Estratti da °Il bosco è un mondo°

DIECI LUOGHI, DIECI GRANDI ALBERI

Estratti da °Il bosco è un mondo° di Tiziano Fratus
Giulio Einaudi editore, collana Passaggi – 2018

https://www.einaudi.it/catalogo-libri/storia/il-bosco-e-un-mondo-tiziano-fratus-9788806230562/

Estratto 1
Quarto bosco
Terza costellazione. Gli elefanti arborei d’Italia
Fagus sylvatica abruzenzis (pp. 88-90)

L’Abruzzo è uno dei cuori sacri della nostra terra e uno dei polmoni del paese […] Fra i tanti gioielli naturali degli Abruzzi particolare rilevanza ha il più conosciuto dei patriarchi regionali, il faggio detto “del Pontone”, il maggiore per dimensione […] Alcune centinaia di passi e sulla destra, dietro una schiera di giovani ancelle, si manifesta il grande abbraccio del patriarca, che apre le branche come un padre in attesa del ritorno del figliol prodigo.

Estratto 2
Quarto bosco
Prima costellazione. Gli alberi nube del Lagorai
Grove dei Cirmoli Giganti
Cembrete del Passo Manghen, Sentiero del Re Leone

Se il Lagorai è il Tibet della Dolomiti, il Re Leone è il suo Dalai Lama. Quel che impressiona è la vastità delle radici emerse e il groviglio di rigonfiamenti che si sono sollevati dal tronco. Un piede monumentale e un labirinto radicale che pare alimentare diversi alberi. Per fotografarlo e farmene un’idea lo devo studiare da diversi punti di vista. Ogni sguardo mi consegna un albero unico e distinto. Ramificazioni a gomito, fuga verticale, ecco l’architettura d’una delle maggiori conifere autoctone dell’arco alpino.

Estratto 3
Quarto bosco
Terza costellazione. Gli elefanti arborei d’Italia
Il Bosco di Sant’Antonio

Una selva monumentale è il Bosco di Sant’Antonio. Per visitarlo bisogna allungarsi in Majella, nel comune di Pescocostanzo, provincia dell’Aquila […] I grandi faggi si trovano lungo una piana circolare che anticipa l’inizio della salita all’eremo. Incontro una fonte con testa di Gorgone scolpita nell’acciaio lavorato a Terni, emblema della classe operaia, e quel che resta di un faggio sradicato e sezionato in parti. Ecco il primo gigante che germina buio nel ventre, lungo una spaccatura verticale. Proseguendo alle sue spalle il paesaggio si restringe e alla falde della salita svettano due grandi esemplari: alla sinistra una fiamma scura, parte del tronco tappezzato di muschi,  la cima si apre in una corona composta di ramificazioni danzanti […] Alla base grosse code radicali che ricordano la vitalità d’un rettile.

Estratto 4
Quarto bosco
Quarta costellazione. Di tassi e delle loro storie
Una selva di tassi e il maggiore di Badde Salighes

Fra i tassi d’Italia, i maggiori, per dimensione, si trovano in Sardegna: nei boschi di Badde Salighes, comune di Bolotana, provincia di Nuoro, ne vegeta uno di sette metri e mezzo di circonferenza […] Si manifesta con tutta la sua folta barba spinosa, accompagnato da due “bravi” e fedeli baldi, che gli stanno al fianco, a pochi metri di distanza. Grosso il tronco, tondeggiante, e cavo, tutto ricoperto di crescite che puntano verso l’alto. La chioma si intreccia lì sopra, in un intricato volgersi e rivolgersi di ramificazioni, così dense da non consentire nemmeno allo sguardi di far breccia […] Forse settecento, forse ottocento, forse mille anni di ammaestramento del tempo.

Estratto 5
Quarto bosco
Quinta costellazione. Il Re dell’Abetone

La colonia di abeti bianchi dell’Abetone rappresenta uno dei cinque boschi da seme della regione Toscana, ossia viene ritenuta così importante da essere riserva nazionale […] Il Gigante della Foresta. E’ la dietro, ad alcune decine di metri, si solleva la vasta conifera, il maestoso. Si cela, a tratti, dietro alcuni faggi che però, al suo cospetto sono fuscelli. I primi rami spuntano a quindici metri circa di altezza, la base non è enorme, d’altro canto gli abeti non si espandono come le sequoie e i cedri […] Parlamento di ramificazioni scurissime da metà in su. Ai suoi piedi un secondo cartello con le misure ufficiali registrate nel 1988: altezza 42metri, circonferenza del tronco a petto d’uomo 463 cm, età circa duecentoquarant’anni […] Sono testimone del suo regno. Le ore trascorrono, la luce ruota e il suo frondare pare imperturbabile. La natura ama farsi ammirare.

Estratto 6
Quarto bosco
Sesta costellazione. I ficus di Reggio Calabria

Se c’è un albero che trionfa nelle città del Sud Italia è il Ficus macrophylla, il ficus magnolioide di importazione australiana. Domina giardini, parchi, piazze. Ammassi di radici scolpiti a terra, fisarmoniche di crescite e tronchi grigiastri, chiome verdissime, sempreverdi […] Li si può ammirare in tutta la loro prepotenza vegetale […] Visitare il filare di ficus di Reggio Calabria mi suscita qualcosa di distopico: alla costruzione delle abitazioni si contrappone questa curiosa selva in fila indiana, indisciplinata poiché composta da alberi “disordinanti”, incontenibili, a cui si contrappone, dalla parte opposta, il vuoto improvviso della costa tipica delle città del Sud, che sembra arretrare di giorno in giorno, come se gli umani avessero timore del mare e degli dèi che lo abitano […] Imponenti branche e lunghe radici tabulari scolpite. Una fila indiana che è tutta un monumento da preservare. Un incanto che respira col vento che agita le acque del golfo.

Estratto 7
Quarto bosco
Nona costellazione. L’antico popolo delle piante resilienti
La sequoia onoraria

Le case finivano e l’asfalto rotolava silenziosamente ai piedi di una colonna densa, una sfumatura di colore e fronde, un pennacchio che superava i 30, forse addirittura i 35 metri di altezza […] La chioma intatta, gonfia, che raggiunge terra, e la monumentalità della base piramidale mi hanno subito impressionato. Di certo una delle più belle sequoie che avessi mai veduto in Piemonte. […] Nel 2016 ricevo una lettera da Mimma Pallavicini, maestra-giardiniera, che mi invita a una manifestazione alla sua prima edizione […] Uno degli appuntamenti prevede il riconoscimento di cittadino onorario alla sequoia […] Mi recai a Vicoforte e fui emozionato nell’assistere alla cerimonia: il gonfalone del Comune, i ragazzi e i genitori con le macchine fotografiche, io nel mezzo, ma soprattutto la magistrale sequoia che diventava monumento riconosciuto, anzi, meglio ancora, eminente cittadino.

Estratto 8
Terzo Bosco
Castanodonti d’Italia
I grandi esemplari monumentali
Definizione di Castanodònte

Castanodónte – s. m. (pl. Castanodónti, dal lat. castanea, castagna), il termine designa esemplari di castagno dalle dimensioni ragguardevoli, plurisecolari e dalle forme irripetibili. Data l’età la circonferenza dei tronchi, alla misura standard di un metro e trenta da terra, è superiore ai sette e agli otto metri, superando eccezionalmente i dieci. Possono presentare caverne alla base, scavate dall’azione di carie o dalla negligenza dell’uomo. Possono essere riconosciuti fra i monumenti della natura, protetti per legge e da staccionate. Ve ne sono alcuni entro i quali i proprietari hanno ricavato sedute e luoghi per il riposo e l’accoglienza di conoscenti, come avviene al Castagno Miraglia nelle foreste del Casentino, a poca distanza dal monastero di Camaldoli, o all’Osteria del Bugeon, nel comune di Camugnano. I più grandi d’Europa si trovano sulle pendici dell’Etna e sono noti come Castagno dei Cento Cavalli e Castagno di Sant’Agata o della Nave, con un’età stimata superiore ai duemila anni.

Estratto 9
Terzo Bosco
Castanodonti d’Italia
Il Balech: il castagno che ha inghiottito uno spirito dispettoso

Subito dopo, a bordo strada, eccolo, il Balech. E’ quel che resta di un grande castagno. Circumnavigandolo, quel che più colpisce l’osservatore è la mole del piede, il disegno butteratissimo della corteccia basale, a piramide, fino alla definizione di quella che è stata la branca primaria, ora un moncone. Qui il presente è un tempo che si volge indietro, come fra i resti di una cattedrale normanna di cui resistono le mura perimetrali. In cima sbuffa una leggere corona di nuove fronde, giovani. Alcune fessure al colletto lasciano indovinare una cavità interna. Muschiature fitte […] Posando le mani sulla sua corteccia percepisco tepore, c’è un calore che transita dalla terra e mi attraversa con continuità. Non accade sempre, ci sono alberi che non sento.

Estratto 10
Primo bosco
Pochi semi sparsi rappresentano il primo passo di una foresta
Il boschese e l’immersione nell’Italia dei Patriarchi

C’è una grammatica che attende soltanto di essere parlata, una lingua che abbiamo dimenticato allontanandoci dal cuore selvatico della nostra immaginazione: qualcuno la chiama boschese, qualcuno la chiama naturalezza, qualcuno la chiama selvatichezza. Ma non importa il suono delle parole che adottiamo, conta piuttosto il nostro fare ritorno alla radice dell’esistenza, a quel posarsi d’una foglia al suolo, al levarsi del sole, ogni mattina, da dietro le montagne. Siamo parte di questo istinto al movimento, una dinamica senza senso, senza direzione, eppure un dono immenso.