Uno scatto sottratto all’inverno che ci ha spaventato
Non capitava da molti anni di stufarsi del gelo e della neve dell’inverno. Alle spalle un dicembre caldissimo, californiano, fors’anche portoghese, meridionale. E poi le notizie: è in arrivo un vento siberiano, temperature polari. Nonostante l’attesa iniziasse a concretizzarsi nei giorni di intensa nevicata, soltanto a tormenta spenta il termometro è colato a piccolo, superando i – 20 °, anche i – 25 nelle valli del cuneese. Adirittura – 31 sul Monte Rosa. Brrrrrrrrrrrr…
Con Manuele Cecconello ci siamo gettati al Bric Bourcina per girare il nostro piccolo documentario, immersi e protetti dalle fronde delle cinque sequoie più antiche d’Italia. Poi siamo corsi a casa di Andrea, un amico che abita a Pettinengo e lavora a Pace Futuro, l’associazione che da anni anima e custodisce il parco botanico di Villa Piazzo. Una visita alla villa e ci siamo imbattuti in un paesaggio lunare. Prima di rigettarci nel tepore delle sale interne sono riuscito a sottrarre questo scatto, solitario, che ritrae il grande cedro del Libano, uno dei monumenti della natura non ancora riconosciuti della regione, che domina la cima del colle a fianco della villa.


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