Silvari [N]

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LA SCRITTURA SELVATICA DI TIZIANO FRATUS

Dopo gli esordi in poesia, Tiziano Fratus ha iniziato a cercare radici nel paesaggio. Dall’esperienza di un ostinato peregrinare fra foresta e bosco, giardino e riserva, albero e albero, è sbocciata una scrittura ambientale che capace di mediare fra poesia e narrativa, diarismo, fotografia e botanica. Ha quindi iniziato a prendere forma un’opera polifonica, un vasto silvario che talora si manifesta in prosa e talora in versi, talora si muove negli spazi del saggio, talora della narrativa, oppure della raccolta di poesie o ancora della speculazione spirituale e meditativa.

La prima opera composta secondo questo approccio s’intitola Homo Radix, pubblicato a Torino dal piccolo editore Marco Valerio, al quale sono seguiti alcuni dei maggiori editori italiani – Laterza, Feltrinelli, Bompiani, Einaudi e Mondadori – commissionando nuove collezioni di alberografie e dendrosofie. Ma Fratus ha collaborato anche con editori indipendenti, quali Ediciclo, Fusta, Bolis, Edizioni della Meridiana, Lindau, Aboca e Sossella. Inoltre ha scritto e scrive sulle pagine di diversi quotidiani, quali La Stampa, La Repubblica, Il Manifesto, L’Adige, Corriere della Sera, La Verità, nonché siti di viaggiatori come La Compagnia dei Cammini e Comunità Provvisorie di Franco Arminio.

I suoi silvari sono viaggi alla scoperta delle straordinarie bellezze e unicità verdi del paesaggio italiano e non solo ma anche continua ricerca di quel respiro universale che unisce ogni essere vivente. Le opere possono essere distinte fra silvari arborei e naturalistici e silvari di carattere poetico e spirituale, ecco perchè il lettore troverà nell’indice di questo sito le voci SILVARI [N] e SILVARI [PS].

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«“C’è chi trova consolante che esistano esseri viventi così longevi, qui alla tua nascita e anche dopo la tua dipartita” scrive Tiziano Fratus in L’Italia è un bosco (Laterza), bel libro di viaggi silvani, parlando degli alberi plurisecolari» Camillo Langone – Il Foglio

«Ci sono libri che dimentichi non appena arrivi all’ultima pagina e altri che mettono radici invisibili e a poco a poco ti crescono dentro. Fuori dalla finestra un assembramento di rami ondeggia nella brezza autunnale. Sono sempre stati lì? Dieci minuti dopo sto ancora fissando le sfumature delle foglie» Giancarlo Sturloni – L’Espresso

«Un viaggio tra le conifere che sopravvivono alle quote sopra i duemila metri per ricalibrare le quote interiori. “Stambeccate” su per le rocce con in tasca qualche seme o castagna matta raccattati in altre esplorazioni. Perché “la teoria, negli uomini semplici, coincide con la pratica e l’esperienza”. L’Homo Radix cerca nelle foreste di pinosauri la bellezza grezza del wabi-sabi giapponese, accarezza sulle cortecce la ruvidità dello Zen» Barbara Stefanelli – Sette del Corriere della Sera

«Lo scrittore Tiziano Fratus guarda la natura con gli occhi dell’esule, come se – da straniero – vedesse tutto per la prima volta, regalando alle sue pagine la freschezza di una continua scoperta. Le “Foreste scopite” del suo nuovo libro (Laterza) sono prima di tutto solchi tracciati nell’anima» Sabrina Penteriani – L’Eco di Bergamo

«Una mappa sentimentale deigli alberi monumentali: giganti silenziosi che si intrecciano con la storia delle città […] Così Tiziano Fratus nel suo nuovo libro, I giganti silenziosi, con la sua passione per questi esseri arcaici e indispensabili al pianeta, che ha mappato in un viaggio attraverso le città d’Italia: è una geografia parallela, nella quale è possibile incontrare, come spiega egli stesso, immensi eremiti secolari, testimoni muti delle epoche passate che assistono apparentemente impassibili ai cambiamenti ambientali e allo scorrere delle nostre vite» Carlo Grande – TuttoLibri, La Stampa

«Un libro più poetico che scientifico, più filosofico che tecnico, tanto interessante quanto gradevole. Il saggio di Tiziano Fratus sugli alberi e i boschi da salvaguardare in Italia non è una semplice guida o una lettura per soli specialisti, ma un piacevole racconto, una panoramica ingegnosa degli alberi più antichi e particolari d’Italia, descritti con sapienza e partecipazione» Milena Dominici – La nuova ecologia

«Agli alberi, monumenti viventi della natura e della bellezza, ha dedicato la sua ultima fatica Tiziano Fratus, il saggio Il bosco è un mondo […] Una continua, affascinante avventura fra alberi e boschi d’Italia in tutte le loro specie e località geografiche: ad animare la prosa il rigore dello scienziato e il cuore del poeta» Sergio Caroli – Giornale di Brescia