Tre parole al Corriere della Sera

IN VIAGGIO CON GIONA DELLE SEQUOIE

Intervista al Corriere della Sera
Nuovi libri e domenica alla Fiera dei Librai di Bergamo
 
DS Che bilancio puoi trarre da questo intenso decennio che ti ha affermato come poeta della natura?
 
TF Vent’anni sono passati e sembrano un’impercettibile increspatura sulla superficie dell’acqua. Cosa lasciamo dietro di noi? Poco o niente. Scriviamo, elaboriamo, cogitiamo, speculiamo: attraversiamo il mondo e ci innamoriamo costantemente. E alla fine, se ci voltiamo, cosa vediamo? Ogni tanto bisogna fare i conti anche con l’altro io che abbiamo dentro, che invece ci inorgoglisce, ci dispera, ci incita, ci esagita. I due poli che ci alimentano, i nostri yin e yang portatili. Ma preferisco non fare alcun bilancio: vorrei pensarmi sempre al primo passo. La poesia te lo impartisce: invece di imparare si disimpara.