Budda nel bosco

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«Domani mattina presto Tiziano Fratus sarà di nuovo seduto a gambe incrociate in riva al lago piccolo di Avigliana, a meditare in muto dialogo con ontani, carpini, noccioli e qualche rara quercia» Pietro Veronese – Il Venerdì di Repubblica

«Tiziano Fratus, colui che ha coniato il concetto di Homo Radix, ha pubblicato per Ediciclo Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo […] Ascoltiamo la lunga storia di Tiziano Fratus, ormai da anni si dedica a reimpostare il rapporto fra esseri umani e alberi […] In questo libro si concentra sulla necessità di meditare in natura e ricostruire il mondo, è una chiave di solitudine, anche, o è una chiave, anche, di riconnessione di un tessuto sociale» Loredana Lipperini – Fahrenheit, Rai Radio 3

«All’ascolto, del vento tra gli alberi o della neve che cade dai rami con quei tonfi attutiti che non hanno uguali. C’è un libro che educa all’ascolto di questa straordinaria biblioteca dei rumori. Il sole che nessuno vede di Tiziano Fratus nasce dalla semplice azione di sedersi spalancando le orecchie e il cuore, con la dedizione a cui ci ha abituati l’autore nei confronti di foreste e corsi d’acqua» Stefano Paolo Giussani – Huffington Post

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UNA PRATICA SEMINALE E QUOTIDIANA

La meditazione è una pratica antica. In ogni parte del mondo la comunicazione con le energie che governano il mondo e la ricerca di una visione profonda e vasta hanno generato forme di contemplazione e meditazione. Nella nostra modernità la meditazione è diventata anche una forma di rieducazione, un medicamento che si sperimenta per compensare gli squilibri e le tensioni del vivere. Emozioni e stati d’animo quali dolore, perdita, tradimento, impotenza, fallimento, inadeguatezza, rovina, autocommiserazione, sono ingredienti che appartengono alla vita e ogni individuo cerca di fronteggiarli; meditare è una pratica che può risultare utile per chiarire, per alleggerire e snervare, per disincagliarci da quell’io inventato a cui costantemente ci chiamiamo e ritorniamo.

Tiziano Fratus, Homo radix e praticante zen, fra i boschi del Gran Paradiso.

La meditazione non è una “medicina naturale”, non è per nulla spontanea; al contrario essa richiede dedizione, impegno, continuità, inizialmente non c’è nulla di naturale nell’azione di un uomo che si astrae dal corso della vita e si inginocchia, si raccoglie per non pensare, ben scrive Charlotte Joko Beck in Zen quotidiano (Everyday Zen, 1989): «Di solito non passa un minuto che incominciamo a pensare. Il nostro interesse a stare con la realtà è molto scarso […] Preferiamo pensare». Spesso si intende la meditazione come una pratica per valorizzare gli aspetti eventualmente positivi e bonari del proprio carattere, ma si tratta di un’idea. La meditazione non sposa idee, la meditazione purifica, svuota, conduce oltre, dopo che l’animo è stato “purificato” nasceranno eventuali comportamenti. «Sedere è essenzialmente uno spazio semplificato» dice la Joko Beck, o come ha scritto il padre frappista e poeta Thomas Merton, «La contemplazione non è visione, perché vede senza vedere e conosce senza conoscere» (da Semi di contemplazione).

La scuola delle radici – Confronto quotidiano coi maestri.

Secondo Eihei Dogen (1200-1253), contemporaneo giapponese dei nostri San Francesco e Santa Chiara, meditare conduce a “pensare il non pensiero”. Si lavora in se stessi, si interrompono «le scorrerie del mondo su di noi» (Manlio Sgalambro, Del pensare breve), si vigila, si riequilibra, si abbraccia la solitudine e l’ascolto, «quel nostro silenzio stupefatto che è la preghiera vera» (l’eremita Adriana Zarri, 1919-2010). Si opera per ritornare a quello stato di “non-nascita” o “mai-nato” (fu-sho), insegnato nella sua perigliosa esistenza da un altro importante maestro giapponese, Yotaku Bankei (1622-1693), e raggiungere quella condizione nella quale «le due inclinazioni verso la finitezza e l’infinito sono diventate indistinte nella mia mente» (altro capisaldo del percorso zen, il maestro Hakuin Ekaku, 1685-1769, lo scrive nel 1557 in Yasenkanna). Linji (vissuto nel IX sec.), fondatore di una scuola che prende il suo nome, ci ricorda che «non c’è Budda, non ci sono esseri viventi, non c’è passato, non c’è l’adesso. Se vuoi prenderlo, l’hai già preso: non è qualcosa che richieda del tempo. Non c’è nessuna pratica religiosa, nessuna illuminazione, niente da conquistare, niente da perdere […] Ciò che conta è questo momento presente.» Si procede quindi «oltre le parole, oltre il silenzio» (Daito Kokushi, 1282-1337).

In ritiro fra le Dolomiti – In meditazione fra i cembri secolari della foresta di Lerosa.

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«Quando cammino mi piace tenere in mano una pigna, un pezzo di corteccia o della terra sfarinata. Mi mette in comunione col paesaggio e con la Madre Terra. Talvolta mi basta allungare lo sguardo nella pineta del mio minuscolo Monte Tai (Tai Shan), sul San Giorgio, nel torinese, a mezz’ora d’auto da casa, per quietare i demoni e le tensioni che mi snervano da ore. Per me non esiste medicina più rapida ed efficace. Dove mi incammino, nella compagnia degli alberi, si erge maestoso e invisibile, il Tempio delle Radici, ove mi appresto a camminare, a meditare, ad osservare, a riflettere. Ogni giorno dedico almeno un’ora a questa scuola dei semi e delle foglie. Scavare in profondità e ammansire la chimera della leggerezza» T.F. – Da Il sole che nessuno vede

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FOGLIE E SEMI DI UN PERCORSO SILENZIOSO

L’insegnamento del Budda è così semplice:
quando hai fame mangia, quando hai sete bevi,
quando hai freddo avvolgiti in un mantello caldo.
Gudo Toshoku (1577-1661)

La meditazione in natura è parte radicante del percorso spirituale che un monaco sceglie di abbracciare. Lo dimostrano la storia della fondazione di ordini oramai millenari e plurisecolari, nel solco di diverse tradizioni spirituali e religiose: in seno al Cristianesimo, in seno al buddismo, in seno al taoismo. Conosciamo la pratica dei monaci e degli eremiti che si rifugiavano sulle montagne cinesi, testimoniate dalle poesie dei classici Han Shan (Montagna Fredda) e Shih Wu (Casa di pietra), nonchè dal Tao Te Ching di Lao-zi che scriveva delle sue meditazioni in un tempio sulle montagne Zhongnan. In tempi più vicini a noi non possiamo non ricordare i templi dei monaci delle Foreste, nel cuore della Tailandia, la meditazione camminata del Plum Village, la meditazione “appenninica” praticata dai seguaci della Vipassana, qui in Italia o la meditazione “mediterranea” conseguita da Duccio Demetrio e l’Accademia del Silenzio.

La meditazione in natura è una porta d’accesso ad una spiritualità più profonda e intensa, anche per i laici, per coloro che coabitano fra i due mondi: un mondo delle esigenze quotidiane ed un mondo di meditazione e studio. Di questa difficile convivenza hanno già sperimentato almeno due generazioni di studiosi e praticanti italiani, di cui si può leggere in un libro esplorativo, che consiglio: Lo Zen in Italia, a cura di Carlo Tetsugen Serra e Jacopo Daie Milano, pp. 244, Xenia edizioni. Altri testi utili li potete scegliere nella pagina Lo scaffale buddista, selezione di oltre trecento opere, moltissime in lingua inglese, alcune in lingua italiana. Per chi ne fosse interessato può ascoltare la confessione di Luigi Mario Engaku Taino, uno dei nostri primi maestri zen (durata min. 36), fautore del tempio di Scaramuccia, sulle colline di Orvieto, nella nostra verdissima Umbria:
>>> Lo zen di Scaramuccia  – Conversazione con Engaku Taino
Oppure le lezioni, gli incontri col pubblico e le interviste al maestro Carlo Tetsugen Serra, di scuola Soto Zen, fondatore del Sangha della Foresta di Bambù, dei monasteri Enso-ji Il Cerchio a Milano e Sanbo-ji (Tempio dei Tre Gioielli) a Berceto, sull’Appennino parmense.
>>> Pagina Youtube dedicata a Tetsugen Serra

Studio della fondazione dello zen in Giappone.
Lo zen è acqua fresca di montagna.
Hakuin: il grande maestro di Hara, riformatore della scuola Rinzai.

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BUDDISMO VERDE

I riti e la musica dei boschi sono senza tempo.
Shihwu (1272-1352)

La meditazione in natura può anche rappresentare un campo di studio ed espressione, come risulta evidente negli Stati Uniti, laddove accademici e studiosi di ecologia, ecosofia, nature writing ed ecocritica, hanno sposato una ricerca spirituale ed intellettuale in ambito buddista, fermentando esperienze di “ecologia spirituale (spiritual ecology)”, “mindfulness verde (green mindfulness)”, “buddismo verde (green buddhism)”, “ambientalismo buddista (buddhist environmentalism)” o “ecodharma”. Alla radice di tali esplorazioni fra natura e ricerca spirituale vi sono diversi esempi, ma, in ambito zen, ha avuto una certa rilevanza quel che viene denominato il “sutra delle montagne e dei fiumi”, quel Sansui Kyo di Dogen, capitolo dello Shobogenzo, studiato da molti grandi maestri, e attorno al quale è sbocciato il Mountains and Rivers Order, fondato da John Daido Loori e proseguito da Boonie Myotai Treace, autrice di un interessante libro, Moon Winter, e a sua volta fautrice, in Nord Carolina, dell’Hermitage Heart: «Il primo passo è / sedersi con se stessi. / Incontrare l’istante, / spezzare l’abitudine di scappar via. / L’Hermitage Heart Zen insegna / come contemplare / così come sostenersi / a lungo sul sentiero».

Se nella montagna
il mio cuore
corre dietro ai sogni,
li disperde subito
il rumore del vento
Saigyō (1118-1190)

Oltre alla diffusione di centri zen in quasi tutte le grandi città nordamericane, nel corso dell’ultimo mezzo secolo sono stati fondati templi fra le montagne, a partire dal Tassajara Zen Mountain Center (1967), nella Los Padres National Forest, a cui sono seguiti la Shasta Abbey (1970), ai piedi dell’incontaminato Monte Shasta, il Mount Baldy Zen Center (1971), nell’Angeles National Forest, il Green Gulch Farm Zen Center (1972), a Muir Beech, il Sonoma Mountain Zen Center (1973), nell’omonima contea californiana, il Dai Bosatsu Zendo Kongo-ji (1976) e lo Zen Mountain Monastery (1980), sui Monti Catskill, lungo la cresta degli Appalachi.

Di queste esperienze e nuovi approcci ne hanno scritto diversi autori, fra i quali Stephanie Kaza (autrice anche di uno splendido Conversations with Trees, opera gemella delle dendrosofie e dei silvari di T.F.), Joanna Macy, David R. Loy, quest’ultimo anima del Rocky Mountain Ecodharma Retreat Center in Colorado, il cui manifesto filosofico recita quanto segue: «Riportiamo il buddismo e il Dharma nel mondo naturale da dove si sono originati, e facendo così, recuperiamo la connessione e l’energia necessaria per indirizzare efficacemente le crisi ecologica e sociale».

Orchestra dei semi e delle radici: in meditazione silenziosa fra grandi cortecce secolari.
Orchestra dei semi e delle radici: un Budda legnoso, sezione di sequoia vissuta fra il 1890 e il 2015.
Orchestra dei semi e delle radici: Daito, la raccolta di koan di Mumon e altri testi fondativi.

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ZEN ATQUE NATURA MATRES SUNT
Meditare come un albero

Se si pratica zazen
sui ponti delle strade,
le persone che vanno e vengono
sembrano alberi d’una montagna lontana.
Daito Kokushi

Tiziano Fratus si considera una pianticella nel vasto e fitto bosco dello zen. Quotidianamente intreccia le radici della natura e della meditazione. La sua pratica fa tesoro degli insegnamenti di figure eminenti delle due principali scuole, la Linji/Rinzai e la Caodong/Soto, articolatesi nelle venticinque generazioni di maestri ch’an e negli ultimi otto secoli di esperienze e idee sviluppatesi in Giappone, con particolare interesse per i lasciti di Mumon Ekai, Eihei Dogen, Shinchi Kakushin, Daito Kokushi, Kanzan Egen, Tokusho Bassui, Ikkyu Sojun, Yotaku Bankei, Gudo Toshoku, Hakuin Ekaku, Hara Tanzan, Kodo Sawaki e Zenkei Shibayama, senza dimenticare gli sviluppi contemporanei – si pensi ad esempio alla Scuola di Kyoto (Hisamatsu, Masao Abe), all’approccio di Alan Watts e Jacques Brosse. Ai testi basilari della cultura buddista si alternano approfondimenti di quel che resta dei mistici e delle mistiche in ambito cristiano, nonché del primo francescanesimo. 

Non sgombro di periodi di incertezza e sconforto, negli ultimi anni Fratus ha dedicato diversi scritti ad una ricerca spirituale, dapprima confrontandosi con la cultura cristiana, quindi aprendosi al buddismo. Due i volumi: Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo, pubblicato nel 2016 da Ediciclo Editore e Interrestràre. Quaderno di meditazioni, edito nel 2019 dalle Edizioni Lindau. La pratica meditativa ha innervato la scrittura, lascito evidente in opere quali Giona delle sequoie (Bompiani), Un quaderno di radici (Feltrinelli), Poesie creaturali (Libreria della Natura) e Sogni di un disegnatore di fiori di ciliegio (Aboca).

Quando un monaco zen scrive la parola “rugiada”, non si riferisce al fenomeno naturale, ma a una rivelazione diretta. Nulla più è nascosto, in nessun luogo. La verità rivelata in tutte le cose. Il Budda rivelato in tutte le cose. Il Dharma rivelato in tutte le cose. Soko Morinaga (1925-1995)

Dal concetto-seme di Homo Radix, ricerca di un’identità migrande e naturale, sono conseguiti la disciplina della Dendrosofia e una pratica meditativa e spirituale di buddismo zen – silvano, silvatico, boscoso – di cui Fratus si è divertito ad abbozzare una sorta di definizione: Silvo o Eco buddismo – s. m. [dal lat. selva, bosco, dal greco oikos, casa, ambiente] – Pratica di meditazione nei boschi, ispirata agli insegnamenti di maestri buddisti; essa si articola in esercizi di meditazione seduta (zazen) e cammino meditato o meditazione camminata, a cui possono seguire letture di classici del genere e di altre forme di spiritualità, nonché scrittura di poesie. Si esercitata preferibilmente nelle foreste di montagna o nei boschi delle campagne, nondimeno negli arboreti e nei parchi pubblici o privati delle città.

Punto terminale del percorso sono il concetto di Bosco itinerante, espressione in una poesia-manifesto che potete leggere fra le radici per un autoritratto in versi, e l’Orchestra dei semi e delle radici. D’altronde il percorso del buddismo e del buddismo zen è costantemente in dialogo con gli alberi e il bosco, come dimostrano episodi ed idee percorse da figura capitali, quali Siddharta Gautama, Bodhidharma, Shishuang Qingzhu, Hongzhi Zhengjue, Tiantong Rujing, e pratiche quali l'”illuminazione silenziosa”, radice della meditazione poi perfezionata da Dogen e dalla scuola Soto Zen. Si legga qui un articolo di approfondimento:
>>> https://www.zestletteraturasostenibile.com/budda-nel-bosco-meditare-come-un-albero-tiziano-fratus/

Il lento passo dei patriarchi. L’esempio di Kodo Sawaki, riformatore in età moderna.
Invernare – Meditazione in versi, da Poesie creaturali.
Il sole che nessuno vede – Testo dedicato alla via della meditazione in natura.

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NEWS

Incontriamo il maestro e poeta Muso Soseki (1275-1351), una figura di rilievo nel corso della cultura spirituale e letteraria giapponese. Le sue poesie sono fra le più alte del patrimonio zen nipponico, Tiziano Fratus ne ha tradotte in italiano nove. Come le altre due precedenti parti, Budda nel bosco lo trovate su ZEST – Letteratura Sostenibile. Buona lettura!
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Orchestra dei semi e delle radici, nuovi incontri col pubblico – Nonostante le difficoltà e la paura causate dalla pandemia da covid-19, si è riusciti a cucire una serie di incontri, “seminari di boschese” dedicati all’ascolto della natura – “orchestra dei semi e della radici, delle foglie e delle cortecce” – e alla meditazione zen nei boschi, nonché presentazioni delle opere pubblicate, lettura di poesie. Si è aperto a Ceresole Reale nel meraviglioso Parco Nazionale del Gran Paradiso e si è proseguito alla Triennale di Milano, al Parco dell’Adamello in Val Camonica, in Valchiusella per Cinemambiente. Prossime occasioni: Passaggi Festival a Fano e le seguitissime Passeggiate Spirituali che anticipiano Torino Spiritualità. Vi aspettiamo.
https://studiohomoradix.com/eremo-delle-radici/

Sono disponibili due interventi composti da Tiziano Fratus per il portale ZEST – Letteratura Sostenibile: Meditare come un albero, percorso fra alcuni grandi maestri del buddismo e del buddismo zen alla ricerca di un rapporto speciale con l’albero.
>>> https://www.zestletteraturasostenibile.com/budda-nel-bosco-meditare-come-un-albero-tiziano-fratus/
E Poemi di montagna, dedicato a Shiwu o Shihwu (1272-1352), Casa di Pietra (dal nome di una caverna), maestro buddista ed eremita cinese al tempo della dinastia mongola Yuan, fondata dal condottiero Kublai Khan. Figura di rilievo della tradizione chanista / zenista, è stato anche poeta e ha lasciato 184 componimenti memorabili, tanto che il suo traduttore in lingua inglese, Red Pine (alias Bill Porter, viaggiatore, buddista, traduttore e autore americano), lo ha definito «il più grande di tutti i poeti buddisti cinesi.» Tiziano Fratus restituisce in lingua italiana una serie di sue poesie.
>>> https://www.zestletteraturasostenibile.com/budda-nel-bosco-componimenti-montani-di-un-eremita-cinese-del-xiv-secolo-di-tiziano-fratus/

Riflessioni a parte di una lettura di poesie buddiste. E’ uscito un video di 9 minuti nel quale Tiziano Fratus riflette a proposito della sua pratica quotidiana di meditazione innanzi ad un Budda legnoso (una sezione di sequoia vissuta a Merano fra il 1890 ed il 2015) e legge le poesie incluse nell’antologia Dal sottovuoto. Poesie assetate d’aria, pubblicata da Samuele Editore, confronto aperto sul tema dell’isolamento. Fra i poeti che hanno aderito Franco Arminio, Maria Borio, Franco Buffoni, Anna Maria Carpi, Maurizio Cucchi, Tiziano Fratus, Giovanna Frene, Franca Mancinelli, Umberto Piersanti, Gabriella Sica, Luigia Sorrentino, Mary Barbara Tolusso, Mariagiorgia Ulbar, Gian Mario Villalta.
>>> Dal sottovuoto – Antologia poetica a cura di Matteo Bianchi

Come ogni anno il 21 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Poesia. Per l’occasione Tiziano Fratus ha inciso un breve oratorio di parole, silenzi e suoni dal titolo Budda nel bosco. Si tratta di un ciclo di sei componimenti silvobuddisti della durata complessiva di 6 minuti e 43 secondi. Buon ascolto!
>>> Ascolta Budda nel bosco – Oratorio di parole, silenzi e suoni

Piccoli atti di dendrosofia e silvobuddismo, ringraziamento e restituzione a Madre Natura. Letture private e intime di Tiziano Fratus fra i boschi e ai piedi di grandi alberi ultrasecolari. Vedi la pagina dedicata al Tsuyu-an o Eemo della Rugiada.
>>> Eremo della Rugiada

Il 30 novembre e 1 dicembre 2019 ha avuto luogo una due giorni di immersione letteraria, poetica e spirituale con Tiziano Fratus, presso il Centro Zen Anshin di Roma, i cui membri fondatori e amici si ringraziano di cuore.

Interrestràre è una collezione di meditazioni: meditazioni in versi e meditazioni in prosa, meditazioni in natura e meditazioni nell’antico.
Voce del verbo interrestràre: crasi delle parole incanto, terrestre, camminare e meditare; azione che produce un sentimento di meraviglia, perlustrare una valle, una foresta, un’isola remota, un luogo colmo di bellezza e inattesa selvatichezza.
L’opera è da poche settimane in libreria, è stata pubblicata nella collana Senza frontiere da Lindau, editore che ospita nel proprio catalogo figure quali Thomas Merton, H. D. Thoreau, Adriana Zarri, Alan Watts, Abbé Pierre, Anselm Gruen, Thich Nhat Hahn, Cristiana Dobner, Natsume Soseki e molti altri.
In copertina un’immagine dell’oasi delle cascate Kot a San Leonardo (UD).
>>> Estratto – La casa, poesia buddista
>>> Estratto – Li Po, l’albero-poeta di Hokusai
>>> Presentazione – Interrestràre. Quaderno di meditazioni
>>> Copertina del volume

Tiziano Fratus è impegnato in un percorso di spiritualità buddista, mediante un approfondimento della pratica meditativa, quanto nella lettura integrale dei testi che compongono l’opera maggiore del maestro Eihei Dogen, lo Shobogenzo. Gli appunti, le riflessioni, le germinazioni nate durante e dopo le meditazioni, saranno raccolte in un futuro quaderno dal titolo (provvisorio) di Gli oggetti rossi. Compilazione dei mille giorni.
>>> I mille giorni dello Shobogenzo

Lo scorso giugno si è svolto il primo ritiro dendrosofico al Convento dei Frati Cappuccini di Monterosso al Mare, nel territorio del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Due giorni, consegna di poesie in Domus respirandi, conferenza sui grandi alberi, meditazione all’alba e passeggiata dendrosofica. Si ringraziano Alberto Cipelli, Padre Renato e tutti i partecipanti.
>>> Sorella foresta e fratello albero – Il programma
>>> Homo Radix Fratus va in convento – TuttoMilano de La Repubblica

Leggi inoltre:

La procreazione del bosco – Atti di dendrosofia in natura
>>> https://studiohomoradix.com/la-procreazione-del-bosco-passeggiate-per-apprendisti-dendrosofi/

Il libro – Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo di Tiziano Fratus, collana Ossigeno, Ediciclo Editore
>>> https://studiohomoradix.com/il-sole-che-nessuno-vede/

Sentiero Dogen – La poesia e il pensiero di Eihei Dogen Zenji, fondatore della scuola Soto Zen
>>> https://studiohomoradix.com/dogen-poesie/

La gatta di Dogen, ovvero l’intrusa… (sì ma sei tu che occupi il mio tappettino)

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