FRA LE 10 MERAVIGLIE DELLA NATURA DA NON PERDERE
Milano Torino Genova, il vecchio triangolo industriale che ha strappato decine di migliaia di famiglie dalla campagna e dall’agricoltura per offrire un lavoro in fabbrica e uno stipendio inimmaginabile. Mezzo secolo fa iniziava a compiersi quel Miracolo Italiano che cambiò la faccia di buona parte del paese ma con conseguenze che oramai abbiamo modo, drammaticamente, di constatare: l’inquinamento dei suoli, delle acque, dell’aria, l’incremento dei tumori e delle malattie legate alla diffusione di materiali cancerogeni. Quando è costato quel Miracolo?!
Le città al centro di quelle dinamiche sono esplose, si sono raddoppiate, triplicate, si sono espanse in interminabili periferie. Ma al loro centro sono rimaste dell’enclavi naturali, degli spazi verdi dove si coltivano erbe e piante da diverse parti del mondo: si tratta degli orti botanici.
A Milano c’è l’Hortus botanicus braidensis adiacente le mura della biblioteca di Brera, a Torino l’orto botanico regio accanto al Castello del Valentino, a Genova l’orto botanico istituito sui terreni del Collegio di S.Gerolamo in Balbi. Il più antico dei tre è quello torinese iniziato nel 1729, quindi nel 1774 il lombardo, infine nel 1803 il genovese.
L’Italia è un bosco offre un excursus relativo alla storia degli orti botanici accademici in Italia, una visita nei tre orti suddetti alla quale s’aggiunge una descrizione del più antico orto botanico esistente, quello di Padova, dove vegeta la più annosa pianta presente in un orto botanico: la celebre palma di Goethe, messa a dimora nel 1585.


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