I cercatori di alberi – Jeroen Philippona

Un cercatore di alberi europeo

Jeroen Philippona è nato nel 1955 nella città di Harleem. Suo padre è un grande appassionato della natura e portava spesso i figli e la moglie a fare scampagnate, a osservare uccelli, animali e alberi. Ha studiato per diventare insegnante di biologia e geografia lavorando per diversi anni in un istituto di ricerca per l’ecologia e la natura. Ha poi lasciato questo lavoro per svolgere lavori di utilità sociale e da dieci anni si occupa di tutela e conservazione degli alberi per l’ente olandese Bomenstichting.  

Quando ha iniziato a interessarsi di grandi alberi?

Già a dieci anni, nel 1965. Vidi una grande quercia solitaria in Germania: mi impressionò tantissimo. Fa parte del mio amore per la natura, che ho ricevuto in eredità da mio padre che era (ed è) un bird watcher, un osservatore di uccelli, portava la nostra famiglia spesso in mezzo alla natura. Da allora ho iniziato a disegnare gli alberi. Successivamente ho studiato per diventare un insegnate di biologia e ho svolto alcune ricerche su foreste ed ecologia.

Vive e opera in Olanda. Avete molti alberi monumentali? A che punto è la tutela dei grandi alberi?

Nel 1970 venne fondata in Olanda la Fondazione per l’Albero, la Bomenstichting. Al tempo gli alberi non erano tutelati. La fondazione ha inaugurato un registro degli alberi monumentali, in cui si sono annoverati tutti i grandi e i vecchi alberi, i viali e i sentieri, i parchi monumentali e le concentrazioni arboree. Molti volontari hanno partecipato all’inventario nel corso degli anni Ottanta. Tale registro non ha portato ad una protezione ufficiale determinata da una legge. Infatti il governo nazionale non intende tutelare gli alberi a livello statale. Si sostiene che la protezione può essere assicurata ad un livello regionale. In questo modo diverse comunità locali hanno assicurato una tutela per gli alberi e specialmente per i monumentali e gli alberi di pregio. Ovviamente col ricambio della politica tutto questo può mutare. Nel corso degli ultimi dieci anni le amministrazioni hanno indebolito i regolamenti e in alcune comunità la tutela è ora peggiore rispetto a quindici anni orsono. Gruppi locali stanno difendendo gli alberi e la natura contro le amministrazioni e le compagnie che vogliono edificare o mutare l’assetto delle strade. Inoltre la Bomenstichting ha problemi di ordine finanziario. Gestisce otto operatori professionali, ma hanno dovuto smettere di lavorare; dal 2012 la Fondazione sarà un istituto per volontari. Attualmente in Olanda è attiva un’ala di destra nel parlamento che non intende proteggere la natura e gli alberi. Comparato ad altri paesi in Europa l’Olanda è un piccolo paese. La gran parte del territroio è grande quanto l’area del Po in Italia. Abbiamo grandi e vecchi alberi, ma non come in molti altri paesi. I nostri più grandi alberi sono più piccoli rispetto a quanto esiste in Germania, Polonia, Inghilterra e Francia. Si contano circa duecento alberi registrati con una circonferenza del tronco a petto d’uomo superiore ai sei metri. Giusto per fare un confronto: in Inghilterra ce ne sono almeno cinquemila. 

Lei segue lo sviluppo delle sequoie nel suo paese. Ce ne può parlare? Quali sono le più grandi e le più annose?

Ci sono diverse Sequoia sempervirens nei Paesi Bassi, la maggior parte è piccola, poche superano i venti metri di altezza e hanno una circonferenza del tronco superiore ai tre metri. Ne conosco soltanto una superiore ai trenta metri. E’ molto diverso rispetto al Regno Unito e alla Germania. Invece abbiamo molte Sequoiadendron giganteum. Le più grandi sono segnalate sul sito di Tim Bekaert, Monumental Trees:
www.monumentaltrees.com/nl/bomen/mammoetboom/benelux/
Si possono vedere gli elenchi di sequoie giganti paese per paese:
Nel mondo: www.monumentaltrees.com/en/world-giantsequoia/
Olanda: www.monumentaltrees.com/en/nld-giantsequoia/
Belgio: www.monumentaltrees.com/en/bel-giantsequoia/
Francia: www.monumentaltrees.com/en/fra-giantsequoia/
Ho visitato e misurato la gran parte delle sequoia presenti in Belgio e Olanda. Le più grandi e anziane si trovano nella parte occidentale e meridionale del paese, nelle province di Overijssel, Gelderland e Limburg.
Le più grandi per circonferenza del tronco si trovano nel villaggio di Brummen, nel Gelderland, entrambe con una misura di 820 cm a petto d’uomo e 33 metri di altezza. Sono state messe a dimora nel 1876 e nel 1880. Le più vecchie sono, probabilmente, le due dell’Arboreto Schovenhorst a Putten, sempre nel Gelderland e sono state piantate intorno al 1860. La più alta sta a Beekbergen, vicino Apeldoorn e ha un’altezza di 41,5 metri. Le Sequoiadendron si trovano abbastanza bene in Olanda, sebbene non abbiano una crescita ottimale: si sviluppano lentamente rispetto al Regno Unito, la Scozia, il Galles, alcune aree dell’Inghilterra. Le piogge sono troppo frequenti. E in molti territori il suolo non è quello ottimale. Nel Belgio le condizioni sono migliori ed infatti crescono maggiormente. Inoltre in Olanda diverse sequoie sono state compite dai fulmini e hanno perso la cima.

Nel suo sito internet (www.bomeninfo.nl) ci sono pagine dedicate a parchi, giardini e alberi in Inghilterra, Francia, Belgio, Germania, Svizzera, Svezia, Norvegia, Polonia, Repubblica Ceca. C’è un posto davvero speciale per lei? O un paese che l’ha impressionata particolarmente?

Esistono molti posti speciali per me. Uno è Ivenack a Mecklenburg Vorpommern, nel nord ovest della Germania. Vi sono molte vecchie querce, compresa la più grande del paese che è anche la più ampia (per volume) del continente. La prima volta che l’ho visitato insieme a mio padre nel maggio del ’95 ne rimasi impressionato. Speciale è il Parco di Fredville a Nonington, nel Kent, Inghilterra, dove si trova l’immensa quercia chiamata Majesty (Maestà). Un terzo luogo è il castello di Croft nell’Herefordshire, sempre in Inghilterra, dove si trovano roveri monumentali e un viale di enormi castagni. Anche il Castello di Powis, vicino Welshpool, nel Galles, è strabiliante! Un posto magico è il Parco Nazionale di Bialowiezak, la più grande foresta antica di pianura d’Europa. Quest’anno, insieme ad alcuni appassionati, ho camminato molto in questa foresta selvaggia e sono rimasto colpito dalle caratteristiche naturalistiche e dai begli alberi. Il paese che mi ha più colpito è il Regno Unito, dove ci sono molti luoghi con alberi annosi, meglio conservati che altrove. Adoro le antiche proprietà con castelli e ampi parchi e molti alberi di dimensione monumentale, vecchie querce e castagni.

Dialogando con altri cercatori di alberi in Europa ho notato che l’Italia spesso non viene considerato un paese attrattivo, con mia grande sorpresa. Per quale ragione secondo lei?

L’Italia è conosciuta per la cultura, il cibo e il vino piuttosto che per gli alberi. Ad esempio, quando visitai la Toscana, Firenze, Siena, San Giminiano e altre piccole località, andai a vedere chiese, musei, vecchi palazzi. A San Giminiano ho visto un bell’esemplare di bagolaro (Celtis australis), ma nella campagna non ho incontrato alberi notevoli. Credo che la ragione risieda nella lingua: gente del Nord Europa non capisce testi in italiano. Mi pare che in Italia, come in Francia, la terra sia utilizzata per produrre cibo e legna e altro ancora. Ma so che ci sono vecchi castagni sulle montagne e sequoie nei parchi ma al di fuori dell’Italia non abbiamo molte notizie al riguardo. Ho un libro dedicato agli alberi italiani, Grandi Alberi d’Italia di Claudio Cagnoni. Non esistono libri di facile reperibilità e sistematicamente documentati come accade sugli alberi di Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Belgio e Olanda. Anche il sito del Corpo Forestale dello State non offre particolari informazioni.

[Foto d’apertura: Philippona in compagnia della sequoia gigante di Llangattock nel Galles: 39,5 metri di altezza, tronco di 11,6 metri di circonferenza a petto d’uomo e 21,5 metri alla base.]

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