Due splendidi esemplari nel comune di Sasso Marconi
Una bella sorpresa mi aspettava nel borgo di Colle Ameno. Sapevo della presenza di un parco intorno al vecchio borgo di Colle Ameno, frazione di Sasso Marconi e pochi passi dalla villa del celebre inventore. La parte anteriore del parco, oltre le mura, è caratterizzata da un patrimonio relativamente giovane, innestato probabilmente a inizio Novecento. Cedri, tigli, ippocastani, querce e poco altro. Un laghetto visitato da aironi. La grande sorpresa si trova dalla parte opposta, prossima alla cappella della famiglia che qui venne a insediarsi a inizio Seicento, quando venne eretta Palazzina Davia. Nel corso del Settecento il marchese Filippo Carlo Ghisilieri fa costruire il borgo quale residenza estiva ma al contempo luogo di eventi e cultura. Ne trovo poi notizia su un sito della provincia di Bologna che aggunge: “Trovarono inoltre qui sede inoltre l’Accademia letteraria dei Vari, una biblioteca, un gabinetto di fisica e di scienze naturali, un piccolo museo archeologico, un teatro ed un collegio di istruzione per ragazzi di modesta condizione”. Il borgo mantiene l’atmosfera antica di luogo fatto a dimensione d’uomo. Il comune di Sasso Marconi è impegnato in un lungo lavoro di restauro e riqualificazione.
Come dicevo accanto alla cappella si trovano due splendidi esemplari di tasso, la cartina che mi è stata consegnata dal comune recita che si tratta di Taxus cuspidata, una specie di origine giapponese. Le guide del posto mi dicono che gli alberi sono qui dalla prima metà del Seicento, quando venne inaugurato l’edificio signorile, con tanto di cappella barocca. Era infatti consuetudine in Italia come in altri paesi d’Europa, dalla Francia all’Inghilterra, dalla Germania alla Scozia, mettere a dimora alberi della morte, così erano chiamati i tassi, vicino agli edifici religiosi.
I due tassi appaiono come una chioma di trenta metri di diametro, non altissima come è scontato per questa specie, dodici, forse tredici metri al massimo di altezza. Penetrando sotto le chiome ci si ritrova dentro il piccolo bosco sostenuto dalle lunghissime branche dei tassi, scurissime, credo soprattutto a causa della pioggia che in questi giorni ha impregnato la sezione esterna delle cortecce. Dalla base i due tassi si aprono in diverse branche che si sono allungate, anche per oltre dieci metri. L’esemplare alla mia destra presenta una branca appoggiata ad una pila, ma è più piccolo, mentre l’esemplare di sinistra ostenta un tronco massiccio che si apre in tre branche principali. Misuro quest’ultimo a una spanna da terra, nel punto più stretto: 320 cm. Se la classica proporzione di crescita del tasso qui è rispettata, ovvero un metro di circonferenza per ogni secolo, questi due esemplari hanno un’età prossima ai tre secoli, tre secoli e mezzo. Non sono sicuro si tratti di cuspidata, anche perchè le prime piante importate in Europa dal Giappone risalgono ai primi anni del Seicento, fra i quali il Ginkgo biloba, approdando però in Italia a metà Settecento. La specie di appartenza di questi due signori monumentali è da approfondire.








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