DAL SITO DEL FESTIVALETTERATURA
Per chi conosce Mantova potrebbe sembrare superfluo impegnare due (o tre) ore della propria giornata per una visita della città, ma Tiziano Fratus ha fatto cambiare idea a tutti. Un gruppetto di quasi 40 persone armate di zainetto, scarpe da ginnastica e bicicletta si sono preparati per una gita. Mantova offre moltissimi monumenti e tra questi ci sono alberi plurisecolari, platani, melograni, bagol… Signor Fratus come ha detto che si chiama quell’albero? Sembra una lunga lezione di botanica dedicata alle foglie, ai frutti, alle cortecce. «Bambini questo è un platano a zampa di elefante e questo, pensate!, è un bagolaro. Come si distingue un pino da un abete? Chi lo sa?». Un evento dove la città di Mantova è ancora più bella, se possibile. Ma quale albero di Mantova ti è piaciuto di più, Tiziano, chiedono i partecipanti e arriva la risposta più simpatica e semplice: «A me piacciono tutti gli alberi!». Ogni passo, da Palazzo Te, punto di ritrovo, a Piazza Virgiliana, alla caccia dell’albero più antico della città, è occasione per riflettere sulla grandezza della natura: come gli alberi che neutralizzano i tumori inglobandoli nella loro corteccia isolando la parte malata e guarendo. O ancora l’olivo più antico d’Italia, in Sardegna, che si stima abbia un’età tra i 3000 e i 3500 anni. Verrebbe voglia di dare loro la parola e chiedere un mucchio di cose. Immersi in questa selva oscura, nel cuore di Mantova, un sacco di storie da raccontare, di alberi da vedere e di curiosità. «Tiziano, come si calcola l’età di un albero? Come si riconosce un cedro?» e via sulle strade cittadine a naso in su, fissando questi grandi e imponenti compagni che sono lì da molto prima di noi.
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