Boscomatto

Oggi su Il Manifesto / L’ExtraTerrestre

°A proposito di Boscomatto e altri romanzi agresti°

… Esiste però una nuova genia di opere, che evitano il panorama catastrofico o metropolitano-fantascientifico, per ambientare storie e personaggi spesso assai bislacchi nelle terre marginali, in quei villaggi e vallate rurali, remoti, dove gli umani presentano qualcosa di arcaico, hanno sguardi da lupo, convivono con usanze medioevali, e paiono governare un senso di giustizia ben diverso dal nostro. Non è un genere codificato, dichiarato, è una sorta di indecisa forma di Neoespressionismo, o Neogotico agreste. Penso ad esempio a L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio, a La ragazza selvaggia e a La metà del bosco di Laura Pugno, all’epica glaciale de La voce degli uomini freddi di Mauro Corona, o alle stranezze del piccolo mondo antico di Tamangur di Leta Semadeni. Dall’Ungheria arriva, per i tipi de Il Saggiatore, l’ultimo romanzo di Adam Bodor, classe 1936: Verhovina Madarai in originale, Boscomatto. Variazione sulla fine dei giorni nella traduzione di Mariarosaria Sciglitano…