Il molosso e altre raccolte

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Presentazione della poesia di Tiziano Fratus in compagnia di Giovanni Tesio e Darwin Pastorin

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IL MOLOSSO
POEMA POST-CONTEMPORANEO

Nelle culture greca e latina si citava la presenza di grossi cani da guadiania, denominati molossi, “cani che non mollano mai l’osso”. Quella specie si è estinta ma l’evoluzione guidata dai bisogni dell’uomo ha portato alla selezione di varietà, dette “molossoidi”, che comprendono cani di grandi dimensioni, forti e resistenti. Ne sono esempi il cane dei Pirenei, il San Bernardo, il cane corso, il mastino napoletano, il dogo, il rottweiler, l’alano, il bulldog.

Fratus ha sposato l’idea di un’anima che lotti con ogni forma di esistenza, declinando una scrittura poetica onnivora, capace di fare i conti coi desideri, la sessualità, la storia, la quotidianità, il ricordo, l’immaginazione, il dolore, le epifanie e molto altro ancora. Il Molosso è un poema diviso in due parti, Libro bianco e Libro nero, e composto di 52 canti o “bocche”, divise ciascuna in un numero variabile di scene o “picta”.

Singoli componmenti sono stati tradotti in diverse lingue: in portoghese per i volumi A inquisicao (Lisbona, 2006) e Ninguem sabe de nos (Mazza Edicoes, Belo Horizonte, 2011), per le rivista Tabacaria (Casa Fernando Pessoa, Lisbona, 2014) e Di Versos (Aquas Santas, 2008); in polacco per la rivista Studium (Cracovia, 2008); in slovacco per l’antologia Ars Poetica (Bratislava, 2005); in spagnolo per Viaggio in Italia. Ocho poetas italianos contemporaneos (Sigamos inamoradas, Buenos Aires, 2009); in francese per l’antologia Poemes chuchotes sur la berge du Po (coedizione Edizioni Le Ricerche / Edizioni Torin Poesia, Lugano, 2008) e la rivista Les Citadelles (Parigi, numero annuale unico, edizioni 2008, 2009 e 2010); alfine in inglese per le riviste Gradiva (New York, 2010), Ping Pong (Henry Miller Library, Big Sur, 2010), Los Angeles Review (Los Angeles, 2010), Poety International (The San Diego State University Press, San Diego, 2011), e le antologie Creaturing (Marick Press, Detroit, 2010) e Double Skin (Ethos Books, Singapore, 2009).

Lisbona, Libritalia – Poeti italiani tradotti in portoghese e pubblicati nella rivista DiVersos

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IL MOLOSSO
(poema d’un’anima) di Tiziano Fratus
I° ed.: Roma – Editoria & Spettacolo, 2005
II° ed.: Torino – Edizioni Torino Poesia, 2007
III° ed.: Torino – Manifattura Torino Poesia, 2010
Tutte le edizioni sono esaurite

«Il molosso di Tiziano Fratus rappresenta un momento importante nella nuova poesia italiana, un momento di svolta e insieme di ritorno» Roberto Mussapi

«Leggo (o rileggo) Il Molosso con molta ammirazione per la ricchezza di invenzioni e descrizioni e visioni e per il ritmo originalissimo al tempo stesso ampio e armonioso» Giorgio Bàrberi Squarotti

«Tutto il libro è un unico poema, dai confini evanescenti e dalla tematica esplosa e moltiplicata, come un frattale in espansione. Fratus sviluppa un concetto di poesia che è metafora della barriera corallina: un immenso piedistallo che vive e che sostiene la materia inerte della realtà, la scena del mondo, l’isola, su cui si consuma la storia. Autore onnivoro e osservatore instancabile, è l’esempio più ossessivo di flaneur della poesia italiana contemporanea […] Stordisce con il caleidoscopio delle combinazioni e degli agganci; moltiplica la profondità e l’estensione dell’intreccio, il lettore è avvolto da un mare sempre più spesso e più vasto; ci si sente cetacei, cautelati dalla mole immensa del corpo scritturale, ci si nutre di pagine spostandosi in avanti e indietro, in alto e in basso. Splendida realizzazione di poesia denotativa e decorativa: un’immensa campitura degli spazi mentali e della realtà […] Fratus è un fluviale cantore di poesia cosmica, usa la scrittura come atto di rivolta, è un insubordinato, fa uno specchio della realtà che uccide la realtà in cui tutti credono di galleggiare, compie a bigger splash, una spruzzata massima che nasconde il tuffatore che si inabissa nella piscina, come dipinge David Hockney nel suo quadro, come scrive Fratus nei suoi picta. L’esperienza di drammaturgo è fondamentale: tutta la poesia di Fratus è una teatralizzazione della poesia di Fratus» Sandro Gros-Pietro – Vernice

«Un monologo interiore straordinariamente fitto e assiepato di cose […] Spezzata la spina dorsale del Canone novecentesco, quello che rimane è una narratività diffusa al grado zero, una poesia del grado zero, ovvero, il grado zero della poesia. Libro-supermarket […] Indica la misura del non-ritorno, il limite estremo oltre il quale non c’è più il mare aperto, non c’è più nulla, non c’è più nulla da dire e da esperire» Giorgio Linguaglossa – Polimnia

«Straordinario!» Fabiano Alborghetti – L’attenzione

«Poema di un Whitman italiano, fluviale, navigabile a tratti con fatica. Tutt’altro che “poetese” e ombelicale, poema dell’anima sociale e della storia» Franz Krauspenhaar

«Monologhi, intarsi vocali, poemi teatrali, poesie e oralità. In versi lunghi e lunghissimi si muovono i “canti” con cui Tiziano Fratus […] poundianamente sottotitola il ciclo poetico composto tra il 2000 ed il 2005, Il Molosso […] Naturalmente oralità e voce non sono la stessa cosa. L’oralità veicola il linguaggio, mentre la voce è prima suono che articolazione linguistica: incarna una “potenza esistenziale”, una volontà corporea di esistere, farsi presenza prima ancora che la parola venga sillabata e prenda nome […] Onnivora e potenzialmente infinita, la poesia di Tiziano Fratus emoziona per la sua capacità di incorporare i più diversi frammenti di vita nell’aperta cangiante plurima ossessione di un dire fluviale» Giovanni Tesio – TuttoLibri

«Questo libro stupisce per la misura del verso. Di primo acchito, sfogliando queste pagine, si rimane sorpresi proprio dall’abbondanza, dalla mole – è proprio il caso di dirlo – di queste poesie. Leggendo, poi, si rimane ancora più sorpresi. Ci si trova di fronte a un’opera “onnivora, determinata a ingoiare il mondo intero” […] C’è il tentativo di stare vicino alle cose, possibilmente in aderenza alla realtà degli sfortunati, dei perdenti, in maniera teatrale e narrante a volte, liricamente in altre […] Una poesia come questa, così debordante, così fuori dalla tradizione, per reggere deve avere la profondità di una lirica diretta, ma allo stesso tempo fluttuante, melliflua, oppure una fortissima capacità narrativa, veramente attaccata al presente, ai cambiamenti […] Uno scatto di vitalità, quello di sesta ferita, che fa parte della raccolta lumina. Qui troviamo un’immagine, c’è del pathos e anche un bel gioco linguistico: “…il rubinetto che perde la goccia / la radio che trasmette la santa messa / e dire che i nonni sapevano pregare in latino / ma l’italiano lo sgrammaticavano tutto”» Alex Caselli – Annuario Poesia 2006, Castelvecchi

«Mi è capitato tra le mani un bel libro di canti, come precisa la copertina: Il molosso, edito da Editoria & Spettacolo di Roma. Bello davvero […] Il libro di “canti” trasuda teatro e i frammenti teatrali parlano la lingua poetica in un felice meccanismo a intarsio che guida e lascia libero il lettore/attore che si avvicina a Il Molosso. Quello che segnala la forza autentica della raccolta è la sua intrinseca ricomponibilità, la sua funzione aperta al lettore comune e all’esperto, così come alla persona in veste di attore della vita reale e all’attore professionista […] Ubertoso, visionario, vertiginoso, apertamente politico e onnivoro, lo scrivere di Fratus può essere definito e ridefinito in modi spesso congrui, nella sua lucida nitidezza, nella sua evocazione incessante, energetica e consapevole. Da leggere alla ricerca di una verità che è nella vita vissuta, osservazione, meditata, aborrita e sperata» (Corriere dell’Arte)

«Interessante serata di poesia al Museo delle Genti di Pescara con Tiziano Fratus. Autore tutto da scoprire, è riuscito negli ultimi anni a creare una grande interesse intorno alle sue opere […] All’autore piace esplorare soprattutto attraverso gli occhi di un essere vivente (umano, vegetale, ecc) il mondo circostante entrandoci dentro. Non a caso lui stesso ha definito la sua una “poesia delle anatomie”, visto che, ad esempio, nella sua nuova raccolta le bocche vengono proposte le bocche in ogni loro aspetto (quando mangiano o sorridono o sono in silenzio…), tendendo dunque a dare un aspetto “materiale” e non astratto. E’ bella la definizione che lui dà di se stesso come poeta paragonandosi ad uno scalpello che pensa di poter lavorare come un pittore o uno scultore, credendo sicuramente nella poesia come forma di scrittura da mettere alla pari con altre e da non sminuire come importanza anche di fronte ad arti quali il cinema, il teatro o la musica» Piero Vittoria – La Cronaca d’Abruzzo

«Torino, ai nostri giorni, in versi. E’ un poema della vertigine del limite fisico e mentale, l’inquisizione di Tiziano Fratus (una giovane scoperta, nel panorama poetico subalpino ancora asfittico), che si fa ricerca intransigente e severa della Verità» Tiziana Catenazzo – La Repubblica

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ALTRE RACCOLTE

Fra le diverse raccolte che hanno dato corpo alla prima produzione lirica di Tiziano Fratus ne ricordiamo quattro: due in formato cartaceo, Poesie luterane e Gli scorpioni delle Langhe, edite da editori indipendenti,e due in formato digitale, Un quaderno di radici e Vergine dei nidi, pubblicate nella collana Zoom Poesia di Giangiacomo Feltrinelli editore. A queste si aggiunge un volume di interviste a ventidue voci della poesia che innervano la cultura della regione Piemonte, Il mulo è scettico per natura.

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Gli scorpioni delle Langhe, copertinaGLI SCORPIONI DELLE LANGHE
Prefazione di Giovanni Tesio 
Editore: La vita felice (Milano, 2012)
Il volume è stato finalista al Premio Lorenzo Montano 2013
ISBN – 9788877994707 | 136 pp. | Prezzo: 13,00 €

Chi apre questo libro rischia grosso
dalle dita dei piedi potrebbero spuntare radici
e dalle mani fronde di carpino o corbezzolo

«Da quali insondabili delicatezze derivano questi versi che Tiziano Fratus distilla! Venuti alla luce attraverso una decantazione favorita dalla capacità di essere in dialogo con la natura, di ascoltarne le voci e i modi, di imparare tramite la sua lezione una modalità di essere al mondo» Rosa Pierno, «Carte nel vento» (Anterem Edizioni, Verona)

Dalla prefazione di Giovanni Tesio: «Qualcosa nel mondo poetico di Tiziano Fratus è cambiato […] A stupire nel “secondo” Fratus è – insieme con un rasoterra che va in cerca quasi di un’esibita atonalità, l’associata esigenza di un dire trasparente, che non cerca più gli incroci spericolati della congerie […] si è fatto domestico e ha fatto respirare anche le parole di quella che chiama “poesia ambientale” […] Fratus imbarca orienti e occidenti in un atlante espanso di geografie emozionali o emotive. E va in cerca di sé dentro quel respiro planetario, cui si richiama la “terra madre” […] Tutto questo si traduce in una sorta di apertura infinita, di fraternità o fratellanza dichiarata […] Poesia come “umanità in cerca di un abbraccio”. Nell’età delle passioni tristi, e dell’incapacità di amare (…), la voce della poesia continua – attraverso Fratus – a proporci le emozioni più robuste e vitali […] Il nuovo libro, che in parte attinge al passato e più robustamente coniuga il presente (denota) un tratto fortemente visivo e a volte visionario: come se tutto si traducesse in una vista talmente acuta da trasformarsi in visione. […] Un secondo tratto, più narrativo: ossia la buona disposizione a raccontare le storie (personaggi, incontri, situazioni che da quella visività affiorano). Un terzo tratto – stilistico – di forte vigilanza e di grande controllo espressivo. E ovunque una disposizione non già all’emozione dichiarata ma piuttosto all’immagine che la dice, all’incontro che la sviluppa, al dialogo che la suggerisce, al tu che l’accoglie.»

>>> Scheda libro sul sito dell’editore

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Poesie luterane, in vendita su Libreria Universitaria

POESIE LUTERANE
Editore: Edizioni Kolibris – 2011
Collana: Chiara – Poesia Italiana Contemporanea

(Da un libro impolverato
le alci di Snyder dicono:
Si può ancora vivere,
senza diritto alla menzogna)

Dalla nota critica di Chiara De Luca: «Ci affida la stesura del suo “romanzo di uomo solo e senza lingua”, ovvero provvisto di una “lingua fuori mercato”, e dunque non vendibile, non barattabile, una lingua nuda, scabra come la corteccia del proprio cuore, una lingua piegata come le radici nodose della propria anima, affondate nella terra per produrre ossigeno, respiro»

>>> Scheda libro sul sito dell’editore
>>> Acquista il volume su Ibs.it

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UN QUADERNO DI RADICI
Poesie dallo Studio fiammingo
Editore: Feltrinelli –  Collana: Zoom Poesia
€ 3.99 – Isbn 9788858853832

Un quaderno di radici offre al lettore un’ampia scansione di temi e composizioni. Poesie dedicate alle grandi figure mancanti nell’esistenza dell’autore, la madre e il padre, ma anche poesie dedicate agli amati alberi e alle foreste, all’officina quotidiana della scrittura, scamiciando le forme più diverse: il poemetto, gli aiku, la poesia vernacolare cucita in un dialetto di matrice lombarda con inserti piemontesi e liguri, una koinè radicale che avvicina il suono della parola e riecheggia il pensiero di asperità tipiche delle terre contadine. Camminamenti fra nebbie e montagne, a caccia delle parole esatte con cui tratteggiare ricordi, proiezioni, miraggi, gatti invisibili e concerti di corvi, fino a quei luoghi che le parole sanno inaugurare e dove, fino a pochi niente prima, non esisteva mondo.

«Forse il più legato al concetto di paesaggio tra i poeti italiani […] Quello di «radice» è per lui un concetto essenziale, primario, da cui ripartire ogni volta, ma a patto di riconoscere che questo non deve coincidere con un unico punto fermo, quanto rispondere a una visione plurima e sfaccettata del mondo che si osserva e si crea. Questa mobilità di sguardo è evidente nei suoi versi, nei piccoli effetti di straniamento che provocano in chi legge, nei passaggi repentini. L’uomo che guarda è un soggetto che in realtà non esiste più» Roberto Deidier – Ailanto

«Fratus per quella che chiama la sua “poesia ambientale” è l’erede di una tradizione di Waldgänger [coloro che passano al bosco]; Passare al bosco: – scrive Ernst Jünger – dietro questa espressione non si nasconde un idillio. Il lettore si prepari piuttosto a un’escursione perigliosa, non solo fuori dai sentieri tracciati, ma oltre gli stessi confini della meditazione. Se c’è un luogo filosofico, d’altra parte, è il bosco, con i suoi Sentieri interrotti, le Radure, i suoi Claros de bosque… e via di metafore. Come il filosofo e il poeta sa abitare la “grande, intima solitudine” necessaria a ogni scrittura. Una poesia fortemente visiva, anzi: visionaria. Scrivere poesia. Per me è come scattare una fotografia e inciderci dentro alcune parole mentre l’uso del dialetto – una koinè che ibrida il ligure, il bergamasco, il piemontese – nasce dalla nostalgia di una lingua materica, non “scritta”. Di più: nel suo essere Vernacolo c’è anche il no di chi “passa al bosco”, la differenza tra la cultura delle “truppe” intellettuali di città, e la rude dimensione provinciale, appunto vernacolare, che domina il paese fuori delle città… Si passa al bosco per prendersi cura del mondo, perché i suoi maggiori problemi nascono dalla «differenza tra come agisce la natura ed il modo in cui pensano gli uomini”, per prendersi cura delle parole, come d’un sempreverde. E chi passa al bosco qualche volta torna, per in-segnare quello che impara» Lorella Barlaam – Libri sconfinati

«La verità è che non può rinunciare a scrivere poesia, tanto più in questi anni che fa il cercatore d’alberi, bellissima professione, per di più retribuita. Ed è proprio in sintonia con essa che presenta alcune sue poesie creaturali, come lui stesso le ha definite. Hanno il sapore di un certo qual francescano aggiornato e inventivo, che vuol dire essere in prima persona un pellicano che parla di sé, un elefantista che lancia, per empatia, un barrito selvatico, ritenendolo il miglior modo per iniziare la giornata”; oppure un libro-giardino in cui il lettore per osmosi lascia di sé “qualche ciglia / un pezzetto di naso e striscia di lingua”» Beppe Mariano – Mosaico Italiano

«La poesia di Tiziano Fratus penetra il dettato irregolare di realtà e immaginazione […] L’autore, percorrendo paesaggi alla ricerca di alberi secolari, percorre se stesso […] Quella di Fratus è poetica della “compostezza”, sempre desta» Grazia Calanna – La Sicilia

«La poesia di Fratus si incammina tra la gente con occhi e orecchi alchemici, scientifici capaci di mostrare al lettore più realtà ed esistenze sensibili utilizzando saggezza ed essenziale concentrazione. L’autore si fa carico di accostare il paese/terra e l’uomo/società all’ebbrezza struggente del brivido etico che caratterizza un lavoro poetico coltissimo e puntigliosamente in progress» Rita Pacilio – La Vita Felice

«Fratus “homo radix” è sorprendente nell’uso della parola come degli occhi e del fiuto che ha usato per scovare lungo tutta l’italia gli oltre cento alberi secolari da proteggere e far conoscere. In “Un quaderno di radici” protegge anche la poesia e ne ha cura proprio come di una cosa viva, sempreverde» Simone Di Biasio – Libero De Libero

Acquista la raccolta a € 3.99 su iTunes, Bookrepublik, La Feltrinelli, Ibs e tutte le piattaforme di editoria digitale
>>> Scheda opera nel catalogo Feltrinelli
>>> Un quaderno di radici in Nuovi Argomenti
>>> Videoclip – Autoritratto invernale (0.35 min.)
>>> Videoclip – Conversazioni col vento di sud-est (1.17 min.)
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VERGINE DEI NIDI
Poesie creaturali
Editore: Feltrinelli –  Collana: Zoom Poesia
€ 3.99 – Isbn 9788858854969

«Siamo noi i prossimi animali che avranno le ali»

Chi apre questo libro rischia grosso:
dai piedi potrebbero spuntare radici,
dalle mani fronde di carpino o corbezzolo.
Potrebbe incontrare se stesso, in un sogno,
o svegliarsi con l’obbligo di discernere
fra opportunità e verità, a proprio svantaggio.

Cosa esiste di più fragile di un nido, fatto di sputo, di saliva, di rigurgito, di scarti del bosco, ramoscelli, e foglie e gemme e piume, più leggero del vento stesso, ma capace di accogliere la vita, la vita che aspetta di iniziare, la vita che volge e si riavvolge. Vergine dei nidi è la nuova raccolta di poesie di Tiziano Fratus.

Acquista la raccolta a € 3.99 su iTunes, Bookrepublik, La Feltrinelli, Ibs e tutte le piattaforme di editoria digitale
>>> Vergine dei nidi nel catalogo di Feltrinelli
>>> Vergine dei nidi in Interno Poesia
>>> Vergine dei nidi nel blog Poesia della Rai
>>> Vergine dei nidi – Intervista a Zest Letteratura

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ilmuloscettico_cover_reduxIL MULO E’ SCETTICO PER NATURA
Conversazioni con poeti che abitano il Piemonte
Volume a cura di Brunella Pelizza e Tiziano Fratus
Editore: Manifattura Torino Poesia (Torino, 2010)
ISBN – 9788875472245 | 302 pp. | Prezzo: 16,00 €

In Piemonte è in atto un vero e proprio “rinascimento della poesia”. Riviste, case editrici, festival, poeti attivi da lungo tempo, lingue e dialetti, nuove leve che già si sono affermate in Italia e all’estero. Ma cosa pensano i poeti? Quali sono e dove affondano le loro radici? Come si è formata la loro lingua? Esiste un rapporto fra i luoghi in cui vivono e ciò che scrivono?

Ventidue conversazioni con Annamaria Balossini, Roberto Bertoldo, Remigio Bertolino, Silvia Caratti, GianPiero Casagrande, Valentina Diana, Nicola Duberti, Mauro Ferrari, Aldo Ferraris, Tiziano Fratus, Eliana Deborah Langiu, Giorgio Luzzi, Gianni Marchetti, Beppe Mariano, Carlo Molinaro, Sandro Montalto, Dario Pasero, Brunella Pelizza, Susanna Piano, Valeria Rossella, Claudio Salvagno, Elisa Tomatis Revelli.

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