°Giona delle sequoie°

.
L’OPERA IN CANTIERE: FRA TRE MESE NELLE LIBRERIE
.
Fra tre mesi uscirà l’opera a cui ho lavorato di più, in questo scampolo di tempo che è la mia esistenza. Dieci anni di assoluta passione, di viaggi, di ricerche, di invenzioni. Ma anche dieci anni di rifiuti, di “a chi vuoi che interessi”, di “questo ci piace ma gliene vorremmo far fare un altro”, di “in Italia non si vendono testi di italiani che scrivono del resto del mondo”. Quando si dice fare il giro dei quattro cantoni. Ecco, proprio quel che è successo a me e a quest’opera.
Eppure già sentivo che era l’opera, il figlio inchiostrale che mi avrebbe dato quel qualcosa in più. Non parlo di riconoscimenti o di chissà quale attestato di benemeranza. No, è più qualcosa che ha a che vedere con l’equilibrio. Sei sempre lì che cammini, un passo avanti all’altro, sul filo, e sotto c’è sempre il vuoto spettacolare del Gran Canyon. Eppure, ora senti che hai quel qualcosa che ti fa avanzare con maggiore stabilità.
Per uno scrittore certi libri fanno questo effetto. Il primo che mi ha fatto questo effetto è stato Il sole che nessuno vede, dedicato al meditare in natura. Un secondo è stato Poesie creaturali, che infatti sta raccogliendo frutti. Ma il più consistente, e rischioso, era questo: Giona delle sequoie. Stranamente nacque prima il titolo dell’opera. Fin dall’inizio il titolo era chiaro, dominante. Questa esplorazione sboccerà nelle librerie il prossimo 5 giugno grazie a Bompiani, che ringrazio nuovamente e nuovamente, e grazie all’agenzia che, ogni tanto, mi rappresenta (🤓), Walkabout Literary Agency.
La copertina? Io ce l’ho ma ancora non si può farla vedere. Posso soltanto dire che è splendida.