DUXIFICANO I TERRITORI E IMPOVERISCONO LE RISORSE
Nei giorni scorsi è stato approvato alla Camera il decreto Delrio che prevede l’abolizione della maggior parte delle province e l’entrata in vigore di uno dei peggior pasticci amministrativi covati dall’attuale classe politica: la Città Metropolitana.
Chi abita in provincia – comunque ancora la maggior parte degli italiani – fa fatica a ricevere servizi essenziali: basta vedere gli ultimi tagli alla scuola pubblica, la chiusura di molti tribunali voluti dall’attuale Guardasigilli durante il governo Monti, il taglio dei posti letto negli ospedali che colpiscono in primis chi non abita in una grande città; da anni la politica di Trenitalia scommette unicamente sull’alta velocità dismettendo linee periferiche essenziali per chi abita certe zone, e impoverendo il servizio pendolare che oramai assomiglia sempre più al modello “India pregandiano”.
Ora anche una delle identità locali più radicate in Italia, paese che resta a galla grazie alla qualità dei prodotti locali (dalla ristorazione agli IGP e IGT, DOC e DOCG), ovvero la provincia, viene cancellata come se non servisse a nulla: la questione non è il risparmio, la verità è che viene cancellata soltanto perché ai politici non fa gola, loro puntano ad essere sindaci o governatori di regione, l’ambizione non porta a governare una provincia, che contrariamente richiede spirito di sacrificio e di servizio. A forza di ripeterlo in televisione come un mantra molti cittadini si sono convinti che l’abolizione delle province sia davvero un risparmio, senza approfondire mai sui reali costi che questa transizione comporterà, sulle problematiche che allontaneranno ancor di più chi abita in città da chi abita fuori dalla città: due Italie sempre più distinte e dissociate.
Anche il nuovo segretario del PD punta a questa forma di risparmio, eppure la sua carriera politica è iniziata proprio alla Provincia di Firenze.
E’ un peccato che si continuino a scambiare tagli e dismissioni per riforme, che la politica non comprenda l’errore che accompagna le forme di concentrazione dall’incerta democrazia all’oligarchia.
Speriamo che il nuovo anno porti maggiore consapevolezza e un cambio di rotta.


Lascia un commento