Che cos’è l’opera

POESIA, SCRITTURA, PERCORSI

Dopo anni di scrittura solitaria la poesia era un campo che ritenevo puramente didattico, un mettersi alla prova come il camminare, l’allenarsi, il meditare, lo sperimentare in senso lato. Poi sono arrivati i festival all’estero, grazie alla piattaforma Versopolis, che mi hanno riportato, mi hanno “obbligato” a riprendere un confronto che mi pareva oramai sigillato, spento. E quel poeta che abitava lì dentro, una luce fioca, avvolta dalla nebbia, ha ricominciato a nutrirsi, a modificarsi, a concrescere. Anche a irrigidirsi e a negarsi, ma poi alla fine aprirsi è meglio che chiudersi, abbandonarsi è meglio che escludersi e iniziare, come in molti, a nutrire sentimenti pessimi, negativi, aridi. Ostili. No no, ritornare agli uomini e alle donne, anche se sono imperfetti poichè anche tu, caro mio, lo sei e quanto.
Quest’anno mi sono poi imposto di “consegnare le poesie” al cuore delle persone, grazie a questa meditazione verbale che ho intitolato Domus respirandi e che vedrà una ultreriore tappa il 20 ottobre a Monza, grazie alla Casa della Poesia: tre sedie, due ospiti, una scelta, una voce e uno sguardo fisso da cui non è possibile distrarsi. Impegnativo per me e impegnativo per gli ospiti. Ma è andata bene, era quel di cui avevo bisogno per mettermi alla prova senza se e senza ma, come si dice oggi.
E così, dopo anni di lavoro, dopo anni di rimescolamenti, dopo anni di salti e rammendi, anche la poesia ritornerà ad essere fuoco vivo, carne, occhi e voce. Un’opera ne è nata, si intitola Le inconsolabili, abbraccia una scelta di composizioni da Poesie creaturali, antichi poemi rimodulati, e nuovi getti. Certo mancano ancora l’editore e la forma fisica, il veicolo cartografico grazie al quale anche la poesia matura e si offre, ma arriveranno. Sicché fra qualche mese riprenderemo anche questo sentiero.