Nel sangue allevo abeti e coni di sequoia

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ESTRATTO DAL FUTURO LIBRO, GIONA DELLE SEQUOIE

«Non ho bisogno di andare a vivere in una foresta per capire quanto difficile sia convivere con gli elementi che siamo abituati a pensare selvaggi, per immaginare quanto rumorosa potrebbe diventare la solitudine con cui dovrei lottare per affermare il silenzio e me stesso, senza farmi dominare da altri me stesso che si sono svegliati col piede sbagliato, che hanno deciso di afferrarmi al collo e di strangolarmi, o di ficcarmi le loro unghie e i loro denti esposti nelle carni. Amo gli alberi e i boschi, i ruscelli che pittano di sbiancamenti il fondo ombroso delle rocce e gli uccelli che decorano gli spazi ampi di note sbagliate. Ma non ci andrei mai a vivere, solo, reietto ad un’idea del mondo civile, in cerca d’imitazione di azioni fatte da altri, per quanto mitici, scrittori o filosofi o soltanto umani addolorati e feriti. Preferisco la mia piccola salvezza portatile qui dove la pianura padana si consuma negli ultimi metri e le alpi metton giù le radici, dove le mani si bucano nella terra dell’orto o mi spargono punte di sangue in bocca. Vengo da un mondo di uomini dove sono nato e in questo mondo mi consumerò. Anche se nel sangue allevo abeti e coni di sequoia»

Giona delle sequoie è in lavorazione per Giunti, marzo 2014.

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