
AL TEATRO DEI FILODRAMMATICI
Stasera sarei dovuto essere a Milano con Giuseppe Conte, Tomaso Kemeny e gli altri poeti e autori per celebrare bellezza, vita e poesia. Purtroppo la mia malattia non mi concede le ore buone per questo respiro. Peccato. Però rilancio un pezzo che avrei condiviso volentieri, tratto da “Ogni albero è poeta” (Mondadori): «Le poesie sono piccoli marchingegni ottici. Ogni volta che ci guardi dentro vedi misure e distanze diverse. Sono organismi vivi, che crescono e si restringono, accendono fuochi e avvizziscono fino a scomparire. Sanno essere sottilissime, a tratti invisibili, ma improvvisamente si ingrossano, occupano la pagina, addirittura escono e camminano nel mondo, parola per parola. Imprevedibili le poesie. Capaci di cambiare pelle, di cambiare genere, di superare le soglie che noi viventi dobbiamo rispettare. Di farsi mondo». E se siete a Milano, stasera, andateci, al Teatro dei Filodrammatici…


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