I 12 monumenti della natura da non perdere in Italia

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DAL MANUALE DEL PERFETTO CERCATORE D’ALBERI (FELTRINELLI)

– Olivastri di Luras (Sardegna)
Specie: Olea oleaster o Oleas europaea var. sylvatica.
Età stimata: superiore ai tremila anni.
A una dozzina di chilometri dal centro di Luras, accanto alla chiesa di San Bartolomeo, crescono i due olivastri millenari, uno dei luoghi d’alberi del nostro paese che merita una stazione di visita speciale, con ingresso a pagamento (è una cifra del tutto simbolica). Il maggiore supera i tremila anni ed è probabilmente l’essere vivente più annoso d’Italia, anche più dei tre celebri Castagni dei Cento Cavalli a Sant’Alfio in Sicilia.

– I cinquecento ulivi del S’Orto Mannu (Sardegna)
Specie: Olea auropaea.
Età stimate: dai 200 ai 900 anni.
Luogo magico, nelle campagne del comune di Villamassargia. Popolazione di centinaia di splendidi e variegati ulivi, dalle forme più contorte e diverse e lei, la patriarca, La Regina (Sa Reina), che troneggia solitaria e protetta, coi suoi undici metri di circonferenza del grosso tronco istoriato.

– I grandi ficus di Palermo (Sicilia)
Specie: Ficus macrophylla var. macrophylla.
Età stimata: dai 100 ai 160 anni.
Palermo è una città di facce e di luce, di chiese e di sorprese, ma è anche una città verdissima, dove crescono i maggiori alberi esotici d’Europa. Magnifici gli esemplari di ficus magnolioide dell’Orto botanico (una vera Sacra Familia degli alberi), del Giardino Garibaldi in Piazza Marina, del parco di Palazzo Malfitano-Whitaker, del Giardino Inglese e di Villa Trabia.

– L’araucaria monumentale dei parchi pubblici di Genova Nervi (Liguria)
Specie: Araucaria bidwillii.
Età stimata: ultrasecolare.
Nei parchi delle antiche ville patrizia, unificate a parco pubblico, all’estremo levante del capoluogo ligure, svettano diversi monumentali fra i quali è imperdibile l’esemplare monumentale di araucaria australiana di sei metri di circonferenza del tronco (a pdu): sauresca!

– Il larice di Pietraporzio (Piemonte)
Specie: Larix decidua.
Età stimata: fra i 600 e i 700 anni.
E’ il più bel larice del comprensorio alpino nord-occidentale, un gigante da otto metri di circonferenza appoggiato su una grande roccia e protagonista delle geometrie del vallone del Piz. Richiede almeno due ore di ascesa a piedi.

– Le sequoie più antiche d’Italia a Pollone (Piemonte)
Specie: Sequoia sempervirens.
Età stimata: messe a dimora nell’anno 1848.
Cinque esemplari concresciuti nel medesimo pezzo di terra sulla collina del Bric Burcina, una colonna vegetale sempreverde che sfiora i cinquanta metri d’altezza. Non sono le più grandi ma le più alte; altre sequoie della stessa specie di maggiore dimensione si trovano alle porte di Biella, a Chiavazza, e lungo i tornanti del monte che sale al castello di Sammezzano a Reggello, nel fiorentino.

– L’olmo di Casa Mordini a Pievepelago (Emilia Romagna)
Specie: Ulmus glabra.
Età stimata: quattrocento anni.
E’ il maggiore olmo d’Italia, un sopravvissuto ad un secolo di abbattimenti degli appartenenti alle Ulmaceae causati dai funghi della grafiosi. Allarga le sue branche in una minuscola frazione accanto ad una piccola chiesa dedicata a Maria.

– La quercia di Pinocchio (Toscana)
Specie: Quercus pubescens.
Età stimata: seicento anni.
Detta altresì quercia delle streghe o quercia del Collodi è una delle più note piante d’Italia, qui sotto si dice che passeggiasse Carlo Collodi prendendovi ispirazione per la quercia nera descritta poi ne Le avventure di Pinocchio. Siamo sui colli di Capannori, in lucchesia. Molte ramificazioni sono sorrette da bastoni.

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– Il cedro del Libano di Varese (Lombardia)
Specie: Cedrus libani.
Età stimata: 165 anni.
E’ fra gli alberi monumentali del nostro paese uno dei più belli ospitati nelle città, cresciuto in cima al pianoro di Villa Mirabello, presenta una chioma tentacolare di ramificazioni che crescono alla base fino a sfiorare i trenta metri. Da girarci intorno.

– I pini loricati del Pollino (Basilicata e Calabria)
Specie: Pinus leucodermis o Pinus heldreichii var. leucodermis.
Età stimata: anche millenari.
Il Pollino ospita diversi “pinosauri” spettacolari sulle diverse creste e serre che compongono lo splendido e visitatissimo massiccio montuoso. Sono alberi che crescono oltre i duemila metri come il cirmolo sulle Alpi e possono raggiungere i mille anni d’età.

– Larici di San Geltrude (Trentino Alto Adige)
Specie: Larix decidua.
Età stimata: meno di mille anni.
Accanto al Maso Ausserlahner in località St. Gertraud a Ulten, Ultimo, crescono i tre larici che per quasi un secolo sono stati considerati gli alberi più annosi del nord Italia, con oltre 2200 anni. Recenti analisi dendrocronologiche ne hanno dimezzata l’età, ma restano comunque un punto imperdibile del patrimonio arboreo italiano.

– Il cipresso di San Francesco a Verucchio (Emilia Romagna)
Specie: Cupressus sempervirens.
Età stimata: 800 anni.
La leggenda recita che fu San Francesco in persona a piantarlo nell’anno del Signore 1213 ed oggi cresce, protetto nel piccolo giardino al centro del chiostro del convento dei Frati Minori a Villa Verucchio, a due tiri di schioppo dalla rocca di San Marino. E’ in piedi grazie a tre stampelle metalliche.

PS – Per visualizzare immagini dei singoli alberi è sufficiente fare una ricerca nel motore interno del sito: in alto, colonna di destra, “CERCA NEL BOSCO”.

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