S’inaugura a Eataly la mostra il “Cammino di Marcella”

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85 SCATTI DI RICCARDO CARNOVALINI FINO AL 5 OTTOBRE

Articolo di Tiziana Platzer uscito oggi sulle pagine torinesi de «La Stampa»

Passo dopo passo, metro dopo metro, con l’aria dei luoghi che si incolla sulla pelle e i colori dell’ambiente che hanno il tempo di lasciare traccia negli occhi. Per questo le persone amano camminare, e sono sempre più numerosi coloro che scelgono di viaggiare camminando. Vacanzieri «a passo d’uomo», impegnati anche nella ricerca di un contatto più approfondito con le comunità lungo la strada: «Durante il giorno si percorrono i chilometri, raggiunta la tappa si incontrano le persone, le realtà che operano sul territorio». Così ha progettato e realizzato i suoi viaggi rigorosamente a piedi Anna Rastello, il primo nel 2011 da Sarzana ai Pirenei di circa 1600 chilometri e l’altro quest’estate, 580 chilometri toccando tutte le province del Piemonte. Il racconto fotografico di questo progetto è oggi una mostra, intitolata «Il cammino di Marcella – Piemonte» con 85 immagini di Riccardo Carnovalini, che si inaugura alle 18 nella Sala 200 a Eataly (via Nizza 230/14; fino al 5 ottobre, orario: tutti i giorni dalle 10 alle 22,30).

Dietro a quest’allestimento esiste, però, una storia familiare e di scelte di vita. «Marcella è mia figlia» dice Anna Rastello, 51 anni, torinese, informatica ora disoccupata dopo la chiusura dell’azienda in cui lavorava, madre di tre figli biologici e di 8 ragazzi in affido. «Ormai sono tutti grandi, sono persino nonna, ma anni fa, a causa di un incidente d’auto, Marcella cadde da un viadotto e io feci la promessa che, se l’avessimo ritrovata, sarei andata a piedi a Lourdes». Marcella è rimasta tetraparetica e tempo dopo la mamma decise non solo di andare a Lourdes, ma di ampliare «il cammino»: «Fu l’esperienza del 2011, aperta a chiunque volesse fare un pezzo di strada con me e con il proposito di una ricerca su come viene affrontata la disabilità».

Idea fortificata nel viaggio piemontese a luglio, cui si è affiancato il fotografo Carnovalini, 57 anni di Viù, da anni organizzatore di percorsi a piedi – i due protagonisti hanno narrato il loro cammino sulle pagine de «La Stampa» – e finanziato dalla Comunità Europea attraverso la Regione. «Ci siamo immersi nelle bellezze del Piemonte e ogni fine giornata, a Casale Monferrato, a Oleggio, a Novara, a Ivrea e in ciascuna delle 20 tappe decise, che vorremmo diventassero un itinerario segnalato per tutti, abbiamo incontrato i rappresentanti istituzionali e le associazioni del luogo» continua la Rastello. «Confronti preziosi con chi opera nella cultura, le pari opportunità e si impegna sulla disabilità e la diversità in senso ampio». Scambio di esperienze proseguiti ogni sera, a casa delle famiglie che hanno ospitato i due camminatori.

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