I cercatori di alberi – Gyorgy Posfai

Un cercatore di alberi in terra d’Ungheria

Internet si sta rivelando uno strumento utilissimo per la conoscenza di persone che si occupano di alberi e per la divulgazione di informazioni inerenti al patrimonio arboreo dei singoli stati e delle regioni. Uno dei protagonisti di questo nuovo movimento è l’ungherese Gyorgy Posfai, nato nel 1956 e autore del volume Magyarország legnagyobb fái – Dendrománia (I più grandi alberi d’Ungheria – Dendromània), pubblicato dalla casa editrice Alexandra nel 2005.

La conversazione che segue è pubblicata nella seconda edizione di Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi.

Sito internet: www.dendromania.hu

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Ha pubblicato il suo libro dedicato agli alberi monumentali d’Ungheria nel 2005. Quanto ci ha lavorato?

Era il 2000 quando ho iniziato seriamente a misurare i grandi alberi. Ho impiegato cinque anni e innumerevoli viaggi per localizzare, misurare e fotografare la maggior parte dei grandi alberi del paese. Per prima cosa ho visitato gli alberi più noti, tutelati e registrati nei documenti ufficiali. Quindi, mentre si spargeva la voce del mio impegno, ho ricevuto molte segnalazioni e suggerimenti dalla gente comune. Ho ricevuto un aiuto dagli addetti della forestale e dagli agenti dei parchi nazionali. Una volta raccolti i dati, scrivere il libro e assemblare le fotografie ha preso poco tempo, forse una settimana. Trovare un editore e lavorare sui dettagli è un’altra questione: ha richiesto un altro anno.

Quando è diventato un tree hugger, un uomo che abbraccia gli alberi?

Mi sono sempre piaciuti i viaggi nella natura, da solo o con la famiglia, e sono sempre andato pazzo per i grandi alberi, e per la fotografia. Mentre mio figlio cresceva ho notato che nell’album di famiglia c’erano meno fotografie di loro che dei grandi alberi. Quindi ho preso la decisione di andare in cerca di alberi in maniera sistematica per costituire un catalogo completo. Rispondendo, letterariamente, alla sua domanda, non ho mai abbracciato un albero. Ai miei occhi, un albero (un animale, un fungo, un batterio, ogni creatura vivente) è qui in questo momento, è un essere altamente evoluto proprio come l’uomo. Ci sono voluti quattro miliardi di anni di evoluzione e ogni creatura è perfetta, a suo modo. In qualità di biologo molecolare lavoro con i batteri in laboratorio, sono interessato dai diversi e sofisticati meccanismi molecolari di sopravvivenza. Molta gente non è ispirata dagli stile di vita dei batteri ma dagli alberi, soprattutto se monumentali. E’ possibile imparare qualcosa da questa lezione: strategie di vita radicalmente differenti possono portare a perfette abilità di sopravvivenza. Gli alberi non corrono, non raccolgono informazioni tutto il tempo, non alimentano un conto in banca, ma conducono una lunga esistenza. Tutto questo ci insegna una democrazia biologica, e ci porta a interrogarci se il nostro modo di vivere sia la sola strategia vincente… Così abbracciare un albero può risultare poco rispettoso.

Quanti grandi alberi ha scoperto nel frattempo, dopo la pubblicazione del suo volume e fino ad oggi?

Partendo dal presupposto che l’obiettivo era quello di catalogare i grandi alberi del paese con almeno sei metri di circonferenza del tronco direi che il libro era ragionevolmente (per il novanta percento) completo. Ma ovviamente c’è un numero di nuove scoperte, specialmente fra i pioppi, che sono numerosi e si trovano in aree paludose difficili da esplorare, lungo i grandi fiumi e crescono eccezionalmente nel nostro paese. Il libro individua circa quattrocento alberi. Ultimamente ho creato un sito web con l’indicazione delle misure degli alberi, le coordinate GPS, mappe satellitari e fotografie, dendromania.hu, che è un’espansione progressiva del volume. Abbraccia circa milleduecento alberi. Questo aumento è dovuto innanzitutto al fatto che ho abbassato il limite di grandezza (ad esempio una quercia viene registrata al di sopra dei cinque metri di circonferenza, ma particolari campioni del genere che non raggiungono misure impressionanti sono comunque inseriti).

Com’è la situazione delle foreste e lo stato di conservazione degli alberi monumentali in Ungheria? E nell’Est Europa?

La tutela legale dei grandi alberi e della natura ha una lunga tradizione in Ungheria. Alcuni dei nostri alberi monumentali sono protetti da oltre cento anni. Sfortunatamente le guerre e altri grandi e drammatici cambiamenti sociali che si sono verificati nel corso del Ventesimo secolo non hanno aiutato la conservazione dei grandi alberi. I recenti cambiamenti climatici rappresentano un ulteriore fattore negativo. Ci sono due livelli di tutela dei siti naturali: una gestione statale ed una locale. I singoli alberi monumentali rientrano nella seconda categoria gestionale e il loro stato di tutela dipende dall’entusiasmo dei politici locali. Al contrario le più importanti foreste che ospitano molti alberi monumentali sono controllate e tutelate dalle autorità dei parchi nazionali. In aggiunta, circa cento aree boschive sono state per legge dichiarate off limits dall’attività umana, sono territori intoccabili. Non conosco la situazione legislativa in altri paesi. Penso che nei paesi dell’est Europa, a causa del relativo scarso sviluppo, vi siano ancora molte gemme remote e incontaminate ma, d’altro canto, l’economia ristretta e l’ignoranza sociale (l’inquinamento, la negligenza) giocano il loro ruolo. Molti paesi civilizzati possono prendersi cura degli alberi monumentali e delle foreste, ma le condizioni ambientali sono, per il mio modo di vedere, sterili e artificiali. L’Ungheria presenta un’oltraggiosa ma eccitante commistione di ignoranza ambientale e chiusura verso la natura nella vita quotidiana.

Cosa ritiene opportuno che la gente del suo paese conosca a proposito degli alberi?

La coscienza ambientale, inclusa l’ammirazione per gli alberi, sta crescendo in Ungheria. In misura considerevole, il mio libro e il sito internet sono causa di questo mutamento. Ho fatto molte interviste radiofoniche e televisive, dendromania (la parola che ho coniato per indicare l’entusiasmo nei confronti degli alberi) ha contagiato molta gente. Adesso ci sono molti cacciatori di alberi, che fanno riferimento al forum del sito dendromania. Autorità (parchi nazionali, forestali, disegnatori di mappe) hanno iniziato a usare il mio sito come risorsa primaria rispetto ai dati sugli alberi.

Quale azione concreta dovrebbero attuare le amministrazioni locali per migliorare la situazione relativa alla conservazione degli alberi?

Il governo locale può dichiarare protetto un albero. Normalmente, non è un impegno gravoso farlo. Ogni tanto, tuttavia, altri interessi (ad esempio un uso della terra illimitato) possono prevalere. Secondo me le azioni per legge non rappresentano la forma di tutela più forte per un albero. Mettere un cartello di tutela che può essere distrutto o deteriorato in pochi anni… E’ meglio suscitare l’entusiasmo della gente del luogo, i proprietari. Quando vedono quanto sia entusiasta dei loro alberi vengono contagiati dalla mia dendromania e si prendono cura dell’albero.

Se un italiano volesse venire in visita in Ungheria per visitare i vostri grandi alberi, quali suggerirebbe di non perdere assolutamente?

1. La grande quercia di Bak. Non è particolarmente grande secondo gli standard europei (il tronco misura 756 cm di circonferenza) ma è la maggiore d’Ungheria. E’ in salute, ha un’architettura perfetta, e si trova in una radura remota di una foresta.
2. Il tiglio di Szőkedencs. E’ uno dei maggiori e più vecchi del paese (tronco doppio di 718 e 536 cm misurati nel 2010). Se ne sta sulla cima di un piccolo cimitero collinare.
3. Il platano di Peresznye. Situato nel parco di un vecchio castello in un villaggio, vicino ad uno stagno, svetta l’enorme platano (circonferenza del tronco di 1023 cm, mis. 2010).
In aggiunta i pioppi che sono molto grandi in Ungheria. Il migliore esemplare di pioppo bianco sta a Révleányvár (circonferenza di 800 cm, mis. 2009) e ci sono molti grandi pioppi neri lungo il fiume Dráva (ad esempio il pioppo nero di Barcs, tronco di 1006 cm, mis. 2010).
Un caratteristico paesaggio di alberi monumentali è il bosco da pascolo, ce ne sono molti nel paese. I più famosi sono quelli di Túristvándi e di Diósviszló.

Qual è il più vecchio albero d’Ungheria?

E’ impossibile stabilirlo. Non abbiamo registri che vanno più indietro nel tempo di duecentocinquant’anni. Inoltre talvolta alberi meno o poco spettacolari crescono in condizioni sfavorevoli rispetto ad alberi più grandi, con una crescita più rapida. Suppongo che alcuni castagni siano i più vecchi, con un’età che si aggira intorno ai quattrocento anni. Un castagno dal tronco superiore ai dieci metri di circonferenza è morto negli anni Sessanta e aveva circa 480 anelli.

Qual è il più alto albero d’Ungheria?

Anche in questo caso non è possibile dirlo. Ci sono molte specie di alberi che crescono all’incirca alla medesima altezza. Ci sono pini e faggi e frassini che crescono in popolazioni dense, singolarmente raggiungono e superano i quaranta metri.

Che cosa fa ogni giorno per gli alberi?

Mi prendo cura del sito internet, rispondo alle email, una volta al mese faccio un viaggio sul campo, verificando le ultime segnalazioni che ho ricevuto. Tutti gli alberi che sono registrati nel sito li ho personalmente visitati e misurati. Ogni tanto organizziamo viaggi con i più ardenti appassionati di alberi, concordandoci via internet.

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