Ermanno Olmi

UN RICORDO ED UNA LETTERA

Ho letto i tanti messaggi di cordoglio ad una grande anima del nostro tempo che non c’è più: Ermanno Olmi. L’albero degli zoccoli ha incarnato perfettamente le radici dei Fratus e dei miei avi, che sono lì dentro, con le mani nella terra e la fede in un Cristo della fatica. Quando lo rivedo, e lo riascolto, incontro gli sguardi di mia nonna, le parole di mia zia, gli zigomi affilati dei miei più remoti parenti. Ma poi ci sono stati anche i Cento chiodi ed Il mestiere delle armi, che da adulto mi hanno fatto a lungo pensare, furiosamente pensare, e anche oggi quegli echi si rimescolano dentro. Lo incontrai una sola volta, in terra biellese, ma fu soltanto uno scambio di saluti. Poco prima invece mi aveva scritto, di suo pugno, questa lettera, dopo aver letto uno dei miei primi libri in prosa, Homo Radix. E’ una lettera, l’unica, che tengo incorniciata. Una piccola cosa, che vuoi che sia, però… sono radici, legami, che si sospendono fra mondi distanti che sembrano così remoti da non potersi toccare. E invece, talvolta… sanno accarezzarsi.

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