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AL DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO GRANDI & VECCHI ALBERI DI TORINO

Torino è conosciuta per i suoi lunghi viali alla francese, per i parchi dislocati intorno al Po e sulla Collina, per i musei e i caffè, le piazze e la cultura. Inaspettatamente però è, al pari di altre grandi città del nord Italia come ad esempio Milano, una città di alberi secolari, dove il verde ha assunto da almeno due secoli un’importanza urbanistica e strategica. L’abbattimento delle mura da parte di Napoleone, l’edificazione delle grandi ville e dei castelli intorno al nucleo storico della città – la cosidetta Corona di delitie – e l’inizio dei grandi parchi ad uso pubblico, come il Valentino, a metà Ottocento, così come l’adozione dei giardini di piccola dimensione ispirati agli square di Londra e ancor più di Parigi, l’indomani della raggiunta Unità d’Italia, hanno fatto del capoluogo piemontese una delle più interessanti città verdi d’Italia, nonostante l’idea di mera città industriale che per almeno mezzo secolo ha dominato l’immaginario nazionale. Al Direttore dell’Osservatorio Grandi & Vecchi Alberi di Torino è un’insolita guida alla ricerca dei maggiori e più annosi alberi della città, scritta in forma epistolare.

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