Sutra degli alberi

UN SILVARIO SPIRITUALE, AGRESTE E BUDDISTA

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SUTRA DEGLI ALBERI

Editore: Piano B Edizioni
380 pp | € 14.oo | Isbn 9788893711463
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Nelle librerie da settembre 2022

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«Chiunque s’immerga nelle titubanze e nelle geometrie di un minimo bosco si porta via un pezzo di albero quando ci passa in mezzo, quando si fa ombra fra le ombre. E per contro qualcosa di tuo resta lì, sospeso, a decantare, a precipitare, sottocorteccia, fra le radici. Tu e i maestri silenziosi» 

«In piena età adulta, camminando tra montagne e boschi, mi sono imbattuto più volte nel buddismo. Ad un certo punto mi sono reso conto di non accontentarmi più di non essere, o di ambire, più sulla carta che nella concreta quotidianità, a mendicare un’astratta simpatia francescana, fatta ogni tanto di un ritiro o di qualche lettura approfondita. Ho avuto bisogno di conciliarmi con le parole e le ore di ogni nuovo giorno attraverso qualcosa di antico che unisse me e decine, centinaia, chissà, di generazioni. Proprio come i grandi alberi vetusti mi univano al canto pluriepocale della Terra, anche una forma di spiritualità e religione avrebbe potuto sanare quei vuoti che gli eventi e gli avvenimenti della mia piccola vacuità avevano innecato» 

«Posso dire di essermi innamorato di un buddismo piccolo piccolo, al limite dell’innavertibile, un buddismo che non è ancora il Buddismo, o il Buddismo Zen, tantomeno il Buddismo Zen di scuola X o Y. D’altro canto non dimentichiamo che il Ch’an, la radice dello Zen, nasce sulle montagne della Cina, prima di scuole ed etichette, tra i sassi, tra le grotte, in piccoli eremi spartani, coltivando il silenzio»

«Sediamoci insieme, meditiamo insieme, ascoltiamo insieme il silenzio degli alberi, il mormorio dei ruscelli, il canto degli uccelli, il variegato e ostinato pulsare degli astri in una notte limpida, prepariamoci a fare quel che fanno le stelle cadenti. Poiché l’uomo che s’inoltra in natura capisce da solo, un’esperienza dopo l’altra, una stagione della propria vita dopo l’altra, che la vita non ha una direzione obbligata, che tutto – a partire dal tempo che ci è dato, dalle energie che giostriamo, dai desideri e dai limiti con i quali ci forgiamo e misuriamo – è un dono senza un senso preciso: siamo la vita che decidiamo di indossare e siamo parte del tessuto vivente che ricopre il pianeta»

«Tanti popoli nel mondo adorano gli alberi o li hanno adorati, compresi i druidi, i latini, i germani; in molti li hanno visti come contenitori degli spiriti dei morti, e altri come macchine viventi dotate d’anima, a loro modo capaci di desiderare, di sognare, di innescare la pioggia e di donare protezione e cibo. Noi oggi ci inchiniamo davanti a loro, con un atteggiamento diverso, non c’è che dire, ma un mistero rimane, un mistero che la meditazione ci aiuta a non intaccare, anzi ci lascia coltivare, con le gambe intrecciate, le mani raccolte, i capi chini e le labbra che ripetono le parole senza suono dei nostri dieci, cento, mille sutra degli alberi»

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Come nasce l’opera

Tiziano Fratus è una pianticella nel vasto e fitto bosco del buddismo italiano, nel suo minuto eremo delle radici (Ne-an) esplora l’antica pratica meditativa condotta aznitutto nei boschi e si abbandona nella foresta dei testi classici e moderni riguardanti il buddismo ed il buddismo ch’an cinese e zen giapponese: meditazione in natura, cammini nei boschi e in forestacontatto coi grandi alberi monumentali e secolariincontri con la storia dei Patriarchi. Questo approccio e questo lavorio quotidiano hanno condotto alla stesura di una serie di appunti, approfondimenti e boschi miniati che dapprima sono stati pubblicati, in vari formati, su blog, quotidiani e in riviste cartecee e digitali, nonché nell’autopubblicazione Shinrin nōto (da shinrin foresta, e nōto appunti, ossia Appunti dalla foresta), condivisa liberamente per alcuini mesi. Ora, questi testi in prosa e in versi, le meditazioni in natura e gli studi vengono uniformati e raccolti in un silvario spirituale dal titolo Sutra degli alberi. L’opera esce il prossimo mese di settembre per l’editore Piano B, cassa di risonanza di autori del passato e del presente interconnessi alla natura. Un sunto di queste esperienze e parole è stato accolto sulle pagine della rivista Buddhismo, magazine dell’Unione Buddhista Italiana, numero 2 2022 >>> Tra i grandi alberi, pagine 36-42 (sfoglia il pdf) 

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Appunti dalla foresta: percorsi per spiriti selvatici fra natura e buddismo agreste

Da diversi anni Tiziano Fratus medita in naturacammina nei boschi e nelle foreste, entra in contatto coi grandi alberi monumentali e secolari. A questo si è recentemente aggiunto l’incontro con lo zen e le storie de loro Patriarchi, figure che hanno costellato oltre mille e cinquecento anni di storie fra Cina, Giappone, Corea e Occidente, nonché una pratica quotidiana secondo i dettami dello zencosì come è stato accolto e rielaborato nel corso dell’ultimo mezzo secolo in Europa. Negli ultimi tre anni Fratus ha approfondito letture e considerazioni che ora vengono raccolti e uniti con filo sottile. Ne è nato un ciclo di appunti e boschi miniati confluiti in tre quaderni nei quali la spiritualità si connette costantemente ad una dimensione boschiva e silvatica. Nel corso degli ultimi cinque anni Tiziano Fratus ha tradotto in italiano poesie di maestri buddisti ed eremiti quali Eihei Dogen (1200-1253, fondatore della scuola Soto Zen), Hakuin Ekaku (1686-1769, riformatore della scuola Rinzai Zen), Muso Soseki (1275-1351, ideatore del sistema templare ed educativo Gozan), Jakushitsu Genko (1290-1367, poeta, monaco eremita e alfine abate), Baisao (1675-1763, venditore di te ambulante), Xuyun (1840-1959, riformatore e restauratore delle cinque case del Ch’an cinese), i monaci Bopjong (1932-2010) e Sodo Yokoyama (1907-1980), nonché i poeti Su Shi (1036-1101), Shihwu (1272-1352) e Ishikawa Jozan (1873-1672, un ex-samurai). Al contempo ha tradotto alcuni testi di poeti occidentali che si sono confrontati con la figura del Buddha, tra i quali Hart CraneJim HarrisonMary OliverW.S. Merwin, i Beat. Infine, ha composto il ricordo di alcune figure dello zen recentemente scomparse: Luigi Mario Engaku TainoGianpietro Sono Fazion e Thich Nhat Hahn.

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Materiali già disponibili

>>> Ascolta La parabola zen della montagna (versione audio – durata: 5.30 min.) o leggi la versione testuale 

>>> Il componimento Sutra degli alberi – Primo bosco miniato della silloge Il profumo dei fiori di magnolia

>>> La foresta interiore, pubblicato nel II° numero della rivista di letteratura e pensiero Just-Lit, dedicata all’ambiente. 

>>> Estratti | La RepubblicaSilenzio e ascolto della foresta, la via del monaco seon Bopjong (1932-2010) La RepubblicaIl monaco che suona le foglie, Sodo Yokoyama (1907-1980) o Kusabue zenji, il monaco del flauto di foglie, The Leaf whistling Monk o The Leaf-Flute Zen Master | A proposito di Ishikawa JozanTre canti austeri di un poeta samurai del XVII secolo | 

Rubrica Budda nel bosco del portale Zest – Letteratura Sostenibile | Meditare come un albero | Versi di un venditore ambulante di te. Le poesie di Baisao | I semi del monaco errabondo Jakushitsu Genko | Le poesie eremitiche di Muso Soseki | Shihwu. Componimenti montani di un eremita | Meditare come un albero – Idee e pratiche del buddismo ch’an

Saggi dedicati a monaci buddisti >>> Sentiero Dogen – Poesie di Eihei Dogen >>> Tre canti austeri di un poeta samurai, Ishikawa Jozan >>> L’airone centenario – Xuyun e le sue poesie 

>>> L’Ordine, allegato al quotidiano La Provincia di Como e Sondrio | Diversi articoli dedicati al meditare nei boschi e al buddismo agreste

>>> Al principio esiste il silenzio, semi e diario di un ritiro (inverno 2021-2022) >>> Shinrin nōto nelle news del Sangha dello Zenshinji di Scaramuccia >>> Shinrin nōto a L’altro in noi di Valeria Bianchi Mian – Radio Morpheus

Poesie di autori internazionali dedicate al buddismo tradotte da Tiziano Fratus >>> Il sogno di Dogen di Jim Harrison >>> Come Ikkyu di Jim Harrison >>> L’ultima istruzione del Budda di Mary Oliver >>> A Buddha di Hart Crane

Maestri e monaci zen scomparsi >>> Buddismo zen, tartarughe monache e alte montagne, Il Manifesto >>> L’eredità del maestro zen Luigi Mario Engaku Taino, La Rep >>> Zen per il pianeta, il nuovo libro di Thich Nhat Hahn, Natural Style

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Commenti a Shinrin noto (primo nucleo di testi di quel che ora è Sutra degli alberi)

«Un compendio di poesia, ascolto profondo e selvatichezza, per tutti gli spiriti boschivi e gli amanti dello “shinrin… nōto”» Francesca Campagna – Ecoterapia poetica

«Non c’è dubbio che gli italiani siano adepti del caffè piuttosto che del tè. Per ogni grammo di tè venduto nella nostra penisola, se ne acquistano 84 di caffè. Non c’è partita. Non penso, inoltre, che siano molti coloro che bevono il tè rispettando quel rituale tradizionale chiamato in oriente Cerimonia del Tè. Tra questi probabilmente il nostro Tiziano Fratus, maestro anche nel conciliare la sua passione per gli alberi con la via del buddismo zen. Una relazione antica e solida, quella tra tè e spiritualità» Paolo Pigozzi – Il Manifesto

«Grazie Tiziano per questo nuovo dono. Amo i libri che mi posso portare nel bosco attorno a casa e sto poco al pc… (ho amato molto anche i tuoi libri)» Tiziana Fiorio

«Ottima proposta culturale e spirituale. Stiamo vicini a ciò che vale, a ciò che offre respiro ai nostri pensieri davvero molto confusi in questo periodo fluttuante e incerto» Patrizia Solaro

«Io non sono una praticate ma una lettrice però ho la necessità di sapere per praticare grazie» Louise Boldrin Venosta

«Grazie per questo prezioso dono» Roberta Fattori

«La tua mistica mi conforta» Diego Chersicola

«Molto interessante» Mariela Peritore Fabri

«Grazie Tiziano, lo leggerò prestissimo. un abbraccio da altre selve» Susanna Mati

«Grazie Tiziano! Che bella parabola ! Quanta ansia di conoscere la verità nel giovane allievo, ma forse le cose più importanti le ha imparate lungo il cammino per trovare il vecchio monaco» Elena Cadelli

«Meraviglia» Annamaria Gyoetsu Epifanìa – Centro Zen Anshin

«Stamani ho inviato a stampare e rilegare tutto, per poterlo leggere sfogliando, con calma. Un piacere che non assomiglia a nessun altro, quello di leggere il frutto della pratica , della meditazione, e dell’arte, di qualcuno che per connessioni linfatiche ci è maestro, o semplicemente vicino» Nicoletta Zamberlan Feruglio

«Cose bellissime che si possono fare» Manul Patrizia Sira d’Intino – Associazione Eco di Foresta

«La rivoluzione della compassione è condivisione di bellezza e di sé. Grazie al poeta e albero Tiziano Fratus» Maria Rosa

«Bella! ascoltata poco fa nel mio giardino dove ho avuto un leggero sottofondo “canoro” di alcuni uccelletti… con i libri mi porti nei boschi e mi doni emozione» Elisabetta Pau

«Caro Uomo Radice, sento di doverle scrivere per ringraziarla del suo meraviglioso dono, un intero libro! Quando l’ho aperto non potevo crederci, per alcuni momenti sono rimasto interdetto, un suo libro recapitato a casa, tutto per me! Grazie. Di cuore. Sono a pagina 50, lo sto gustando sorseggiando tè, alzando gli occhi di tanto in tanto per contemplare il giardino e vedere se nella mangiatoia tra i biancospini imperlati di bacche vermiglie zampettasse mai qualche uccellino» Giampaolo

«Bellissimo progetto» Chiara Nicolini

«Testo notevolissimo» Michele Baraldi

«Sei davvero unico, in questa tua filosofia della natura, in questa formidabile capacità di essere tutt’uno con gli alberi e i loro frutti. Grazie» Valentina Fortichiari

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