Il suono dei torrenti vallivi

TRADUZIONE DI UN CLASSICO DI  CIRCA MILLE ANNI FA

Su Shi o Su Shih o Su Dongpo o Zuzhan (1036 o 1037-1101), Sotoba per i giapponesi, è stato un uomo dai diversi talenti. Entra giovanissimo nell’amministrazione statale, i suoi esiti brillanti raccolgono l’interesse dell’imperatore. Nel corso della sua vita ha manifestato interessi nei campi più disparati, quali l’ingegneria, la politica (attività per la quale è stato esiliato per ben due volte), la religione e la letteratura, tanto che sono sopravvissute circa duemilasettecento poesie e ottocento lettere. È anche considerato uno dei più eminenti gastronomi della propria epoca.

Un suo componimento, scritto in meditazione sul Monte Lu, e considerato la prova del suo risveglio, della sua realizzazione, ed è diventato molto celebre. Ne propongo una personale trascrizione:

…..I suoni dei torrenti vallivi sono la sua lunga e vasta lingua;
…..la forma delle montagne null’altro che il suo corpo immacolato.
…..Questa notte, ottantaquattromila versi.
…..Domani, come potrò raccontarli?

Il riferimento sottointeso dei primi due versi è il Budda. Difatti circola anche una versione sintetica, ad opera dello studioso Lucien Stryk*:

…..La montagna – corpo del Budda,
…..Il torrente – la sua parola.
…..L’altra notte, ottantaquattromila parole.
…..Come, come farli capire?

Questa poesia ha ispirato il maestro Eihei Dogen, fondatore della scuola Soto Zen, nella scrittura del capitolo Keisei sanshoku, da noi noto come Il suono dei torrenti vallivi, la forma delle montagne, o anche Il suono del ruscello, la forma della montagna (The sound of Valley streams, the forms of Mountains o The sound of the stream, form of the mountain), composto nella primavera del 1240, quindi raccolto nello Shobogenzo (testo numero 25 nelle compilazioni dei 75 e 60 capitoli, numero 9 nell’edizione vulgata, quella che abbraccia i 95 capitoli complessivi).

Nota – Dall’introduzione al volume Poesie Zen, a cura di Lucien Stryk e Takashi Ikemoto, Newton Compton, Roma, 1999, traduzione di Adriana Ziffer Gallo.

.