Quercus crenata nel Nord Ovest – La Rogre Verde di Tassarolo

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Fra le vigne dell’alessandrino

Tempo fa mi era capitata sotto mano la scheda delle rovere verde di Tassarolo, nell’alessandrino, un albero di diciotto metri di altezza ed un tronco di 370 cm di circonferenza. L’età stimata, grazie ad una nota rinvenuta nell’archivio della locale parrocchia di San Nicolao che riporta una testimonianza del sacerdote Rettore datata 22 giugno 1631, è di almeno quattrocento anni.

Si parte da Novi Ligure; uscendo a sud lungo la provinciale che porta a Gavi, prestate attenzione alla vostra destra dove incontrerete la deviazione per Tassarolo, sulla strada provinciale 159; a due chilometri e mezzo approdate su un pianoro, svoltate a sinistra in via Vecchia Novi Ligure che proseguendo si rinomina via Rovere Verde. Parcheggiate accanto alla piccola cappella che trovate appena la via cambia nome. Oltre le vigne potete iniziare a intravedere la cima della folta chioma dell’albero che state andando a incontrare. Se costeggiate a piedi i filari di vite ad un certo punto troverete un varco che prosegue nel campo e vi conduce a pochi passi dalla cerrosughera (Quercus crenata), una specie di albero che abbiamo già incontrato a Casalborgone, sulle colline torinesi. L’albero è più vecchio, è stimato di quattrocento anni, grazie ad alcune segnalazioni negli annali parrocchiali del paese risalenti agli anni del Signore 1625 e 1640, come suggerisce un cartello appoggiato ai piedi del tronco. L’albero si divarica a tre metri di altezza in due branche e quindi in molte altre, costituendo una chioma ampia che si distribuisce in larghezza; l’albero è più ampio che alto. L’altezza sfiora i venti metri. Le foglie sono coriacee, di un bel verde scuro brillante. Il tronco è fessurato come quello di una sughera, ma di un colore più prossimo al verde. Ascolto il rumore del vento che si trascina dentro la chioma; noto anche le tipiche coperture squamose delle ghiande (pericarpi), decisamente più grosse della media della altre querce; alcune sono grosse come il mio pollice e contengono ancora la ghianda rotonda. Misuro il tronco: 412 cm. Le rilevazioni che avevo segnalavano 370 cm, una variazione notevole. Ma non credo che si tratti di un’improvvisa crescita. Confrontando questo albero con quello di Casalborgone noto che qui la struttura prevalente sembra quella della sughera, al contrario di quello sul Bric Tourniol che si è costruito più similmente al cerro. Un bell’albero davvero, ricorda la grande sughera dell’Orto botanico di Roma, uno degli alberi più grandi della capitale.

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