Joyce Kilmer: il poeta degli alberi

 

Traduzione di una delle poesie più popolari del Novecento statunitense

In Italia non lo conosciamo, non viene riportato nelle antologie dedicate alla poesia Americana, “nuova” ad ogni generazione che le si accosta. Alfred Joyce Kilmer nacque nel 1886 a Brunswick, nel New Jersey, studiò al Rutgers College e alla Columbia University, collaborò con il New York Times Sunday Magazine, pubblicò tre raccolte di poesie fra il 1911 ed il 1917, anno nel quale curò anche l’antologia Dreams and Images. An anthology of Catholic Poets. La fama esplose nel 1913, anno in cui vide pubblicata, nel numero di agosto della celebre rivista Poetry, la poesia che ancora oggi viene letta e studiata a scuola, Trees, ovvero Alberi. Questa poesia è stata composta il giorno 2 febbraio, nella sua abitazione a Mahwah. La poesia viene pubblicata in volume l’anno seguente a New York, settantacinque pagine e trentuno liriche dal titolo Trees and other Poems. Dopo la morte della figlia Rose a causa della poliomelite partì per la guerra, fu spedito in Francia dove fu ucciso il 30 luglio 1918, vicino al fiume Ourcq e il villaggio di Seringes. La fama della sua poesia crebbe e anche la stima da parte dei reduci di guerra, che decisero nel 1936 di dedicargli una foresta nel Nord Carolina, la Joyce Kilmer Memorial Forest, amministrata dall’United States Forest Service. La foresta abbraccia tremilaottocento acri di terra, lungo gli Appalachi, nella Nantahala Nationla Forest, conte di Graham; nel 1975 la promulgazione del National Wilderness Act portò alla costituzione del Joyce Kilmer-Slickrock Wilderness, con un’estensione di oltre diciassettemila acri di boschi. Nella Foresta esiste una placca commemorativa dedicata a Kilmer, incastonata in una roccia. L’area naturalistica ospita esemplari plurisecolari, con alberi di almeno quattrocento anni, come riporta la guida forestale Marv Lauritsen nel suo Ageless Giants: A 400 Year History of Joyce Kilmer Memorial Forest. Fra gli alberi ospiti: Liriodendron tulipifera, Tsuga canadensis, Betula lenta, Castanea dentata (nativo del nord America, molto simile a quella europea, Castanea sativa, ma con foglie più acuminate e altezza fino ai quaranta metri), Tilia americana (che chiamano Basswood), Fagus grandifolia (o American Beech). Vari luoghi negli Stati Uniti sono intitolati oggi al poeta, fra cui un olmo americano a Central Park, vicino a Central drive, la strada pedonabile che attraversa il grande polmone verde di Manhattan.

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Alberi

Credo che non vedrò mai
una poesia adorabile quanto un albero.

Un albero la cui bocca affamata sia puntata
contro il seno dolce e crescente della terra;

un albero che guardi a Dio tutto il giorno,
ed elevi le sue braccia foliari in preghiera;

un albero che possa indossare in estate
un nido di pettirossi fra i suoi capelli;

sulla cui superficie la neve venga deposta;
che respiri manifestamente insieme alla pioggia.

Le poesie sono cucite dai pazzi come me,
ma soltanto Dio può creare un albero.

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Trees

I think that I shall never see
A poem lovely as a tree.

A tree whose hungry mouth is prest
Against the sweet earth’s flowing breast;

A tree that looks at God all day,
And lifts her leafy arms to pray;

A tree that may in summer wear
A nest of robins in her hair;

Upon whose bosom snow has lain;
Who intimately lives with rain.

Poems are made by fools like me,
But only God can make a tree.

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Nota – Secondo alcuni studiosi Kilmer scrisse questa poesia pensando ad un albero in particolare; l’albero più accreditato sarebbe una quercia bianca (Quercus alba) che cresceva nel campus del Cook College, a Rutgers, New Brunswick; l’albero, che si pensava avesse raggiunto l’età di trecento anni, è stato abbattuto nel 1963 e i resti sono conservati alla Rutgers University. Kenton Kilmer, il figlio del poeta, sostiene, contrariamente, che questa poesia non si riferisca ad alcun albero in particolare.

[Prima traduzione martedì 24 gennaio 2012; ultimo aggiornamento domenica 22 marzo 2020].

2 risposte a "Joyce Kilmer: il poeta degli alberi"

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