L’ultima istruzione del Budda

UNA POESIA BUDDISTA DI MARY OLIVER

Da House of Light / Casa di luce (1990)
L’ultima istruzione del Budda

«Fate di voi stessi una luce»,
questo disse il Budda,
prima di morire.
Ci penso ogni mattina
mentre l’oriente inizia
a strappare via le molte nuvole
dell’oscurità, a imitare il primo
segnale – un ventaglio bianco
striato di rosa e di viola,
perfino di verde.
Un uomo vecchio, si sdraia
tra due alberi di sal,
potrebbe aggiungere qualcosa,
sapendo che è giunta la sua ultima ora.
La luce arde verso l’alto,
s’ingrossa e si fissa sopra i campi.
Intorno a lui, i paesani si sono riuniti
e sono tesi, in avanti, ad ascoltare.
Ancora prima lo stesso sole
si sospende, disunito, nell’aria blu,
sono commossa, intimamente,
dai suoi oceani di onde gialle.
Nessun dubbio che stia pensando al tutto
che è capitato durante la sua vita complicata.
E dunque sento il sole
che risplende sopra le colline,
come milioni di fiori in fiamme –
evidentemente non è richiesto,
tuttavia sento me stessa mutare
in qualcosa di inesplicabile valore.
Lentamente, sotto i rami,
ha alzato la testa.
Ha scrutato nei volti di quella folla esterrefatta.

Nota: l’ albero di sal (Shorea robusta) è una magnoliofita. Secondo la tradizione, Siddarta Gautama Budda (566-486 a. C.) venne partorito in un giardino di Lumbini, in Nepal, sua madre, mettendolo al mondo, si teneva ad un albero di sal; ancora più importante, il Budda morì disteso fra due alberi di sal.

[Traduzione di Tiziano Fratus, giovedì 23 gennaio 2020.]

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