Meditatio

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«Domani mattina presto Tiziano Fratus sarà di nuovo seduto a gambe incrociate in riva al lago piccolo di Avigliana, a meditare in muto dialogo con ontani, carpini, noccioli e qualche rara quercia» Pietro Veronese – Il Venerdì di Repubblica

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UNA PRATICA SEMINALE E QUOTIDIANA

La meditazione è una pratica antica. In ogni parte del mondo la comunicazione con le energie che governano il mondo e la ricerca di una visione profonda e vasta hanno generato forme di contemplazione e meditazione. Nella nostra modernità la meditazione è diventata anche una forma di rieducazione, un medicamento che si sperimenta per compensare gli squilibri e le tensioni del vivere.
Emozioni e stati d’animo quali dolore, perdita, tradimento, impotenza, fallimento, inadeguatezza, rovina, autocommiserazione, sono ingredienti che appartengono alla vita e ogni individuo cerca di fronteggiarli; meditare è una pratica che può risultare utile per chiarire, per alleggerire e snervare, per disicagliarci da quell’io inventato a cui costantemente ci chiamiamo e ritorniamo.
Ma la meditazione non è una “medicina naturale”, non è per nulla spontanea; al contrario essa richiede dedizione, impegno, continuità, inizialmente non c’è nulla di naturale nell’azione di un uomo che si astrae dal corso della vita e si inginocchia, si raccoglie per non pensare, ben scrive Charlotte Joko Beck in Zen quotidiano (Everyday Zen, 1989): «Di solito non passa un minuto che incominciamo a pensare. Il nostro interesse a stare con la realtà è molto scarso […] Preferiamo pensare».
Spesso si intende la meditazione come una pratica per valorizzare gli aspetti eventualmente positivi e bonari del proprio carattere, ma questa è un’idea. La meditazione non sposa idee, la meditazione purifica, svuota, conduce oltre, dopo che l’animo è stato purificato nasceranno eventuali comportamenti. «Sedere è essenzialmente uno spazio semplificato» dice la Joko Beck, «La contemplazione non è visione, perché vede senza vedere e conosce senza conoscere» scrive il padre frappista  poeta Thomas Merton (da Semi di contemplazione). O come diceva il grande maestro giapponese Eihei Dogen (1200-1253), contemporaneo dei nostri San Francesco e Santa Chiara, meditare conduce a “pensare il non pensiero”. Si lavora in se stessi, si interrompono «le scorrerie del mondo su di noi» (Manlio Sgalambro, Del pensare breve), si vigila, si riequilibra, si abbraccia la solitudine e l’ascolto, «quel nostro silenzio stupefatto che è la preghiera vera», come ricordava l’eremita Adriana Zarri (1919-2010). Si opera per ritornare a quello stato di “non-nascita” (fu-sho), di indefinito, che a lungo ha insegnato nella sua perigliosa esistenza un altro importante maestro giapponese, Yotaku Bankei (1622-1693).

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In ritiro fra le Dolomiti – In meditazione fra i cembri secolari della foresta di Lerosa

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«Quando cammino mi piace tenere in mano una pigna, un pezzo di corteccia o della terra sfarinata. Mi mette in comunione col paesaggio e con la Madre Terra. Talvolta mi basta allungare lo sguardo nella pineta del mio minuscolo Monte Tai (Tai Shan), sul San Giorgio, nel torinese, a mezz’ora d’auto da casa, per quietare i demoni e le tensioni che mi snervano da ore. Per me non esiste medicina più rapida ed efficace. Dove mi incammino, nella compagnia degli alberi, si erge maestoso e invisibile, il Tempio delle Radici, ove mi appresto a camminare, a meditare, ad osservare, a riflettere. Ogni giorno dedico almeno un’ora a questa scuola dei semi e delle foglie. Scavare in profondità e ammansire la chimera della leggerezza» T.F.

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IL SILVOBUDDISMO

Tiziano Fratus ha iniziato un percorso di meditazione in natura, lungo, complesso, non sgombro di periodi di incertezza e sconforto. Ne ha scritto in due volumi, Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo, pubblicato nel 2016 da Ediciclo Editore e in Interrestràre. Quaderno di meditazioni, edito nel 2019 da Edizioni Lindau. La pratica ha influenzato la popria scrittura, come risulta eviedente in altre opere in prosa, prima fra tutte Giona delle sequoie (Bompiani) e in versi, Un quaderno di radici (Feltrinelli), Poesie creaturali (Libreria della Natura) e Musica per le foreste (in preparazione per il 2020). Dal concetto-seme di Homo Radix, ricerca di un’identità migrande e naturale, sono conseguiti la disciplina della Dendrosofia e alfine, una pratica meditativa e spirituale di buddismo silvano, silvatico, boscoso, di cui Fratus si è divertito ad abbozzare una sorta di definizione:

Silvobuddismo – s. m. [dal lat. selva, bosco e it. buddismo] – Pratica di meditazione nei boschi, ispirata agli insegnamenti di maestri buddisti del passato e del presente; essa si articola anzitutto in esercizi di meditazione seduta (zazen) e cammino meditato o meditazione camminata, a cui possono seguire letture di classici del genere e di altre forme di spiritualità o scrittura di poesie. Si esercitata nelle foreste di montagna, nei boschi delle campagne, negli arboreti e nei parchi pubblici o privati delle città.

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Invernare, una meditazione in versi, da Poesie creaturali – Libreria della Natura

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Grazie a questo scavo festival ed enti hanno chiesto a Tiziano Fratus di condividere la sua pratica con il pubblico. Fra le manifestazioni a cui ha partecipato si ricordano Murabilia (Lucca), Film Festival della Lessinia (Bosco Chiesanuova, VR), Festival dell’Escursionismo (San Severino Lucano, PZ), Sciaranuova Festival (Castiglione di Sicilia, CT), Parco Nazionale d’Abruzzo (Villetta Barrea, AQ), Chamoisic Festival (Chamois, AO), Le parole della montagna (Smerillo, FM), Festival della Disperazione (Parco Nazionale dell’Alta Murgia, BAT), Palazzina Indiano Arte (Firenze), Bookcity (Milano), Stazione di Topolò (Grimacco, UD), Festa degli Orti (Piossasco, TO), Festival Solstizio (Acceglio, CN), Parolario (Como), Trento Film Festival (Trento), Oltre le Vette (Belluno), Slow Travel Fest (Monteriggioni, SI), Settembre Arcorese (Arcore, MB), Parco di Villa Reale (Monza), Parco delle Terme (Levico Terme, TN), Geografie sul Pasubio (Posina, VI), Floreka (Gorle, BG), Parco dell’Adamello (Sonico, BS), Parco delle Alpi Marittime (Vernante, CN), Passeggiate d’Autore (Cervinia, AO), Sguardi Urbani (Palermo), Libra Casentino Book Festival (Chiusi della Verna, AR), TIERRA! (Solza, BG), Museo Nazionale della Montagna (Torino) e Gruppo Abele (Torino/Avigliana), nonché a diverse edizioni delle Camminate Spirituali nell’ambito dl festival Torino Spiritualità.

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Il sole che nessuno vede – Testo dedicato alla via della meditazione in natura

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NEWS

In primavera si svolgeranno alcuni piccoli atti di dendrosofia e silvobuddismo, Sinfonia per arpe a seme, quale ringraziamento e restituzione a Madre Natura, per l’ispirazione che ha innervato la scrittura di nuove poesie e di altre opere in prosa.
>>> Sinfonia per arpe a seme, prima date e luoghi

Il 30 novembre e 1 dicembre 2019 ha avuto luogo una due giorni di immersione letteraria, poetica e spirituale con Tiziano Fratus, presso il Centro Zen Anshin di Roma che si ringrazia di cuore.

Interrestràre è una collezione di meditazioni: meditazioni in versi e meditazioni in prosa, meditazioni in natura e meditazioni nell’antico.
Voce del verbo interrestràre: crasi delle parole incanto, terrestre, camminare e meditare; azione che produce un sentimento di meraviglia, perlustrare una valle, una foresta, un’isola remota, un luogo colmo di bellezza e inattesa selvatichezza.
L’opera è da poche settimane in libreria, è stata pubblicata nella collana Senza frontiere da Lindau, editore che ospita nel proprio catalogo figure quali Thomas Merton, H. D. Thoreau, Adriana Zarri, Alan Watts, Abbé Pierre, Anselm Gruen, Thich Nhat Hahn, Cristiana Dobner, Natsume Soseki e molti altri.
In copertina un’immagine dell’oasi delle cascate Kot a San Leonardo (UD).
>>> Estratto – La casa, poesia buddista
>>> Estratto – Li Po, l’albero-poeta di Hokusai
>>> Presentazione – Interrestràre. Quaderno di meditazioni
>>> Copertina del volume

Tiziano Fratus è impegnato in un percorso di spiritualità buddista, mediante un approfondimento della pratica meditativa, quanto nella lettura integrale dei testi che compongono l’opera maggiore del maestro Eihei Dogen, lo Shobogenzo. Gli appunti, le riflessioni, le germinazioni nate durante e dopo le meditazioni, saranno raccolte in un futuro quaderno dal titolo (provvisorio) di Gli oggetti rossi. Compilazione dei mille giorni.
>>> I mille giorni dello Shobogenzo

Lo scorso giugno si è svolto il primo ritiro dendrosofico al Convento dei Frati Cappuccini di Monterosso al Mare, nel territorio del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Due giorni, consegna di poesie in Domus respirandi, conferenza sui grandi alberi, meditazione all’alba e passeggiata dendrosofica. Si ringraziano Alberto Cipelli, Padre Renato e tutti i partecipanti.
>>> Sorella foresta e fratello albero – Il programma
>>> Homo Radix Fratus va in convento – TuttoMilano de La Repubblica

Leggi inoltre:

La procreazione del bosco – Atti di dendrosofia in natura
>>> https://studiohomoradix.com/la-procreazione-del-bosco-passeggiate-per-apprendisti-dendrosofi/

Il libro – Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo di Tiziano Fratus, collana Ossigeno, Ediciclo Editore
>>> https://studiohomoradix.com/il-sole-che-nessuno-vede/

Sentiero Dogen – La poesia e il pensiero di Eihei Dogen Zenji, fondatore della scuola Soto Zen
>>> https://studiohomoradix.com/dogen-poesie/

La gatta di Dogen, ovvero l’intrusa… (sì ma sei tu che occupi il mio tappettino)

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«Tiziano Fratus, colui che ha coniato il concetto di Homo Radix, ha pubblicato per Ediciclo Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo […] Ascoltiamo la lunga storia di Tiziano Fratus, ormai da anni si dedica a reimpostare il rapporto fra esseri umani e alberi […] In questo libro si concentra sulla necessità di meditare in natura e ricostruire il mondo, è una chiave di solitudine, anche, o è una chiave, anche, di riconnessione di un tessuto sociale» Loredana Lipperini – Fahrenheit, Rai Radio 3

«All’ascolto, del vento tra gli alberi o della neve che cade dai rami con quei tonfi attutiti che non hanno uguali. C’è un libro che educa all’ascolto di questa straordinaria biblioteca dei rumori. Il sole che nessuno vede di Tiziano Fratus nasce dalla semplice azione di sedersi spalancando le orecchie e il cuore, con la dedizione a cui ci ha abituati l’autore nei confronti di foreste e corsi d’acqua» Stefano Paolo Giussani – Huffington Post

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