Il Buddha di Hart Crane

UNA BREVE POESIA DEL POETA AMERICANO

Diversi poeti europei e americani si sono confrontati, magari per pochi versi, con la figura del Buddha e il buddismo. Tra questi Jim Harrison, Mary Oliver, ovviamente i Beat, e molti altri. Una breve poesia inedita la scrisse tra il 1923 e il 1924 Hart Crane, mentre componeva i testi poi usciti nella raccolta d’esordio, White Buildings. E ci aveva visto giusto… l’ultimo verso è ellittico e l’ho interpretato a modo mio.

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A BUDDHA

Tu sei quasi oltre certe questioni,

il fondo lucidato della tua sorgente sonora

è educato a cavalcare in paradiso, e tu

sai sedare le tangenti del desiderio e ben altro.

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TO BUDDHA

You are quite outside of such issues,

The polished bottom of your sound font

Is taught to ride in heaven, and you know

The tangents of desire the other quells

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Hart Crane (1899-1932) nasce nello stato dell’Ohio, dedica la sua breve vita alla poesia e deve affrontare una famiglia complicata e rissosa e i pregiudizi contro l’omosessualità. A New York si iscrive al college e studia poesia, vince una borsa di studio in Messico e nel viaggio di ritorno, a 32 anni, si suicida gettandosi in mare. Lascia una raccolta di poesie, White Buildings (1926), e The Bridge (1930), poema in seguito definito come una delle più influenti opere in versi dai tempi di Whitman; altri testi e la raccolta delle sue lettere sono stati pubblicati postumi.

La poesia è tratta da The Complete Poems of Hart Crane (Liveright, New York), a cura di Marc Simon e introduzione di Harold Bloom.

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