In morte di un larice millenario

ARBOR MAXIMA OGGI SU IL MANIFESTO

Oggi su Il Manifesto – Inserto L’estraterrestre – Rubrica Arbor maxima

°In morte di un larice millenario°

La notizia luttuosa è di pochi giorni fa: in Valle d’Aosta è caduto l’albero più annoso. Torno a visitare i suoi boschi ma prima passo a salutare il castagno tetrasecolare di La Salle. Estratto – Mi chiedo: vuoi davvero piangere nuove lacrime alla base di un caduto in questa guerra senza fine? Probabilmente no. Mentre penso a tutto questo mi guardo intorno. Quanto sono splendide le conifere arroccate nelle parti alte delle montagne, quelle che da qui vedo sbuffare in cima ai monti, piccoli, appena uno schizzo di colore, come se fossero opera di un pittore cinese. E quanto materiche e invitanti sono le cortecce dei pini e dei larici che crescono qui vicino, ce n’è uno oltre il canalone, coi rami che dalla cima ricascano abbondanti lungo il tronco, una piccola foresta in miniatura. O quella serie di alberi lassù, cento o duecento metri da dove sono, che sfidano i venti da decenni, barbuti, sfrontati. Amo questo ambiente, le boscosità sommitali delle montagne, identificano il punto più emotivo di un continente tutto mio, fra realtà e immaginazione, dove vorrei venire ogni mattina a meditare, dove ritorno spesso per ammirare, per allenare la fantasia e nutrire spirito e, se capita, la scrittura.

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