Una radice

DOPO VENTICINQUE ANNI DI SCRITTURA

TF – Ci sono momenti nei quali senti che stai accompagnando qualcosa alla sua estinzione. All’esaurimento. Un rapporto, una professione. Una ragione che ti ha mosso ma che oramai si è totalmente prosciugata. Visto che spesso mi riferisco al mondo vegetale diciamo pure una radice. In queste poche stagioni che mancano al mezzo secolo di vita, ho terminato di scrivere. Ho dedicato l’ultimo quarto di secolo a farlo, cercando di compierlo il meglio possibile. Insomma, il meno peggio possibile. Ieri ho consegnato all’agente l’ultima opera terminata. E ora mi sento… terribilmente leggero… rinnovabile… pronto a fare qualcosa di questa vita che sia diverso. Vedremo se e cosa… ma la scrittura che è stata sia un sogno, sia una forma di ossessione, perchè non confessarlo, ora ha stillato le sue ultime gocce. Le poesie usciranno a settembre, e saranno le poesie della “maturita”. Nutro in merito qualche speranza. Poi i due romanzi e la raccolta di appunti dedicati a natura, alberi e zen. Se lo meriteranno raggiungeranno la maturazione, prima che compia i fatidici 50. Per il resto sarà tutto nuovo, è già tutto nuovo… ed è una sensazione grandiosa.