Meditazione della neve

A PROPOSITO DEL MEDITARE NEL CUORE DELL’INVERNO

Far nevicare. Spesso la mattina mi alzo vinto da pensieri molto pesanti. Angoscia, senso di colpa, inadeguatezza, furia, autocommiserazione. Per anni ho creduto che fosse il sintomo di un destino non variabile, un modo insomma per dirsi: ok, non sei all’altezza, dacci un taglio. Ma un taglio a che cosa? Alla vita che ti sei scelto? Ai rapporti col prossimo? A addirittura a tutto quanto? Col tempo, con l’esperienza, col confronto, e grazie alla pratica continuativa della meditazione, mi sono reso conto che il dolore, la fatica, la fame, in tutte le varianti possibili, sono parte di quel che sono. Sono l’umano che sono. Essi abitano il corpo che sono, essi abitano la mente che sono. Certo, i libri che andavo leggendo lo ripetono continuamente eppure quanto è diverso “ragionare” una verità attraverso la macina dell’esperienza, raggiungerne la consapevolezza rispetto al solo “saperlo”. Molti aspetti maturano, non si possono semplicemente trasmettere. E dunque bisogna imparare a “farsi nevicare dentro”, per poi condividere le sensazioni di leggerezza, solarità, pienezza che si alternano, che si consolidano ed emergono dopo che la tempesta si è esaurita. Mi sovviene il discorso che faceva Jiddu Krishnamurti (in Meditazione, Astrolabio Ubaldini): egli sosteneva che anche la pace e la serenità sono condizioni provvisorie, sono finzione, situazioni di stasi destinate a non perdurare. Perché è oltre il bene e il male che esiste una condizione di pace, è oltre lo schermo addomesticato che ci imponiamo come obiettivo. Non si medita, non soltanto almeno, per raggiungere la placidità, la serenità, ma per andare ben oltre, laddove non c’è bisogno più di niente. Nemmeno della calma. Dell’astensione. Dell’imperturbabilità.Il risveglio, l’illuminazione è questo andare oltre. Non ci sono mai stato, ma credo sia un motore, un’attrazione, un polo dinamico che operi nascostamente. D’altronde Eraclito da Efeso recitava, già ai suoi tempi: «La natura ama nascondersi.»

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