Un seme in una scatola di terra

ESTRATTO DA °IL LIBRO DELLE FORESTE SCOLPITE°

«Un tempo agli esuli russi si regalava una scatola di terra. Le spedivano per posta ordinaria. Nessuno avrebbe trovato da eccepire a qualche pugno di terra sfarinata in una scatola. Fuggendo gli esuli si aggrappavano alle lettere, alle fotografie, ai pochi vestiti necessari, forse ad una foglia o ad un fiore schiacciati nelle pagine d’un libro. Ad un’icona dorata. Nessuno pensava alla terra. La semplice terra che si calpestava ogni giorno, la stessa terra che si vedeva fiatare d’inverno sotto la neve o dalla quale spuntavano le primule. Terra scura come la notte e profumata come un meleto in autunno, nel mese del raccolto. Su quella terra da comò si posava un seme, lo si spingeva a fondo con l’indice, giù. Poteva essere un seme d’acero, di melo, una ghianda di quercia o un pezzo di patata. Se non lo innaffiavi troppo spesso c’erano discrete possibilità di veder spuntare la vita, in quella manciata di terra buia come la solitudine che gli esuli e i profughi allevano quotidianamente.»

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https://www.lafeltrinelli.it/libri/tiziano-fratus/libro-foreste-scolpite/9788858119389
https://www.ibs.it/libro-delle-foreste-scolpite-in-libro-tiziano-fratus/e/9788858132852