stai scattando. Il colore può strabiliare, affascinare – certi rossi brillanti, certi arancioni galvanizzanti, certi blu celestiali – eppure, il bianco e nero, come fonte di memoria e come scultura della luce in immagine mi pare imparagonabile.»

«I miei riferimenti? E’ sempre difficile citare il percorso di un altro fotografo senza apparire presuntuosi. Diciamo che la mia curiosità mi avvicina ripetutamente al lavoro di alcuni fotografi del bianco e nero: fra i neo-classici del Secolo Breve Ansel Adams, Carleton Watkins, Robert Frank, Vivian Maier, Gianni Berengo Gardin, Fulvio Roiter e Hiroshi Sugimoto, fra i nostri contemporanei Sebastiao Salgado, Bob Kolbrener, Michael Kenna, Sally Mann, Ando Fuchs, Araki, Lukas Hoffmann, Paolo Pellegrin, Lindsay Robertson, Sarah Moon, Kai Ziehl. Straordinari i baobab notturni immortalati da Beth Moon, meravigliose le nature morte di Flor Garduno, autrice di uno degli scatti più commoventi degli ultimi anni (Con corona, 2000): una melograna spaccata, concreta, materica, ma al contempo così delicata da lasciare il dubbio, nell’occhio che guarda, che sia dipinta. Ovviamente non mi confino al bianco e nero, fra i fotografi “a colori” segnalo Gustav Willeit e Andrea Aschedamini» T.F.

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MATERIALI

>>> Radico Ergo Sum – Esposizione al Museo Nazionale della Montagna
>>> Arborgrammaticus al Milano Photo Festival 2019
>>> Arborgrammaticus al Milano Photo Week 2019
>>> Arborgrammaticus alla galleria Salamon Fin Art
>>> Arborgrammaticus, studi per una mostra – Estate 2018
>>> Gli alberi e le parole di Tiziano Fratus – Mendicino su Doppiozero
>>> Tiziano Fratus – Profilo fotografico, Lens Culture
>>> La mostra Homo Radix per i 25 anni del Parco delle Dolomiti Bellunesi
>>> Grandi alberi fuori dal bosco – La mostra prodotta dal MNSN di Torino
>>> Pagina dedicata alle serie prodotte e alle precedenti esposizioni fotografiche
>>> La vibrazione del colore – Una galleria di scatti naturalistici

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ULTIME NOTIZIE

Radico Ergo Sum al Museo Nazionale della Montagna
A cura di Daniela Berta e Andrea Lerda

Nell’ambito della mostra Tree Time, il Museomontagna dedica un progetto speciale a Tiziano Fratus e alla sua figura di “cercatore d’alberi”. La mostra è ospitata nella Sala Cinema del museo e raccoglie alcune delle più affascinanti fotografie scattate dal poeta italiano ai “giganti silenziosi” che popolano la Terra. Il corpus di immagini esposte sono state raccolte tra il 2009 e il 2018, in occasione di passeggiate tra boschi vetusti, di incontri con alberi millenari e durante le sue meditazioni nelle “cattedrali naturali” di tutto il mondo. Un racconto visivo emozionante in dialogo con poesie, scritti e materiali inediti. Inaugurazione: martedì 29 ottobre 2019 alle ore 18, l’esposizione resterà aperta al pubblico fino a domenca 23 febbraio 2010.
>>> http://www.museomontagna.org/it/area-espositiva/mostre-dettaglio.php?p=m&id=426

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Arborgrammaticus / Personale 2019
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Un’esposizione personale è dedicata al percorso fotografico di Tiziano Fratus. Si intitola Arborgrammaticus – Esercizi di comunione arborea e sarà ospite a Milano e Como. Nel capoluogo lombardo ha trovato spazio presso la Galleria Salamon Fine Art, nell’ambito dei prestigiosi Milano Photo Festival e Milano Photo Week, dal 30 maggio al 14 giugno; successivamente la mostra migrerà a Como, negli spazi della splendida Villa Olmo, dal 20 al 29 giugno per il Festival ParoLario. L’esposizione viene accompagnata dalla pubblicazione di un cahier bilingue (italiano/inglese) ad opera di Bolis Edizioni di Bergamo.
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Giona delle sequoie, finalmente!
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Dopo dieci anni di ricerche, viaggi, scritture, poesie e fotografia sboccia in libreria la dendrosofia nordamericana Giona delle sequoie, esplorazione naturalistica, arborea, culturale e bibliografica fra le foreste e i groves di sequoia della California. Il volume ospita un ricco inserto fotografico documentato da Tiziano Fratus. Editore: Bompiani.
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Tiziano Fratus su LensCulture

La fotografia di Tiziano Fratus è stata accolta sul portale LensCulture. Qui una selezione di tre progetti: Arborgrammaticus, Dino Buzzati was here, Lux Picta.
>>> https://www.lensculture.com/tiziano-fratus

Buzzati was here / Buzzati è stato qui

Il recente ritorno a Belluno per le celebrazioni dei 25 anni del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, con residenza a Villa Buzzati e cammini nell’amata Foresta di Lerosa, hanno ispirato un nuovo ciclo fotografico che avrà per titolo Buzzati was here / Buzzati è stato qui. A breve maggiori informazioni.

La mostra L’Italia è un bosco diventa permanente

La mostra fotografica con testi bilingue (italiano/inglese) L’Italia è un bosco, di Tiziano Fratus, realizzata nel 2013 in occasione dell’uscita del volume per gli Editori Laterza, e grazie al sostegno di Fito Consult (Varese), diventa permanente e sarà d’ora in poi visitabile presso la sala conferenza del Giardino Botanico REA in Valsangone, comune di Trana (TO). La mostra è un viaggio fra alcuni dei maggiori alberi e boschi vetusti del nostro Belpaese. Buone visite!

Due mostre per l’estate, tre appuntamenti

L’ultima mostra originale della fotografia di Tiziano Fratus veniva presentata a Torino per il Festival Cinemambiente nel giugno del 2014, anno in cui veniva pubblicato il volume L’Italia è un bosco per gli Editori Laterza. A distanza di quattro anni, è entrata in lavorazione una nuova mostra, questa volta tutta in bianco e nero, che ha visto la luce in estate: due parziali aperture al pubblico hanno avuto luogo a luglio a Milano, presso il nuovo showroom dell’azienda manifatturiera Vitale Barberis Canonico, mercoledì 11 luglio, con l’evento Roots, ed il 16 agosto, in Liguria, presso la Libreria Cento Fiori di Finale Ligure, titolo: Arborgrammaticus – Esercizi di eucarestia arborea. Grazie al sostegno del Festival Oltre le Vette, il 13 luglio, è stata esposta una selezione delle tavole della serie Homo Radix, risalente al 2011, col titolo di Homo Radix – Fotografie fra gli alberi degli uomini, al centro culturale di Santa Giustina, in occasione delle celebrazioni dei venticinque anni del Parco Nazionale delle Alpi Bellunesi, restando aperta fino al 5 agosto.

Torna Grandi alberi fuori dal bosco al Parco Burcina

Grandi alberi fuori dal bosco è una mostra fotografica compilata nel 2011 per celebrare l’Anno Internazionale delle Foreste, grazie al sostegno e alla promozione del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Nonostante siano trascorsi già sette anni la mostra continua a riaprire al pubblico, l’ultima occasione ha avuto come scenario lo splendido Parco Burcina di Pollone (BI), dove radicano alcune delle nostre più annose sequoie. La mostra è composta di scatti di Tiziano Fratus e testi di Rosa Camoletto, è stata ospite della Biblioteca della Natura, centro viste di Cascina Emilia, dal 1 maggio al 2 giugno.

NEWS – La mostra è stata prorogata fino a domenica 28 ottobre!
>>> http://www.mrsntorino.it/cms/calendario/Eventi/1400-grandi-alberi-fuori-dal-bosco

Esplorazioni editoriali

Due nuovi volumi ed una riedizione sono in calendario per il 2018: lo scorso 20 marzo è sbocciato in libreria Il bosco è un mondo per la collana Passaggi dell’editore Giulio Einaudi, mentre a luglio toccherà ad una nuova edizione, nella collana Economica, de Il libro delle foreste scolpite, parte della trilogia composta da Fratus per gli Editori Laterza. I volumi sono arricchiti da scatti dell’archivio di Tiziano Fratus.
>>> http://www.einaudi.it/libri/libro/tiziano-fratus/il-bosco-un-mondo/978880623056

I giganti silenziosi – Nuovi scatti per Bompiani

Lo scorso mercoledì 6 settembre è sbocciata nelle librerie l’ultima esplorazione italiana per Bompiani, s’intitola I giganti silenziosi ed è dedicata agli alberi monumento delle città. In questa occasione le parole sono accompagnate da fotografie a colori.
>>> http://www.giunti.it/libri/viaggi/i-giganti-silenziosi/

Foto in bianco e nero per la nuova edizione del Manuale del perfetto cercatore d’alberi

Giovedì 14 settembre è rinato, per la terza edizione, il Manuale del perfetto cercatore d’alberi: la prima uscì nel 2013 per Kowalski, la seconda nel 2015 nella collana digitale Wide Zoom di Feltrinelli, mentre ora sboccia nella Tascabili Economica Feltrinelli. Per l’occasione il volume è corredato di scatti in bianco e nero dall’archivio di Tiziano Fratus.
>>> Scatti estratti dal Manuale del perfetto cercatore d’alberi

>>> http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/manuale-del-perfetto-cercatore-dalberi-1-2/

Hortus – I fiori alla luce del tramonto

Tiziano Fratus ha lavorato ad una piccola nuova serie in studio, a colori: Titolo: Hortus. Soggetto: i fiori del giardino di Casa del leccio ritratti in un’ora particolare, al tramonto.
>>> vedi alcuni scatti in anteprima – Camelia japonica Grace Albritton, Rhododendron ferrugineum e altri

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Corredi in bianco e nero a L’Italia è un giardino ed Il sole che nessuno vede

Scatti in bianco e nero dell’archivio Arborgrammaticus di Tiziano Fratus sono incluse in due recenti pubblicazioni: i volumi L’Italia è un giardino (Laterza, già in ristampa) ed Il sole che nessuno vede (Ediciclo). Buona lettura e buono sguardo.
>>> Scatti estratti da Il sole che nessuno vede

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Arborea al M.U.S.E. di Trento
Dal 16 dicembre 2016 al 12 febbraio 2017 è stata esposta al Museo delle Scienze di Trento Arborea, mostra delle opere congiunte di Federica Galli e Beth Moon dedicate ai grandi alberi d’Italia e del mondo, con testi di Tiziano Fratus e curatela della Fondazione Federica Galli di Milano.
>>> http://www.muse.it/it/Esplora/mostre-temporanee/Archivio/Pagine/Arborea–I-monumenti-vegetali-di-Beth-Moon-e-Federica-Galli.aspx

>>> http://www.huffingtonpost.it/2016/12/13/arborea-alberi-secolari-mostra-trento_n_13509738.html
>>> http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2016/12/gli-alberi-di-federica-galli-e-beth-moon-in-mostra-a-trento-001306307.html

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Homo Radix 2015 – Scatti per gli Editori Laterza

Una selezione di scatti fotografici di Tiziano Fratus presi in varie parti d’Italia e in California.
>>> Serie che racchiude cinque anni di viaggi e alberografie
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Ogni albero è un poeta – Un progetto per Libri Mondadori

Quel che l’occhio del poeta vede, camminando in un bosco che è la somma di tanti boschi.
>>> Serie fotografica e citazioni per la Giornata Nazionale dell’Albero 2015