Meditatio

.

UNA PRATICA SEMINALE E QUOTIDIANA

«Domani mattina presto sarà di nuovo seduto a gambe incrociate in riva al lago piccolo di Avigliana, a meditare in muto dialogo con ontani, carpini, noccioli e qualche rara quercia» Pietro Veronese – Il Venerdì de La Repubblica

La meditazione è una pratica che gli uomini sperimentano e coltivano per compensare gli squilibri e le tensioni che il vivere presenta. Dolore, perdita, tradimento, impotenza, fallimento, inadeguatezza, rovina, sono ingredienti che appartengono alla vita e l’uomo prima o poi li deve affrontare, sono soglie che vanno avvicinate e superate. Meditare è un’azione di rinascita  e riconquista, di alleggerimento, di snervamento, una medicina sì naturale ma per nulla spontanea; al contrario essa richiede dedizione, impegno, continuità, inizialmente non c’è nulla di naturale nell’azione di un uomo che si estranea dal corso della vita e si inginocchia, si raccoglie per non pensare, o, meglio per “pensare il non pensiero” come recitava il maestro giapponese Eihei Dogen (1200-1253), contemporaneo dei nostri San Francesco e Santa Chiara. Per abbracciare e coltivare la solitudine, il silenzio, l’ascolto, “quel nostro silenzio stupefatto che è la preghiera vera”, come ricordava Adriana Zarri (1919-2010).

La meditazione è un lungo sentiero costellato dagli esempi e dalle prove di tanti patriarchi della spiritualità, asiatica quanto occidentale, moderna quanto antica.

«Quando cammino mi piace tenere in mano una pigna, un pezzo di corteccia o della terra sfarinata. Mi mette in comunione col paesaggio e con la Madre Terra. Talvolta mi basta allungare lo sguardo nella pineta del mio minuscolo Monte Tai (Tai Shan), sul San Giorgio, nel torinese, a mezz’ora d’auto da casa, per quietare i demoni e le tensioni che mi snervano da ore. Per me non esiste medicina più rapida ed efficace. Dove mi incammino, nella compagnia degli alberi, si erge maestoso e invisibile, il Tempio delle Radici, ove mi appresto a camminare, a meditare, ad osservare, a riflettere. Ogni giorno dedico almeno un’ora a questa scuola dei semi e delle foglie. Scavare in profondità e ammansire la chimera della leggerezza»

La pratica della meditazione in natura, coltivata da Tiziano Fratus nel corso di questi ultimi anni, ha alimentato parte della sua scrittura, in versi e in prosa, ed è stata il soggetto di uno dei suoi libri più apprezzati, Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo, pubblicato nel 2016 da Ediciclo Editore; nondimeno la pratica della meditazione ha germinatoe lasciato tracce in altre opere, quali Il bosco è un mondo (Einaudi), I giganti silenziosi (Bompiani), Ogni albero è un poeta (Mondadori), Il libro delle foreste scolpite (Laterza), in diverse Poesie creaturali (Libreria della Natura) nonché nel più ampio dei suoi saggi, in lavorazione da un decennio, Giona delle sequoie.

Alla fine della giornata,
mi sono seduto al centro del vuoto:
ho lasciato che l’IO
a cui tanto avevo lavorato si arrugginisse.
Vedevo che l’acqua corrompeva,
ma smisi di preoccuparmene.
L’uomo che si era seduto
non si è più rialzato
.
Grazie a questo scavo, molti festival ed enti hanno chiesto a Tiziano Fratus di condividere la sua pratica con il pubblico. Fra le manifestazioni si ricordano: Murabilia (Lucca), Film Festival della Lessinia (Bosco Chiesanuova, VR), Festival dell’Escursionismo (San Severino Lucano, PZ), Sciaranuova Festival (Castiglione di Sicilia, CT), Parco Nazionale d’Abruzzo (Villetta Barrea, AQ), Chamoisic Festival (Chamois, AO), Le parole della montagna (Smerillo, FM), Palazzina Indiano Arte (Firenze), Bookcity (Milano), Stazione di Topolò (Grimacco, UD), Festa degli orti (Piossasco, TO), Solstizio (Acceglio, CN), Parolario (Como), Trento Film Festival (Trento), Oltre le vette (Belluno), Slow Travel Fest (Monteriggioni, SI), Settembre arcorese (Arcore, MB), Parco di Villa Reale (Monza), Parco delle Terme (Levico Terme, TN), Geografie sul Pasubio (Posina, VI), Floreka (Gorle, BG), Parco dell’Adamello (Sonico, BS), Parco delle Alpi Marittime (Vernante, CN), Passeggiate d’autore (Cervinia, AO), Sguardi urbani (Palermo), Libra Casentino Book Festival (Chiusi della Verna, AR), nonché a diverse edizioni di Torino Spiritualità.

.

Leggi inoltre:

La procreazione del bosco – Atti di dendrosofia in natura
https://studiohomoradix.com/la-procreazione-del-bosco-passeggiate-per-apprendisti-dendrosofi/

Il libro – Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo di Tiziano Fratus, collana Ossigeno, Ediciclo Editore
https://studiohomoradix.com/dittico-degli-alberi-nube/

«Tiziano Fratus, colui che ha coniato il concetto di Homo Radix, ha pubblicato per Ediciclo Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo […] Ascoltiamo la lunga storia di Tiziano Fratus, ormai da anni si dedica a reimpostare il rapporto fra esseri umani e alberi […] In questo libro si concentra sulla necessità di meditare in natura e ricostruire il mondo, è una chiave di solitudine, anche, o è una chiave, anche, di riconnessione di un tessuto sociale» Loredana Lipperini – Fahrenheit, Rai Radio 3

«All’ascolto, del vento tra gli alberi o della neve che cade dai rami con quei tonfi attutiti che non hanno uguali. C’è un libro che educa all’ascolto di questa straordinaria biblioteca dei rumori. Il sole che nessuno vede di Tiziano Fratus nasce dalla semplice azione di sedersi spalancando le orecchie e il cuore, con la dedizione a cui ci ha abituati l’autore nei confronti di foreste e corsi d’acqua» Stefano Paolo Giussani – Huffington Post

La poesia e il pensiero di Eihei Dogen Zenji, fondatore della scuola Soto Zen
https://studiohomoradix.com/dogen-poesie/